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Silvio, per una volta ascolta Bobo: basta guerra

Dalla Lega un vaffa al conflitto di Napolitano. Ha ragione Maroni: fissiamo una data per il rientro delle truppe dalla Libia / MAGLIE

Silvio, per una volta ascolta Bobo: basta guerra
Se lo scontro fra Viminale e Quirinale si fa evidente e fuor di finzione di ruoli politici distinti, se la Libia è diventata anche argomento di feroce scontro interno, allora non vuole solo dire che avevamo ragione noi a scrivere fin dal primo giorno su Libero che quella era ed è una guerra da pazzi, peggio, una guerra pensata per danneggiare il nostro interesse nazionale, vuole anche dire che la Libia è veramente il problema, che il premier Silvio Berlusconi deve dire una parola chiara, gli basterebbe ritornare a quel che ha sempre pensato, far tacere le fantasie da Stranamore che impazzano alla Farnesina, mettere un freno ai convegni con sedicenti rappresentanti del popolo libico in gita tra Roma e Pechino, almeno pretendere una data certa di fine missione.
Roberto Maroni domenica a Pontida, parlando di una guerra costosa, crudele, inutile, mal concepita, peggio condotta, la cui fine non si vede, nel senso di né quando né come, caro ministro Frattini, aveva più o meno detto: «Il problema è la Libia, c’è la guerra, le bombe, i missili, che non sono intelligenti, ci sono i profughi  e c’è un solo modo per fermarli: stop alle bombe. Abbiamo contro l’Europa, la Nato e la magistratura, tutta a favore dei clandestini». Tra coloro che sono fieramente e non sappiamo quanto saggiamente contro, anche se ne immaginiamo ragioni squisitamente nazionali e di parte, il ministro dell'Interno dimenticava il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che all'omissione ha prontamente rimediato ieri con solenne proclama: «È nostro impegno, sancito dal Parlamento, restare schierati in Libia con le forze di altri Paesi che hanno raccolto l'appello delle Nazioni Unite. L'Italia non poteva guardare con indifferenza o con distacco agli avvenimenti in Libia».
Napolitano parlava durante la celebrazione della Giornata mondiale del rifugiato, e con quello stile tutto suo che spesso ci ha fatto pensare che si senta presidente di un'altra repubblica, ha aggiunto che l'Italia ha accolto un numero inferiore di rifugiati di altri Paesi europei e che deve cambiare atteggiamento e cultura. Certo è che non abbiamo compreso che cosa pensi dei bombardamenti di civili, del fallimento dell'operazione, dell'incapacità dei ribelli di Bengasi di combattere ma anche di guadagnare consenso popolare, della differenza tra una sedizione tribale e una rivolta popolare contro un tiranno; neanche abbiamo compreso perché questa urgenza non si avverta per quel che sta accadendo a Damasco.
È real politik? Troppo giusto, basterebbe dirlo, e allora mentre vediamo quali potessero essere gli interessi di Sarkozy e Cameron di bombardare Gheddafi,e già me pagano le conseguenze, mentre intuiamo con più di qualche timore il progetto african - internazionalista di Barak Obama, le cui conseguenze pagheremo tutti, è evidente che l'Italia da questa infame missione ha avuto ed ha solo da perdere in sicurezza dal terrorismo al quale ora siamo esposti, flusso indiscriminato di immigrati spacciati per rifugiati, affari fondamentali per la nostra economia in provviste energetiche e lavoro per molti italiani in Libia, infine spese militari onerosissime che sottraggono soldi ad altre missioni militari che sono invece fondamentali.
Bene ha fatto Roberto Maroni a ribadire la posizione espressa a Pontida, con parole dure, e da responsabile della sicurezza nazionale quale è il ministro dell'Interno, la polemica è solo all'inizio. Bene ha fatto un deputato esperto come pochi di Medio Oriente, Souad Sbai a dire: «Non da oggi sono assolutamente contraria all’attacco in Libia, e leggere che il Colle possa aver approvato la scelta di continuità nel rimanere in Libia, parlando di “schieramenti”, mi rende ancor più convinta delle mie affermazioni».
Stride invece l'apparente determinazione interventista del ministro degli Esteri, Franco Frattini, e conseguenti dichiarazioni sprezzanti del rischio di contraddizione «Le missioni sono certamente utili e devono essere affrontate in un quadro di collaborazione internazionale - ha detto il titolare della Farnesina -  non ci sono né ritiri unilaterali ma neppure status quo a tempo indeterminato». Il ministro ha commentato anche l'operato della Nato e soprattutto l'uccisione dei civili, denunciata dal ministro degli Esteri di Gheddafi, e ammessa dalla stessa coalizione. «La Nato è alla prova della sua credibilità in questa operazione in Libia», ha sottolineato, spiegando che però: «Non si può correre il rischio di uccidere civili». Infine, Frattini ha dichiarato che c'è un limite di settembre fissato dalla Nato, ma che «al di là dei bombardamenti una soluzione si deve trovare molto prima di settembre».

di Maria Giovanna Maglie

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    18 Agosto 2011 - 11:11

    Marie Thérèse, non sai che Tripoli é bel suol d'amore? Senza l'apprendimento del Bunga Bunga, come faceva Syl ?

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  • rocambole

    21 Giugno 2011 - 22:10

    Ma come si a prendere per oro colato tutte le fregnacce che sproloquia uno che nel 1956 inneggiava ai carriarmati dell'Armata Rossa sferraglianti a Budapest in Ungheria.

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  • racchia

    21 Giugno 2011 - 21:09

    NAPOLITAN GUERRIER HA L'ELMO IN TESTA/ CON O SENZA PROVINCE, SEI UN BORDELLO (Dante, Purg., VI). La comparsata di Napoleonitano all'ONU e i teteatete con OBAMA prima che inguaiassero il pollastro BERLUSCONI, han trasformato i sospetti in certezze. L'operazione LIBIA è stata pianificata a tavolino dai PADRINI DEL MONDO del BILDERBERG GROUP (grandi multinazionali euroangloamericane, banchieri mondiali, magnati dei media ecc) che hanno i loro referenti nei vertici ONU, FMI, UE ecc, e il loro braccio armato nella NATO e nei SERVIZI SEGRETI. Questi burattinai hanno fatto eleggere OBAMA, che esegue ordini (e Clinton è membro permanente del Bild.G.). Se adesso hanno deciso la islamizzazione e snazionalizzazione dell'Italia, solo un forte MOVIMENTO NAZIONALISTA TRASVERSALE potrebbe cercare di contrastarli. Ma da Fini a estrema SX assecondano i disegni dell'élite globalizzatrice. In questa porcata galattica, l'unico uomo libero é GHEDDAFI, divenuto EROE contro i POTERI FORTI SOVRANAZIONALI.

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  • VICTORY42

    21 Giugno 2011 - 17:05

    MI ricordo benissimo di quando B. disse di non disturbare il Rais, ma poi ha acettato di accodarsi agli intrventisti. Forse temeva di essere ripreso dal buon Napolitano?Comunque noi siamo gli unici a rimetterci .Perche la Grande Germania ne è rimasta fuori? chi nel mondo occidentale è insorto contro la Merkel? Penso che i nostri dirigenti amino posare le chiappe su due sedie (non si sà mai) .La lega è sempre stata contro l'intervento .potevamo dare sostegno morale no? invece vogliamo sempre apparire i migliori della covata. neanche le basi dovevamo concedere . NON CI RESTA CHE SPERARE CHE D.....O CE LA MANDI BUONA

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