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Il miracolo di Mara: per le sue nozze il governo torna unito

Sabato pomeriggio, il matrimonio del ministro per le Pari Opportunita. Berlusconi, testimone della sposa, si intrattiene con Gelmini e Prestigiacomo

Il miracolo di Mara: per le sue nozze il governo torna unito
La ministra «più bella del mondo» (copyright della Bild) ha detto sì. Mara Carfagna, titolare delle Pari opportunità, e Marco Mezzaroma - dopo quattro anni di fidanzamento - da ieri sono ufficialmente marito e moglie.
Il matrimonio dell’anno inizia alle sei mezza del pomeriggio. Cornice, il castello di Torre in Pietra, appena fuori Roma. Gli invitati sono duecentocinquanta, inutile aggiungere selezionatissimi. A partire dal testimone della sposa: Silvio Berlusconi. Insieme al premier sono presenti parecchi big della maggioranza: Gianni Letta, i ministri Stefania Prestigiacomo, Franco Frattini, Giorgia Meloni, Mariastella Gelmini, Michela Vittoria Brambilla, Raffaele Fitto, Renato Brunetta e Maurizio Sacconi. Ma non di solo governo vivono le partecipazioni: presenti anche la presidente del Lazio Renata Polverini, il governatore campano Stefano Caldoro, il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto e l’ex ministro Antonio Martino. Quanto a rappresentanza parlamentare azzurra, ci sono Melania Rizzoli, Michaela Biancofiore, Paola Pelino (con relativa fornitura dei rinomati confetti eponimi) e Alessandro Ruben (di Fli, però amico di famiglia). Oltre al premier, i testimoni sono il fratello della sposa Gianrocco e, per lo sposo, Giuseppe De Mita (figlio dell’ex leader Dc) e Gianluca Pizzulli.
E i protagonisti? Lui in completo blu, lei - emozionatissima - in abito bianco con spalle scoperte, lungo velo di tulle, pizzo di Bruges fatto arrivare appositamente dal Belgio e strascico, il tutto realizzato da una sartoria di Cava dei Tirreni. Domina il bianco anche per i fiori: bianche sia le rose che adornano la chiesa sia quelle del bouquet. La funzione, celebrata da don Alfonso Santoriello, padre spirituale del ministro e salernitano come lei (con il sacerdote anche il vescovo Benedetto Tuzia) dura poco: ora delle sette e un quarto e il fatidico sì è pronunciato.
A quel punto tocca all’aperitivo e alla cena. Eccezion fatta per gli sposi, il più cercato è lui, il Cavaliere. Che, complice la cornice, non si risparmia. Prima si intrattiene con Gelmini e Prestigiacomo: le due ministre sono finite nel tritacarne mediatico della P4, ed il gesto del premier sembra una risposta esplicita alle malelingue che lo volevano irritato dalle intercettazioni uscite sui giornali. Dopo è il turno della Polverini, che conversa per qualche minuto seduta accanto al Cavaliere.
L’atmosfera - nonostante in serata arrivi la notizia dell’iscrizione di Caldoro nel registro degli indagati della Procura di Napoli per il caso monnezza - è quella della festa. Tanto che il Cav riesce a mantenere fede alla promessa di non parlare di politica (eccezion fatta per un invito all’«unità del Pdl», a dire la verità). Per il resto, brindisi, foto di rito e sorrisoni. Per rimettersi a diventare matti dietro alla politica c’è tempo.

di Marco Gorra

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Commenti all'articolo

  • barbaropb

    29 Giugno 2011 - 09:09

    avrà sgranato i suoi occhioni da lepre che vede un tir?

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  • boss1

    boss1

    27 Giugno 2011 - 15:03

    il puffo avrà fatto loro il regalo di nozze?

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