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Caso Enac, così parlo Paganelli "Ho pagato tangenti al Pd"

Il patron di Rotkopf pagava Morchini che a sua volta girava i soldi a Pronzato. Scambio di benefici tra loro e il partito di sinistra

Caso Enac, così parlo Paganelli "Ho pagato tangenti al Pd"
Nuovi nomi e fatti inediti sono stati rivelati da Viscardo Paganelli, patron della compagnia aerea Rotkopf Aviation, durante le quattro ore di interrogatorio con il pm Paolo Ielo presso il carcere di Regina Coeli: "Ho pagato tangenti al Pd", avrebbe dichiarato. Per avere un'idea della portata delle rivelazioni emerse, soprattutto circa i rapporti con la politica, basta dire che il pm Paolo Ielo ha secretato il verbale delle risposte che inguaiano il Partito Democratico.

L'antefatto - L'ad della Rotkopf è stato arrestato la scorsa settimana per frode e corruzione nell'ambito dell'inchiesta sulla tangente Enac. Durante l'interrogatorio di garanzia davanti al gip, Paganelli aveva ammesso di aver pagato mazzette per vincere la gara d'appalto per l'assegnazione dei collegamenti Elba-Firenze e Elba-Pisa. Per l'esattezza aveva sganciato 68mila e 800 euro, di cui 40mila in contanti. Soldi che erano stati consegnati nelle mani di Franco Ponzato, già membro del consiglio di amministrazione Enac e coordinatore del settore trasporto aereo del Pd, nonchè consulente dell'allora ministro Pier Luigi Bersani. Non solo, in tale contesto, il proprietario della compagnia aerea aveva anche confermato i passaggi aerei a Massimo D'alema nel 2010.

Secondo interrogatorio: il pizzino - Nell'interrogatorio di lunedì 4 luglio, il nuovo fulcro su cui si sono concentrate le domande del pm Paolo Ielo,  è stato il "pizzino" sequestrato negli uffici di Paganelli. Si tratta di una contabilità parallela dell'ammontare di 200mila euro su cui Paganelli aveva scrupolosamente annotato sette pagamenti in contanti a beneficio di almeno altrettanti esponenti politici, tutti del Pd. Il patron ha confermato al pm che si trattava della sua scrittura, e ha spiegato di aver consegnato ogni singolo importo a Vincenzo Morchini, perché lo desse a Pronzato. E' risultato così che l'intermediario Morchini, conosciuto da tutti come Enzo e stimato per la sua amicizia con D'Alema, sollecitava i suoi clienti, tra cui Paganelli, a eseguire versamenti che gli sarebbero serviti per acquisire un peso e un'influenza nel Partito Democratico. Il Pd, da par suo, avrebbe tratto beneficio da tale potere.

I nomi del pizzino - Tra i nomi contenuti nel pizzino, tre sono stati subito confermati, mentre gli altri rimangono "coperti" da segreto istruttorio. Pignatelli ha confermato i 40mila euro annotati accanto al nome di Pronzato, i 15mila destinati all'eurodeputato Roberto Gualtieri, i 20mila accanto a quello di Catiuscia Marini, governatrice dell'Umbria. Ma allora perché Gualtieri rivendicava la propria estraneità all'inchiesta e affermava di non aver "mai conosciuto il dottor Paganelli" né "tantomeno di aver ricevuto denaro da lui"? E perché la Marini dichiarava di sentirsi "diffamata e calunniata"? Verosimilmente, la risposta sta nel fatto che Paganelli ha più volte precisato che il denaro venisse sollecitato e consegnato unicamente a Vincenzo Morchini, che a quanto pare era l'unico intermediario nelle operazioni. Il pm Ielo intende mettere a confronto le dichiarazioni di Viscardo Pignatelli con quelle di Vincenzo Morchini, che verrà interrogato nei prossimi giorni.

I voli di D'Alema -
"Nella contabilità della Rotkopf non risultano voli gratuiti". Paganelli ha così confermato i cinque voli del presidente del Copasir a bordo di velivoli Rotkopf, precisando, tuttavia, che non si trattava di voli gratuiti: sarebbero stati in qualche modo annotati come crediti da pagare e dunque, formalmente dal punto di vista dell'ad
della Rotkopf, non gratuiti. L’imprenditore, nell'interrogatorio avrebbe anche chiarito come e perchè di quei passaggi aerei ha beneficiato D’Alema.

La scarcerazione -
  A seguito della collaborazione fornita agli inquirenti, Viscardo Paganelli e il figlio Riccardo sono agli arresti domiciliari perchè "le esigenze cautelari si sono sensibilmente attenuate". La scarcerazione è stata firmata dal gip Elvira Tamburelli che ha accolto l’istanza presentata dagli avvocati Pasquale Bartolo e Severino D’Amore, previo parere favorevole del pm Paolo Ielo. 

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Commenti all'articolo

  • gosel

    06 Luglio 2011 - 13:01

    Al Cavaliere piacciono le donne questi invece preferiscono le mazzette salvo poi fare i moralisti e le verginelle. Mi auguro che Bersani e Dalema abbiano un pò meno da sogghignare in futuro, anche se so già come andrà a finire questa inchiesta. Come tutti gli scandali che hanno toccato quelli della sinistra!

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  • guerino

    06 Luglio 2011 - 11:11

    quelli che parlano e chi non parla quanti sono i migliardi di euro?

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  • raucher

    06 Luglio 2011 - 11:11

    Bersani e D'Alema erano all'oscuro di tutto. Aspettiamo il nuovo Greganti.

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  • Gianluca_64

    06 Luglio 2011 - 10:10

    vent'anni fa!

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