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Tonino Di Pietro in gabbia spara sul "Pd pachiderma"

Leader Idv scatenato contro "immobilismo" del partito: "Dicono solo no". Così dopo Nichi ci si mette pure lui: "In campo per primarie"

Tonino Di Pietro in gabbia spara sul "Pd pachiderma"
La solita sinistra. Nemmeno la spinta propulsiva delle amministrative e dei referendum permette al Partito Democratico di presentarsi come un'alternativa politica plausibile. Lo dimostrano i sondaggi e lo dimostra anche la morsa che tiene stretto il povero Pier Luigi Bersani. "Se Tonino Di Pietro si candida da quella parte è solo per un motivo: gioca per vincere". Parola dello stesso Antonio Di Pietro, che esasperato dall'immobilismo del segretario del Pd gioca a fare il novello Vendola e, intervistato dal Fatto Quotidiano, mina ulteriormente la coalizione di sinistra: "Per le primarie ci sono anche io".

"Inerte pachiderma" - Ma Di Pietro è scatenato e compare sulle pagine di tutti i quotidiani. Dalle colonne de La Stampa lancia un attacco ancor più aspro contro il carrozzone della sinistra: "Se il Pd è un pachiderma inerme che dice di no a tutto, ci penseranno forze più giovani come la nostra a rendere credibile l'alternativa. Io suono la sveglia - prosegue Tonino -: sbaglia chi pensa che la vittoria arriverà stando seduti".

Capitolo primarie - Le consultazioni per scegliere il leader dei democratici non sono nemmeno all'orizzonte, ma la coalizione, come al solito, ha da tempo cominciato a squagliarsi e a darsi battaglia proprio sul tema delle primarie. Nichi Vendola lo ripete praticamente ogni giorno: "Le voglio, le voglio". Il leader di Sinistra e Libertà è sicuro di rubare lo scettro a Bersani. Pier, infatti, si dimostra sempre molto cauto, spaventato dalla possibilità di perdere la leadership. Al suo fianco c'è sempre Massimo D'Alema, contrario allo strumento, soprattutto perché dalle primarie potrebbe saltar fuori proprio il nome di Nichi,  che con 'baffetto', è cosa nota, ha dei rapporti piuttosto tesi.

Il 'nuovo' Tonino - Così nella bagarre si butta anche il leader dell'Italia dei Valori, che dopo la 'svolta moderata' - cominciata con la de-politicizzazione dei referendum e proseguita con il colloquio in aula niente meno che con Silvio Berlusconi - rivendica la propria possibilità di scalare il Partito Democratico, che come uno scoglio in mezzo al mare soffre le ondate di tutti coloro che lo vorrebbero spazzare via. Di Pietro ha alzato i toni contro il Pd: "Sono mesi che dico a Bersani: e riuniscici! Santa paziena, facciamola questa coalizione". Poi altre boradate: "Noi in questi anni l'opposizione l'abbiamo fatta. Adesso ci arrivano anche gli altri, con grande ritardo".

Lo stallo democratico - Quindi Tonino entra nel merito del programma, e tira in ballo le piroette di Bersani sull'acqua pubblica. "Il programma si decide insieme. Sull'acqua pubblica che cosa dobbiamo fare lo hanno detto gli elettori. E' possibile - tuona Di Pietro - che ora Bersani dice: metà pubblico e metà privato? La gente ha già detto, 27 milioni di volte, acqua pubblica". Per Tonino il Pd "deve decidere che cosa vuole fare da grande". E poiché è probabile che continui lo 'stallo democratico', il leader dell'Idv vuole buttarsi nella guerra delle primarie. "Mi candido pure io, così dovremo parlare dei programmi che l'Idv vuole portare al Governo del Paese".

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Commenti all'articolo

  • giovanni.deprosperis

    19 Settembre 2011 - 16:04

    il più pulito ha la ............

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  • mauricchio

    09 Agosto 2011 - 09:09

    Si, tira una brutta aria per il PD e il macchiavellico Tonino detto "che c'azzecca" fa finta di accorgersi solo ora del vecchiume stalinista che incatena la Sinistra e così, forse per non finire nelle acque agitate con il rischio di farsi sgamare, comincia a defilarsi. Astuto.

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  • ciannosecco

    25 Giugno 2011 - 11:11

    Non è proprio una questione di carattere.Il bifolco, detto anche il furbastro, quando fiuta il pericolo fugge.Lo aveva fatto da magistrato,aveva capito che gli stessi magistrati lo stavano per schioppare e ha fatto la sceneggiata con la toga.Infatti al processo a suo carico a Brescia, non si sono rilevati reati ma grossi problemi deontologici,che minimo sarebbero stati,se fosse restato in magistratura,passibili di sanzioni disciplinari.Lo stesso da Ministro.Come non ricordare del caso Mautone e sul fatto che conoscesse già delle indagini su suo figlio.Lui il furbastro è fatto così,appena vede la malaparata fugge.

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  • ITALYA LIBERA

    25 Giugno 2011 - 08:08

    Meglio tardi che mai Onorevole Di Pietro, si è reso conto che la sinistra italiana non c'è più ormai da tempo, forse è meglio che faccia un bel pensiero di esaminare la sua posizione politica dove sicuramente se rivede certi punti potrebbe riguadagnare terreno politicamente..oggi c'è bisogno di fare della vera politica e non la politica di attacco e di parte nei confronti di questa o quella persona....gli italiani sono stanchi di sentire dire sempre le stesse solite ca.....te , nei vari salotti televisivi...Egregio Onorevole ci pensi...anche perchè chi più e chi meno tutti abbiamo qualche scheletro in un armadio da nascondere...La segreteria di Italia Libera

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