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La vicepresidente badante: Mauro si trasferisce da Bossi

Rosi, vice di Schifani, molla il Senato e prende casa a Gemonio. La fedelissima va in trincea per difendere il Senatùr

La vicepresidente badante: Mauro si trasferisce da Bossi
Rosi Mauro, l'anello forte del cerchio magico leghista, tra la primavera e l'estate del 2009 ha abbandonato Milano. Ha scelto la tranquillità e i prati della verde Gemonio: 3mila anime nell'operosa provincia di Varese. Una in particolare: quella di Umberto Bossi, il suo nuovo vicino di casa. L'abitazione del Senatùr, meta di pellegrinaggio per tutti i fedelissimi della lega, è infatti a pochi passi da quella del vicepresidente del Senato. Anzi, c'è soltanto una strada che separa la nuova proprietà della signora da quella del grande capo del Carroccio.

Rosi Mauro, dai tempi della malattia che lo colpì, accompagna Bossi praticamente ovunque. Il trasloco, evidentemente, è dettato da una questione di comodità. Troppa la stima che anche la moglie del Senatùr, Manuela Morrone, ha per l'ex colonna storica del sindacato leghista. Meglio averla sempre vicina. E così, dopo il marzo del 2004, è iniziata la sua irresistibile ascesa. Nel 2008 sembrava a un passo dal ministero del Lavoro; poi fu dirottata a Palazzo Madama e prese il posto niente meno che di Roberto Calderoli. Arrivata nella Lega alla fine degli anni Ottanta, pugliese di San Pietro Vernotico, classe 1962, si dice che la Mauro non sia amata dalla base. Eppure, nei comizi, la sua voce è quella che scuote con maggior violenza i timpani dei militanti.

Rosi Mauro ha i suoi chiodi fissi. La sua grande battaglia è quella delle buste paga territoriali: nell'estate del 2008 aveva chiuso un accordo con i sindacati di Palazzo Madama per ridurre lo stipendio dei dipendenti. Ha avuto invece meno fortuna in quella che, ormai, è la sua ex città, Milano, dove tra i dipendenti del Comune non ce n'è nemmeno uno scritto al sindacato Padano.

I più avranno cominciato a ricordare Rosy Mauro dai tempi della sua incredibile performance in Senato, quando dirigendo i lavori in vece di Renato Schifani - quando infuriava la furibonda discussione sulla riforma Gelmini sull'università - approvò in fretta e furia e in una selva di grida quattro emendamenti del Partito Democratico. Il governo arrossì. Le conseguenze furono pesanti. Le si giustificò: "Non mi sono sbagliata. Con tutto quel frastuono non si sarà sentito bene, ma sono sicura di aver proclamato il giusto".

Ma prima di arrivare in Senato, la mauro era stata in Regione Lombardia, portata dentro dal tanto vituperato listino bloccato. Bossi la spedì in Liguria prima e in Emilia Romagna poi. Il Senatùr in lei ha una fiducia cieca, e a quei tempi, un po' come oggi, c'erano da mettere a tacere i malumori della base nelle due regioni. La stessa operazione era stata pianificata per il fronte lombardo, decisamente più acceso. Lei avrebbe dovuto sostituire Giancarlo Giorgetti, ma l'operazione è fallita. Anzi, ha avuto un risvolto inaspettato: tutti i colonnelli del partito verde si sono ricompattati contro il cosiddetto cerchio magico.

A Rosi Mauro non piace l'attenzione mediatica. L'altro giorno, infatti, con un comunicato-fiume ha smentito le voci circa i dissapori all'interno del Carroccio. La Mauro puntò il dito contro i cronisti: "Guadagnate troppo". Ora che il cerchio magico pare accerchiato - dai malumori di Maroni e dai mugugni della base - la vice presidente del Senato prosegue la sua battaglia di trincea dall'avamposto di Gemonio. A braccetto, e a due passi, dal grande leader. Che pare in difficoltà.

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Commenti all'articolo

  • sebin6

    25 Giugno 2011 - 09:09

    come dice mau340 "sindacalista pugliese moglie sicula figlio mezzo siculo" a comandare nella lega ormai sono dei politici "romanizzati" (con berlusca si sta bene, i soldi non mancano, e il bunga-bunga è assicurato) e tra non molto vi saranno a comandare dei terroni. Non sarà che cogl*on e polenton sono sinonimi.

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  • iltrota

    24 Giugno 2011 - 23:11

    Un bel viso che potrebbe interessare il regista di Harry Potter per la prossima uscita cinematografica: "Harry Pota e l' amica del Trota" !

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  • bellanto

    24 Giugno 2011 - 20:08

    berlusconi e bindi sono vecchi decrepiti...questo mostricciattolo è giovane, meridionale e nera come una marocchina...

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  • Amiba

    24 Giugno 2011 - 19:07

    Io questa non la metterei a presiedere neanche una riunione di scout in oratorio. Comunque un lato positivo c'è: se ce l'ha fatta lei allora... C'è speranza per tutti!!!

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