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Pdl, tempo di guerra tra bande: da Scajola sgambetto ad Alfano

L'ex ministro guastafeste: venerdì proverà a dettare la linea al nuovo segretario. Frattini, Gelmini e Carfagna con Angelino

Pdl, tempo di guerra tra bande: da Scajola sgambetto ad Alfano
Non ha fatto nemmeno in tempo a fregiarsi della corona di segretario nazionale del Pdl che già deve infilare l’elmetto. Non sarà certo una passeggiata di salute per Angelino Alfano la promozione a numero uno del partito, che verrà celebrata venerdì all’Auditorium della Conciliazione. Ufficialmente i maggiorenti di via dell’Umiltà hanno salutato con un tripudio di lodi il delfino designato da Silvio Berlusconi. Ma (neanche troppo) sotto sotto i forzisti della prima ora masticano amaro. E sono pronti a difendere con le unghie e con i denti il piccolo o grande feudo che si sono ritagliati in questi diciassette anni nell’impero del Cavaliere. Assediati dai quarantenni, che fanno quadrato intorno ad Alfano. Così, il neo-segretario si trova a dover già fare i conti con la guerra tra bande che impazza nel Pdl.

Un assaggio di quello che l’aspetta gliel’ha fornito ieri Claudio Scajola. L’ex ministro per le Attività produttive, nonché ras ligure del Pdl, ha preso carta e penna e ha letteralmente dettato la linea ad Alfano. «È fondamentale che il grande appuntamento del Consiglio nazionale del Pdl vada al di là dei pur importanti adempimenti statutari e assuma un profilo politico di grande rilievo», è il primo puntino che Scajola ha messo sulle i. «Sono convinto, avendo anche ascoltato in questi giorni molti parlamentari ed esponenti del Pdl sul territorio, che sia proprio questo che si aspetta un partito ancora scosso e turbato dalle recenti vicende politiche», si legge nella sua lettera, «ma, per quanto vedo e sento, ben disponibile a raccogliersi intorno a un serio progetto per superare le attuali difficoltà e a stringersi intorno al presidente Berlusconi con l’obiettivo di vincere le prossime elezioni politiche». L’ex ministro non usa giri di parole per dire ad Alfano che si riconosce solo nel Cavaliere e che resta lui il suo leader di riferimento.

Che continui a essere Berlusconi il sovrano supremo e incontrastato del Pdl è una tacita ovvietà. Ma metterla nero su bianco suona come una dichiarazione di guerra preventiva a uno - Alfano - che Scajola dimostra chiaramente di non voler riconoscere come primus inter pares. Tant’è che nella sua missiva gli impartisce l’ordine delle priorità. «Il primo passo», scrive l’ex ministro, «è quello di prospettare un cambiamento vero, che incida in modo profondo nella struttura del partito, per rinnovarlo radicalmente: un partito fatto di regole e di luoghi di incontro e di discussione, con l’elezione di tutti gli organi dalla periferia al centro, e con l’indicazione dal basso anche dei candidati». Della serie, scordati di poter decidere da solo. Scajola chiede anche «una profonda revisione dello statuto» e «un nuovo nome e un nuovo simbolo», del partito, «aperto a tutti i moderati che si riconoscono nel Ppe». Ed esige che nell’assise di venerdì «non si certifichi solo un’unità» attorno al nome del segretario, ma che «il Consiglio nazionale approvi un vero documento di indirizzo politico». A dare l’idea dell’aria tutt’altro che serena che tira nel Pdl è l’immediata replica dei ministri raccolti sotto l’insegna di Liberamente (Frattini, Gelmini, Prestigiacomo, Carfagna) ai quali danno manforte Romani e Galan: «Una svolta nel Pdl c’è stata già: la scelta del presidente Berlusconi di indicare Alfano come segretario politico. Sarà lui a indicare iniziative e a formulare le scelte per il partito», mandano a dire a Scajola.

A certificare ulteriormente la tensione dell’antivigilia è la fibrillazione che agita le correnti, nelle quali si moltiplicano i contatti e gli incontri in questi giorni. Oggi Scajola riunirà i propri fedelissimi. Idem il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Previsto anche un summit dei ministri di Liberamente e del gruppo di dirigenti che fanno capo al governatore della Lombardia, Roberto Formigoni. Sono anche in corso contatti tra il senatore Andrea Augello, il gruppo di Coesione nazionale di Pasquale Viespoli e i parlamentari vicini ad Altero Matteoli. La tentazione di Berlusconi di affidare interamente ad Alfano la macchina del partito, azzerando il coordinamento e gli organismi intermedi, non fa che esacerbare gli animi nel Pdl. Soprattutto tra i parlamentari di Liberamente, gli scajoliani e i formigoniani, più favorevoli a un organismo collegiale, per quanto ristretto (un «direttorio» come lo definisce il titolare della Farnesina, Franco Frattini). Idea, quest’ultima, che non piace per niente al triumvirato La Russa-Bondi-Verdini, che vedrebbe ancora più depotenziato il suo ruolo.
Insomma se ne vedranno delle belle dopodomani all’Auditorium della Conciliazione, che del resto è abituato ai colpi di scena. È proprio lì che ad aprile dell’anno scorso si consumò il divorzio tra Fini e Berlusconi. Sullo sfondo della balcanizzazione pidiellina si staglia l’incognita sul successore di Alfano alla guida del ministero della Giustizia. In pole position restano il portavoce vicario del Pdl, Anna Maria Bernini, e il sottosegretario Francesco Nitto Palma. Ma il borsino di via Arenula vede risalire le quotazioni del vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi.

di Barbara Romano

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Commenti all'articolo

  • piffi

    14 Novembre 2011 - 18:06

    Scajola , Brunetta ,Ministri Ministrini segretari ,onorevoli , delinquenti.... da anni , questo povero Paese è gestito da un manipolo di incapaci ,fino a farlo fallire... e... ancora parlano,,,!!! VERGOGNATEVI ,fate prevalere un pò di buon senso ,ANDATE A CASA!!!

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  • bisnonna!

    29 Giugno 2011 - 21:09

    Ho gettato l'amo e, con pazienza, ho atteso il pesciolino. Ecco, ha abboccato,è piccolo, ma meglio di niente.Mi riferisco a Bruno Osti.

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  • ciannosecco

    29 Giugno 2011 - 18:06

    Tra poco?2013 caro e dopo pure.

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  • giuliab09

    29 Giugno 2011 - 18:06

    deve dare una regolata, ai ducetti che ci sono nel pdl, questi creano problemi anche nelle realtà dove pensano di regnare....largo ai nuovi come Alfano ed a altri con la raccomandazione di rimanere persone con i piedi per terra ,senza aggiungere al loro giusto potere, l'arroganza che altera qualsiasi rapporto di vita!

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