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Emma e Montezemolo tifano per Tremonti: è Confgoverno?

Giulio attaccato dalla Lega è isolato anche nel Pdl. Così la Marcegaglia scende in campo per sostenero. Sperano nella caduta di Silvio

Emma e Montezemolo tifano per Tremonti: è Confgoverno?
Sono giorni convulsi per la politica italiana. Giulio Tremonti, il ministro dell'Economia fino a poco tempo fa graditissimo alla Lega Nord, sembra essere stato definitivamente scaricato dal Carroccio, che lo ha aspramente criticato dal palco di Pontida. Giulio, insomma, dopo i dissapori con Silvio Berlusconi, sembra sempre più isolato sia all'interno del suo partito ufficiale - il Pdl - sia all'interno di quello "ufficioso", la Lega Nord.

L'unica cosa sicura è che il ministro gode dell'appoggio di Cofindustria. Negli ultimi giorni, infatti, si sono moltiplicati gli attestati di stima degli industriali, schierati al fianco di Tremonti. Domenica, mentre Bossi tuonava, "Ha fatto peggio della sinistra", una nota di Viale dell'Astronomia sottolineava: "La priorità va ai conti pubblici". Poche ore dopo Pontida scende in campo proprio Emma Marcegaglia. Il concetto che esprime è, sostanzialmente, lo stesso. In più la leader di Confindustria detta l'agenda: "Ora la manovra da 40 miliardi per il pareggio di bilancio, e subito dopo la riforma fiscale".

L'appoggio di Confindustria, in verità, non è affatto scontato. C'è una grossa fetta di imprenditori, infatti, che di Tremonti non è affatto soddisfatto. Sulle spalle del ministro si fa ricadere la responsabilità delle riforme non fatte. Ma Confindustria non vuole ascoltare "la base". Non ha dubbi: c'è chi dice che l'Italia può finire come la Grecia? Allora noi stiamo con Tremonti: prima i conti pubblici. Poi, forse, il resto. Al fianco di Giulio, sempre domenica, si è schierato anche Diego Della Valle, persona certo non vicina a Berlusconi e al centrodestra. Intervistato da SkyTg24 ha promosso il ministro dell'Economia: "Ha fatto un buon lavoro".

Il fronte compatto attorno a Tremonti, insomma, fa pensare che la Marcegaglia confidi nel fatto che le crepe all'interno della maggioranza si facciano sempre più profonde. Nel caso collassasse l'esecutivo, l'uomo giusto attorno al quale coagulare un'alleanza transitoria sarebbe proprio il divino Giulio. La pensano così anche Luca Cordero di Montezemolo, sempre in odore di discesa in politica, ma anche Pier Ferdinando Casini, che ha recentemente riservato parole concilianti nei confronti del ministro dell'Economia, parole che fecero sorgere i primi sospetti su Tremonti all'interno del Carroccio. Di sicuro nemmeno il Partito Democratico si mostrerebbe negativo all'ipotesi, perché significherebbe la fine dell'esecutivo Berlusconi.

Ma dietro le posizioni che sostiene Confindustria non ci sono soltanto questioni di "realpolitik" o la convinzione che l'agenda da seguire sia differente da quella che hanno messo nero su bianco Bossi e Berlusconi. Ci sono vere e proprie questioni di bottega. Nella tanto discussa - e agognata - riforma fiscale dovrebbero trovare spazio 191 miliardi di euro di soli sconti fiscali, ai quali si dovrebbe aggiungere una cifra non acnora definita di aiuti diretti settoriali o locali destinati a particolari settori produttivi.

Come scriveva Franco Bechis lo scorso 6 giugno, "fin dall’inizio la proposta di Tremonti è stata alle varie parti sociali: scambiamo questi rivoli di agevolazioni la cui regolarità è difficilmente controllabile, con un taglio secco delle aliquote fiscali di cui beneficerebbero tutti. Ai tavoli la risposta di sindacati e Confindustria è stata negativa. Preferiscono i regalini qua e là del taglio fiscale per tutti. E si capisce perché: anche se spesso agevolazioni e contributi finiscono per distorcere il mercato (un caso tipico è quello delle energie rinnovabili: molte imprese hanno abbandonato la propria attività per trasferirsi ad esempio sul fotovoltaico solo perché lì pagava lo Stato), ingrassano le macchine organizzative e di consulenza delle associazioni imprenditoriali e sindacali. Confindustria così preferisce vendere i suoi servizi alle imprese per suggerire come cogliere al volo quella leggina agevolativa piuttosto che avere un semplice taglio dell’Irap di cui beneficerebbero gratis i suoi iscritti". Insomma, anche in base a queste considerazioni, con un appoggio trasversale, il governo tecnico Tremonti-Confindustria-e-tutto-il-resto è un'ipotesi gradita a molti. Gli industriali stanno alla finestra.

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Commenti all'articolo

  • nicola.guastamacchiatin.it

    22 Giugno 2011 - 18:06

    A Napoli si dice che la giornataa si vede dal mattino; se cè il sole sarà una bella giornata ma..........- Tremonti è un giorno senza sole. E' taciturno e non mostra alcuna emozione umana nè di irascibilità e nè di amore per il popolo. Egli, è buono solo a contare come se nella vita cè solo quello di valiido; manca di animosità illuministica dove l'uomo è buono anche a sognare e se è in buona fede,non come il berlusca, i sogni certe volte possono anche realizzarsi. Insomma, continui a fare l'Economista e lasci a altri il gravoso impegno di trasformarsi in Mago Merlino.

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  • giuliab09

    22 Giugno 2011 - 16:04

    sarebbe da sconsiderati non apprezzare questo politico che prima di tutto è un grande economista! Vorrei però chiedergli come mai per sconfiggere l'evasione fiscale non s'ispira al metodo fiscale americano? Qui in Italia , gli unici che non evadono, sono i pensionati ed i dipendenti, tutti gli altri evadono a man bassa...Ho chiamato giardinieri, elettricisti ,ho avuto bisogno di falegnami giardinieri ecc. non uno di loro mi ha rilasciato una ricevuta, e cosi nei vari ristoranti o bar ecc....senza parlare del sommerso ...sinceramente non mi sembra così difficile constatare questa realtà!

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  • dida

    20 Giugno 2011 - 21:09

    Anch'io, da ignorante, perchè non sono un' economista e quindi non ho la competenza tecnica necessaria, non condivido tutto ciò che ha fatto Tremonti in questi anni . Penso però, soprattutto a ciò che ha fatto : ci ha salvati dal disastro. Quel che non ci ha dato in alleggerimento fiscale ce l'ha restituito, con abbondanti interessi, salvando i nostri soldi e inostri risparmi che, se finissimo come la Grecia, diventerebbero carta straccia da aggiungere ai rifiuti di Napoli. Basterebbe questa semplice considerazione, a mio parere, per chiudere le bocche di tutti : destra, centro ,sinistra, "amici" interni e nemici esterni. Lunga vita, anche politica, a Giulio!

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  • Vito la Civita

    20 Giugno 2011 - 21:09

    Tanto rispetto per Tremonti! Quelli che fanno ridere sono: Il Cordero,Marciparla e il parolaio alias Casini!

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