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Tremonti sfida, Giulio replica: "Se me lo chiede, lo caccio"

Il ministro anticipa la riforma: tre aliquote Irpef e via l'Irap. Ma Giulio fa di tutto per contrariare Berlusconi e Lega: pensa alla fuga per poi tornare da salvatore della patria? Il premier avverte: "Stavolta lo mollo". Confronto decisivo all'ora di pranzo

Tremonti sfida, Giulio replica: "Se me lo chiede, lo caccio"
Magari non si scaglierà verso di lui puntandogli il dito contro al grido del «che fai mi cacci?» di finiana memoria. Più probabilmente gli si presenterà davanti con la cartellina sui conti pubblici sotto il braccio minacciando per l’ennesima volta le dimissioni se il governo non abbasserà le orecchie di fronte al suo diktat rigorista. E stavolta il premier gli dirà: «Accomodati pure, Giulio, quella è la porta». È questo lo scenario che Silvio Berlusconi pregustava ieri pensando al vertice di maggioranza che si terrà oggi a ora di pranzo a Palazzo Grazioli, dove riunirà lo stato maggiore del Pdl, della Lega e dei Responsabili per fare il punto sulla manovra economica e sulla riforma fiscale attese al Consiglio dei ministri di giovedì. Scenario confidato dal premier a un suo ministro, che avverte: «Stavolta, il rischio che salti tutto e Tremonti si dimetta è davvero concreto».

Oggi, infatti, sarà soprattutto il giorno delle redde rationem tra “Silvio” e “Giulio”. I nodi accumulati in questi mesi di tensione tra il premier e il suo Superministro verranno al pettine. E potrebbe andare in scena uno scontro analogo nell’esito a quello che si consumò il 22 aprile 2010 alla direzione nazionale del Pdl tra Fini e Berlusconi, che segnò la fine di un matrimonio durato sedici anni. E oggi come allora Berlusconi non ricorrerà alla sua ars diplomatica, non si farà concavo e convesso. Il Cavaliere stavolta non ha nessuna intenzione di esercitare la sua moral suasion su Tremonti, convinto com’è che «Giulio ha già deciso, vuole farsi cacciare, sta facendo di tutto perché succeda». È questa l’analisi della psiche tremontiana che ieri sera Berlusconi ha consegnato a uno dei suoi parlamentari più in vista. Il quale, sconsolato, pronostica: «Il vertice di maggioranza è aperto a ogni scenario, può succedere che finisca a tarallucci e vino o che si sfasci tutto».

Il premier e il ministro del Tesoro, che ieri erano entrambi a Milano, hanno avuto dei contatti per fare il punto sulla manovra all’esame del Cdm di giovedì. Ma chi ha avuto modo di parlare con Berlusconi alla vigilia del vertice di maggioranza lo ha sentito più che mai determinato ad andare fino in fondo nella difesa della riforma del fisco: da sempre il core business del suo governo e la sola chiave che oggi può riaprirgli il cuore dell’elettorato di centrodestra. Il presidente del Consiglio lo sa. Per questo è pronto anche al salto nel vuoto, perché non è affatto certo che Bossi lo sostenga in un’operazione a tenaglia contro Tremonti per convincerlo ad allargare i cordoni della borsa. Già, il Carroccio.

Un’altra brutta gatta da pelare per il Cav, che oggi si ritroverà a tu per tu con il gotha leghista in un clima di reciproci sospetti, ulteriormente appesantito dall’ultimatum del sindaco di Verona, Flavio Tosi («Berlusconi deve rispettare le richieste della Lega, altrimenti non ha senso stare in maggioranza insieme»). È vero che il fattore T ha cementato l’asse tra il premier e il Senatur. Ma Bossi non ha più il polso per contenere l’insofferenza dei suoi colonnelli per il premier, com’è emerso ieri al summit in via Bellerio. In piena balcanizzazione del centrodestra, l’unica consolazione del Cav è Tonino. È lui la musa ispiratrice della nuova linea berlusconiana improntata al dialogo con le opposizioni. Colpito da quanta breccia ha fatto nel cuore di Di Pietro solo con quella chiacchierata di pochi minuti avvenuta nell’emiciclo di Montecitorio sotto gli occhi di tutti, che ha inasprito non poco i toni del leader dell’Idv nei confronti de Pd, l’altra sera a Vittorio Sgarbi a cena a Palazzo Grazioli ha confidato: «Ho conquistato il mio più acerrimo nemico, vuoi che non ci riesca con Bersani o con Casini?».

di Barbara Romano

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Commenti all'articolo

  • bombadil

    14 Agosto 2011 - 18:06

    ma se un commerciante dovra' chiudere l'attivita' se non emette lo scontrino,all'amico di tremonti che ha intascato l'affitto a nero dal superministro delle finanze..sich...verra' confiscata la casa?Notoriamente questa categoria ha contribuito all'elezione di questo governo e adesso ci distruggono..e quei..diciamo duecentomila abusivi,forse piu',che commerciano senza nemmeno avere la partita iva, per la maggiorparte stranieri e forse anche clandestini verrano messi in regola dal superministro? uno ad uno?Se lo stato spende il 60%del pil di chi è la colpa?Cosa sperare adesso?Spero che la camera per un miracolo di responsabilita'respinga il decreto.E questi miseri apprendisti stregoni vengano defenestrati.

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  • pino48

    06 Luglio 2011 - 22:10

    Siete sulla stessa barca,non crediate che scaricando il barile uno si avvantaggi sull'atro!Sino a ieri eravate sostenuti dall'elettorato,oggi,dopo una manovra di questo tipo vi mandiamo a stendere il bucato al pia del re!Sicuramente non sosterrò il pd,e neppure il centro di casini,buono solo a parole,ma di movimenti abbonda l'italia,auguri!

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  • joe2

    06 Luglio 2011 - 12:12

    Sinceramente, a me Tremonti non è mai piaciuto. Fin da quando, nel '94, si fece eleggere con Segni per poi fare il salto della quaglia. Pero bisogna essere onesti: nella situazione in cui siamo, il problema non è lui ma l'incapacità del Governo di operare vere riforme. Da un lato verso tagli veri, reali e d'immediato beneficio sulla Spesa, come per esempio l''immediata equiparazione dell'età pensionabile uomo\donna, l'eliminazione secca delle Province ecc. Dall'altro per il rilancio dell'economia, come per esempio le liberalizzazioni e una VERA semplificazione e sburocratizzazione del nostro sistema economico (non come le semplificazioni di Calderoli, che non hanno semplificato una cippa e anzi hanno pure complicato: vedasi x esempio modalità applicativa della Cedolare Secca). L'altro giorno sul tavolo del Governo c'era l'abrogazione degli Ordini professionali, sarebbe stata già una buona cosa: dov'è andata a finire? Nel nulla. Dove presto finiremo noi...

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  • Lillognogna

    05 Luglio 2011 - 08:08

    Ma Tremonti e Giulio non sono la stessa persona? Allora Tremonti sfida e Giulio replica? O Giulio sfida e Tremonti replica? Se non sapete scrivere un titolo, figuriamoci l'articolo.....

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