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"Bobo scontento? Fatti suoi" Badilata di Bossi sulla Lega

Maroni non gradisce conferma di Reguzzoni, Senatùr lo bacchetta: "Non controlli tu il movimento". Poi se la prende con Giorgetti

"Bobo scontento? Fatti suoi" Badilata di Bossi sulla Lega
Bossi gela Maroni. La rissa che s’è consumata l’altro giorno a Montecitorio, nella sala del gruppo dove la Lega ha scelto di confermare alla guida dei deputati Marco Reguzzoni, tracima e finisce direttamente nelle agenzie di stampa. Questa volta non sono sensazioni, mezze frasi o retroscena. È direttamente il Senatur a certificare il nervosismo galoppante. Quando gli fanno notare che il ministro dell’Interno non è soddisfatto della scelta, Bossi risponde: «Peggio per lui». Bobo è scontento? «Chiedetelo a lui». La situazione nella Lega è sotto controllo? «È sotto controllo la base, è la base che tiene sotto controllo la Lega, non Maroni». I deputati non hanno neanche litigato, aggiunge il leader, la riunione «è andata benissimo. Non ci sono liti dove ci sono io».

Frasi pesanti. E che seguono la riunione drammatica di mercoledì sera, quando s’è deciso il futuro del capogruppo. La maggioranza dei deputati voleva Giacomo Stucchi, ma Bossi ha bloccato la votazione. A dire la verità, il leader aveva scelto di continuare con l’ex presidente della provincia di Varese già dal primo mattino. Fatto sta che, alla fine, s’è sfiorata la rissa: Giacomo Chiappori (vicino al cerchio magico, ovvero al drappello che fa riferimento alla moglie di Umberto) ha litigato di brutto con Gianni Fava. Per dividerli è scattato Fabio Rainieri, che a sua volta è stato allontanato malamente da Giovanni Torri, arrivato da Palazzo Madama. Sono volate parole pesantissime anche tra Reguzzoni e il leader della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti, che il capogruppo vorrebbe sostituire e che Rosi Mauro, vicepresidente del Senato, ha cercato di commissariare dopo il raduno di Pontida. Sul finire della riunione, Reguzzoni l’avrebbe accusato di aver fatto esplodere il caos: hai piagnucolato per non perdere il posto! E Giorgetti, maroniano e solitamente pacato, si racconta l’abbia mandato al diavolo. È un clima da saloon, con Bossi che proprio l’altro giorno ha bacchettato Giorgetti davanti ai deputati, senza neanche guardarlo in faccia. Una scena imbarazzante e che Maroni in persona ha sbloccato, alzandosi in piedi per dire: «Va bene Umberto, teniamo Reguzzoni fino alla fine di dicembre». Pensare che proprio il titolare del Viminale aveva parlato con Bossi a più riprese, per convincerlo a cambiare l’assetto del gruppo. Non ce l’ha fatta. E a svelenire il clima non hanno contribuito le voci (smentite seccamente dai padani a Palazzo Madama) di una imminente sostituzione del capogruppo Federico Bricolo, un altro esponente del cerchio magico.

La rissa continua è solo congelata, ma nel Carroccio la tensione resta altissima. Più d’uno, nelle ultime ore, ha confessato d’essere addirittura a un passo dalle lacrime per eccesso di nervosismo. Volano sberle pure sul territorio. A Varese, il segretario provinciale (e maroniano) Stefano Candiani ha convocato d’urgenza un direttivo che gli uomini di Reguzzoni hanno cercato di far saltare, non condividendo l’urgenza della riunione. È finita che con 15 voti contro 2 è stato individuato un commissario cittadino al posto del neoassessore Carlo Piatti, che per statuto non poteva avere due incarichi. Un risultato che dà fiato ai fan del ministro dell’Interno, che rivendicano di avere i numeri dalla loro. «Non è Maroni contro il cerchio magico, è la Lega contro quattro gatti» sibilano alcuni parlamentari. «Noi stiamo col capo» replicano i rivali. L’epicentro del terremoto è proprio Varese. Un anno fa il Senatur aveva accusato Terra Insubre, associazione culturale a cui fanno riferimento parecchi leghisti tra cui Bobo. Lui, ieri mattina, aveva fatto il pompiere: «Nel Carroccio nessuna lotta intestina, solo diversità di opinioni». Ma la spaccatura è evidente. E Bossi non si sforza neanche di nasconderla, mentre Bobo preferisce un doloroso silenzio.

di Matteo Pandini

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Commenti all'articolo

  • donatello 22

    17 Gennaio 2012 - 10:10

    Bosso ha creato la Lega e alla fine la DISTRUGGE piegandola ai suoi interessi personali.

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  • max347max

    16 Agosto 2011 - 15:03

    sono un leghista convinto, ma non capisco tutto questo starnazzare; mi sembra un pollaio con troppi galli. e' ora di fare pulizia

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  • armatan

    24 Giugno 2011 - 11:11

    Dietro la 'superlativa' levata di scudi del Castelli c'è la guerra interna alla Lega tra bossiani e il Maroni! Giustamente il Ministro, che dal suo osservatoio del Viminale ha colto gli umori della base e degl'Italiani, vuole cambiare rotta ed uomini nei posti chiave,ma si oppone la sciura Bossi che a capo del 'cerchio magico,prepara no la secessione ,ma la successione per il trota suo figlio. Visto lo stato di lucidita del capo a Pontida urge.Dato che un uomo di Maroni aveva assicurato niente pedaggio sul GRA,ecco che Castelli ribatte prontamente,e noi Romani ,vasi 'de coccio' tra due contendenti ce rimettemo!Cari destrorsi romani cuntent? la Lega è la stampella del vostro dio caimano!!!

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