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Mills, premier in aula a Milano ma a Pontida il vero processo

Il momento del giudizio, ma decisione finale sarà presa a Venezia / Paragone / Belpietro, videoeditoriale / La storia / Il sondaggio

Mills, premier in aula a Milano ma a Pontida il vero processo
A Milano, in aula, è ripartito il processo al Cavaliere: in tribunale tiene banco il processo Mills. Ma il vero porcesso a Silvio Berlusconi si svolgerà domani, domenica, a Pontida. Bossi e Maroni avanzeranno le loro richieste. Il direttore di Libero, Maurizo Belpietro, è sicuro: "Dal pratone ripartirà il governo. E ripartirà dalla Lega" (Guarda il videoeditoriale). A Pontida è stata tracciata l'intera storia del Carroccio: è la ventisetteisma edizione del raduno padano. Ma questa volta l'incontro sarà più teso, più difficile, e si dovrà fare i conti con i malumori della base verde. Intanto Roberto Calderoli alza il livello della tensione: "Riforma fiscale subito, o ce ne andiamo tutti a casa". Anche sul nostro sito i lettori si dividono: la Lega deve uscire dalla maggioranza e staccare la spina al governo? Segue l'articolo di Gianluigi Paragone.

A Pontida Umberto Bossi traccerà la road map per il governo? Certo che sì; del resto lo va dicendo da settimane: navigare a vista non conviene a nessuno e per la Lega tirare a campare equivale a tirare le cuoia. A Pontida si deciderà sulle sorti del governo una volta per tutte? No, Pontida è l’inizio del tagliando ma non la fine. Per sapere di più sulle sorti della maggioranza, il Senatur si potrebbe prendere tutta l’estate e dare appuntamento a settembre in quel di Venezia. Mettiamo in ordine le questioni.

Ancora una volta la Lega è riuscita a calamitare l’attenzione su Pontida, cioè su se stessa, mettendosi così al centro della maggioranza. Quello che in molti hanno scritto e detto in tutti questi anni si materializza anche all’indomani di una tornata elettorale che Maroni a ragione definisce «una sberla salutare»: il Carroccio detiene la golden share del centrodestra. Programma degli interventi a parte, sommo sacerdote nel sacro prato sarà il Capo lumbard: del resto Pontida è sempre stata sua, come dimostra il fatto che quando Bossi era steso su un letto d’ospedale la manifestazione saltò un giro. Quindi fari puntati su Bossi, anche se il Capo ha un confronto serratissimo con Bobo Maroni, il quale con le proprie dichiarazioni sta scaldando la scena accrescendo l’interesse. Il primo risultato è sulla stampa; il secondo sui militanti visto che il numero dei pullman è superiore allo scorso anno e la macchina organizzativa sta girando a mille.

Cosa dirà Bossi? Quali sono le nuove prove che il governo dovrà superare se vuole ancora il sostegno della Lega? I colpi di scena sono sempre in agguato, però è più facile prevedere un discorso di ripartenza che non il requiem per Berlusconi. Certo, non mancheranno stoccatine e frasi pungenti buone per giornalisti e militanti. La base scalpita per riprendersi quelle parole d’ordine tipiche del dna padano, ovvero l’indipendenza. «Né neri né rossi, ma liberi con Bossi», era uno degli slogan più incalzanti degli anni passati.  Umberto da Gemonio però non strapperà col Cavaliere nonostante gli appelli che Bersani lancia. Metterà il premier alla prova, così come chiederà a Tremonti di venire incontro alle ragioni delle famiglie e delle imprese. «I burocrati europei possono aspettare: del resto a noi non sono mai piaciuti», è il ragionamento che il leader lumbard sviluppa con i suoi. E che potrebbe ripetere domenica a Pontida. Quell’Europa da sempre mal sopportata dal Carroccio: L’Europa dei burocrati, l’Europa che salva le banche, l’Europa che chiude gli occhi di fronte agli sbarchi nel Mediterraneo; l’Europa che s’è accodata in fretta e furia a muover guerra contro Gheddafi, con l’unico risultato di restare tutti impantanati senza alcuna prospettiva di uscita.

Ecco, a questa Europa che fa gli interessi delle élite e non del popolo, Tremonti non deve - è la linea leghista - concedere tutto subito. Tremonti deve pensare in primis agli imprenditori, alle famiglie, ai sindaci virtuosi che in cassa avrebbero i soldi da investire in servizi ma ai quali il rigore del patto di stabilità vieta qualsiasi movimento.

Ecco dunque la sfida che Bossi potrebbe lanciare a Berlusconi dal prato di Pontida: più attenzione al popolo. Quel popolo che nelle ultime votazioni ha mandato un segnale di scontentezza. Quel popolo che in estate il Senatur andrà a sentire sera dopo sera, festa dopo festa (pare che il segretario abbia chiesto ai dirigenti di via Bellerio di preparare tante feste e abbia precettato i big perché si facciano vedere. Se così fosse prepariamoci a scosse periodiche secondo la migliore tradizione bossiana).

Indicata la via al Cavaliere e sentito l’umore della gente tra luglio e agosto, Bossi potrebbe arrivare al redde rationem in quel di Venezia, festa della Padania. A settembre infatti tante cose dovranno essere molto più chiare: per esempio l’importo della manovra richiesta dall’Europa, i tempi per la riforma fiscale, il tipo di riforma elettorale, l’impegno sul fronte immigrazione e altro ancora. Solo dopo sapremo se davvero l’autunno sarà il tempo per raccogliere le foglie di una stagione destinata a passare, oppure se saranno giorni per una nuova, buona, vendemmia.

di Gianluigi Paragone

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Commenti all'articolo

  • francesco371

    19 Giugno 2011 - 10:10

    Ma io mi chiedo e mi domando visto che i leghisti dicono di voler abbandonare Berlusconi , ma senza il Pdl e Berlusconi cosa farebbero? Veramente credono che solo loro oppure con Fini Casini e Bersani gli farebbero fare le riforme? Federalismo sicurezza immigrazione ecc. loro credono veramente? Io penso che andrebbero a finire in un tritacarne tra Fini Bersani e Casini sicuro e perciò che la smettessero di dire bugie i leghisti e continuino a stare insieme per riformare l'Italia!

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  • rocambole

    18 Giugno 2011 - 22:10

    La Lega non farà proprio niente proprio per il semplice motivo che non conta più niente e non fa paura a nessun. Roba da Asterix ed Obelix e niente più. Come movimento rivoluzionr-secessionista ha completamente fallito. Anche sul territorio, dove tempo fa contava qualcosa, ora ha perso consensi. Se voleva contare qualcosa doveva dare inizio ad un vero movimento secessionistico tipo IRA o ETA usando anche la forza, altrimenti è stata solo una bolla di sapone simile ad una scureggia e nulla più. Però uno se vuole usare la forza ce la deve anche avere la forza e la Lega in quanto a forza fa proprio pena.

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  • ciannosecco

    18 Giugno 2011 - 18:06

    Fino a quando in Italia ci saranno degli intelligenti e artisti come te,che sono disposti a tagliarsi i zedebei per fare dispetto a Berlusconi, siamo destinati ad andare in rovina.

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  • libero42

    18 Giugno 2011 - 14:02

    "Questo paese ha il più grande debito pubblico occidentale per un solo motivo,lo stato! " Giriamola così, che è più corretta: Questo paese ha il più grande debito pubblico occidentale per un solo motivo, l'EVASIONE!... e da come scrivi, tu sembri uno di quelli. Riposati.

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