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Di Pietro si avvicina al Cav: Silvio, ci sarà da fidarsi?

L'ex pm stupisce tutti. Prima dà un colpo a Bersani e spacca il Pd. Poi spiazza manettari: "P4? No reato". Berlusconi si complimenta

Di Pietro si avvicina al Cav: Silvio, ci sarà da fidarsi?
Se Antonio Di Pietro riceve i complimenti di Silvio Berlusconi e le accuse del Pd, c'è qualcosa che non va. Il leader di Italia dei Valori nelle ultime ore ha cambiato strategia in modo tanto spettacolare quanto sospetto. In occasione della verifica di maggioranza, ha invitato l'opposizione ad evitare di unirsi solo per colpire Berlusconi e di provare a proporre, una buona volta, qualcosa di concreto. Ha invitato Bersani, insomma, a dimenticare l'opposizione e candidarsi a vera alternativa di governo. Fiato sprecato? No, perché la vecchia volpe Tonino sta cercando un riposizionamento elettorale in vista delle urne. Che il voto sia anticipato al 2012 o arrivi a scadenza naturale nel 2013 poco cambia. Idv non è e non vuole più essere considerata la ruota di scorta dei democratici, accanto a Sel e Vendola. "E' l'ora di lanciare l'Idv2, da forza d'opposizione a forza di governo", annuncia Di Pietro sul Manifesto. E poi la bordata: "L'opposizione non si fa solo a sinistra". L'ex pm riserva sorprese anche sul caso P4. Da giustizialista, ci si aspetterebbero toni infuriati su Bisignani e chi è finito nella rete delle intercettazioni, e invece Di Pietro usa l'estintore: "Non si vedono reati". Altro colpo a chi spera sempre nella spallata al Cav.

L'unico modo per pesare di più, secondo Di Pietro, è quello di raccattare voti tra i delusi del centrodestra. Il premier, mercoledì, ha accolto con stupita soddisfazione il discorso del leader Idv a Montecitorio, mandandogli un messaggio affettuoso via Lupi. I toni (e la cosa) non sono andati giù al vice-segretario del Pd Enrico Letta: "Dobbiamo costruire, attorno al Pd, una coalizione con Idv, Sel e Udc. Una coalizione tra partiti - ha dichiarato Letta all'Unità - che sia profondamente aperta al protagonismo della società. Certo non si sentiva il bisogno di un intervento come quello di Antonio Di Pietro ieri in aula, scomposto e incomprensibile, che ha dato un sostegno inspiegabile al premier. Purtroppo sono comportamenti che rompono quel clima unitario che è la condizione principale per battere Berlusconi".

Ancora una volta, dunque, Di Pietro pare in costante vantaggio sul centrosinistra. Come in occasione della vittoria ai Referendum, di cui non si è voluto appropriare a differenza di Pier Luigi Bersani. Anche oggi, in un'intervista al Manifesto, Tonino ripete: "Siamo orgogliosi di aver fatto qualcosa di concreto per il Paese. Se non ci saranno le centrali nucleari, se la legge resta uguale per tutti, è anche perché noi dell'IdV abbiamo creduto ai referendum e abbiamo raccolto le firme. Ma non voglio mettere il cappello sopra niente, lo lascio fare a qualcun altro". E via all'ennesima stoccata.

Berlusconi, si diceva, blandisce Di Pietro. E fa bene. Il rischio è vedersi erodere qualche decimale di elettorato, ma vale la posta: una sinistra ancora più divisa, frammentata, litigiosa di quella attuale. E con un forte dubbio sulla leadership. Che Di Pietro rilancia. Bersani premier? "Siamo disposti a ragionare su tutto. Che lui sia il candidato, come leader del primo partito dell'opposizione, ha una logica. Se invece vuol fare le primarie, va bene lo stesso. Purchè si parta subito". E sulle primarie: "Devono essere la conseguenza di un programma in base al quale, previo giuramento di fedeltà, i candidati si fanno avanti. Ma candidarsi leader di una coalizione senza prima sapere per fare cosa e con chi, mi pare sia solo una ricerca di premiership senza programma".

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  • nlevis

    28 Luglio 2011 - 10:10

    tagliamola noi cittadini nelle prossime elezioni: votiamo per due soli partiti e tutti gli altri di dx e di sx , affiancatori e terzopolisti mandiamoli a casa. Ci costano troppo !!!!! Con 300/ 400 tra deputati e senatori ne avremmo già da vendere di persone che si "preoccupano del bene del Paese". Smettiamola col dar voce alle minoranze delle minoranze seguendo una falsa democrazia: voce a tutti = soldi a tutti e clientelismi per tutti. Potiamo i "rami secchi" che succhiano linfa agli italiani, e con tutto rispetto potiamo anche il Quirinale che ci costa più di un re.

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    24 Giugno 2011 - 22:10

    Un vero politico nasce solo e vive da solo. Egli è la politica perchè ha una sua dimensione di capire e vedere gli accadimenti secondo una sua logica che altri non avranno mai. L'Apostolo Giuda oltre che essere un aposto di Gesù, in cuor suo era molto più politico che aposto e diede Gesù di Nazzareth ai sacerdoti del Sinedrio sperando che questi, data la sua ascendenza verso il popolo,lo stesso si fosse ribellato anche contro il potere Romano ma, sbagliò perchè aveva scambiato il figlio di Dio per un partigiano di allora invece era veramente il Profeta che il popolo Ebraico attendeva.

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  • ciannosecco

    24 Giugno 2011 - 14:02

    dico assolutamente no.Appena rientra Di Dietro o Fini nel centrodestra,ciannosecco ne esce come un razzo.Messa da parte la fantapolitica,le manovre servono sia a Berlusconi che a Di Dietro.Il bifolco così facendo mette pressione all'inutile Bersani per essere scelto come intrlocutore primario.Berlusconi sfrutta la situazione per sfasciare di più il centrosinistra. E siamo tornati al punto di prima ,Berlusconi è ancora il più forte.( vedasi vittoria di Pirro delle amministartive/referendum).Un saluto a tutte le capre, ex euforiche, sinistroide.

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  • ITALYA LIBERA

    24 Giugno 2011 - 10:10

    Non è mai troppo tradi... era il titolo di un programma di scuola in diretta degli anni 60 che la rai trametteva....chi sa forse il Tonino "nazionale"...ma non troppo, ha fatto un esamino di coscienza culturale e ha capito che la vera politica che un vero politico deve fare non deve essere ad personam ma nei veri contenuti di un programma che un vero partito deve avere...come dire meglio tardi che mai...la Segreteria di Italia Libera

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