Cerca

P4, Papa ora si è autosospeso: una fumata nera per il Pdl

Deputato Pdl: "Contro di me una congiura dei miei ex colleghi pm. Difendevo Agostino Cordova, vogliono farmela pagare"

P4, Papa ora si è autosospeso: una fumata nera per il Pdl
"Sono vittima di una persecuzione, di una congiura". Il deputato del Pdl Alfonso Papa, uomo chiave dell'inchiesta napoletana P4, si difende così davanti alla Giunta per le autorizzazioni della Camera, spiegando che tutte le accuse dei pm Woodcock e Curcio nascono da un astio profondo da parte dei suoi ex colleghi magistrati napoletani nei suoi confronti. Subito dopo, l'annuncio della sua autospesnsione dalla commissione Giustizia della Camera e dall'Antimafia. "Sono assolutamente sereno, ma per un semplice fatto di opportunità mi sono autosospeso dalle commissioni", ha spiegato Papa. In attesa del voto della Giunta, però, un verdetto il caso del deputato amico di Luigi Bisignani lo ha già emesso ed è una fumata nera per il Pdl e il ministro della Giustizia Angelino Alfano, che nel suo discorso d'insediamento come segretario del partito aveva detto di volere un "partito degli onesti". Papa o non Papa, infatti, i tentennamenti e le perdite di tempo dei colleghi dell'onorevole (autorizzazione sì, autorizzazione no, autorizzazione forse) non hanno fatto un buon servizio alla creatura di Silvio Berlusconi

La difesa e l'attacco - Dopo aver depositato una lunga memoria difensiva, il parlamentare ha detto ai componenti della Giunta di essere un "perseguitato da una fazione dell'Unicost napoletana". Secondo quanto riferiscono alcuni esponenti della Giunta, secondo Papa tutto avrebbe origine dal fatto che lui, quando era magistrato, aveva affiancato Agostino Cordova, prendendo posizione contro i sostituti che lo avversavano. L'indagine nei suoi confronti sarebbe dunque "il frutto di persecuzione giudiziaria di un gruppo di magistrati tra cui De Magistris, Woodcock, Narducci e Curcio che lo avevano avversato all'epoca dei fatti". Beghe di Procura, dunque, che secondo alcuni componenti della Giunta avrebbe disegnato un quadro della giustizia italiana "assolutamente delegittimante". L'audizione del parlamentare del Pdl non è terminata: la Giunta si è aggiornata a mercoledì sera quando verrà dato spazio anche al dibattito ma difficilmente al voto, visto che l'organismo ha tempo fino a metà mese per votare il parere sulla richiesta di arresto di Papa da proporre all'aula. "La Procura di Napoli non fa una bella figura", ha spiegato Enrico Costa, del Pdl, lasciando la Giunta. "Sono sicuro che Papa verrà assolto dalla vicenda penale", gli ha fatto eco il compagno di partito Maurizio Paniz. La Lega, che la scorsa settimana per bocca di Umberto Bossi aveva annunciato voto favorevole all'autorizzazione all'arresto di Papa, si è mostrata attendista: "Lo scenario dipinto suscita diverse perplessità. Non ce lo aspettavamo, ma Papa ha aggiunto fatti nuovi che vanno approfonditi", ha spiegato Luca Paolini.

Rete napoletana - La manovra condotta a detta di Papa dagli inquirenti napoletani si articolerebbe sostanzialmente in tre mosse. Innanzitutto la "strumentalizzazione giudiziaria di odi, rancori e gelosie" contro il deputato Pdl, tramutate in procedimento penale. La seconda azione 'anti-Papa' si sarebbe concretizzata con "l'attuazione di modalità di indagine poste al di fuori di tutti i principi fissati dalla legge e dalle regole deontologiche, nonchè con gravissima ed evidente violazione delle prerogative parlamentari". Ma i magistrati di Napoli, secondo Papa, avrebbero anche adottato "un provvedimento sapientemente articolato, ma povero e apodittico sotto il profilo indiziario privo di effettività con riferimento ai presupposti della misura concessa, del tutto mancante dei presupposti di competenza territoriale, nota agli inquirenti e maliziosamente obliterata al fine di proseguire quella che più che una indagine appare come una vera e propria 'caccia all'uomo'".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • ciannosecco

    07 Luglio 2011 - 16:04

    Mannaggia ,già avevo fame figurati ora.Sopra cosa ci bevete?Lambrusco?

    Report

    Rispondi

  • beylerbey

    07 Luglio 2011 - 15:03

    La ricetta originale reggiana parla di lardo e bietole. Poi lo puoi mangiare sia freddo che caldo ma,consiglio sincero, MAI riscaldato. Il massimo è una decina di minuti dopo che lo hai tolto dal forno, quando è ancora caldo ma non scotta...si scioglie letteralmente in bocca!!! La pasta deve essere sottile ma croccante, con una leggera "sfregata" di lardo sopra. Una delizia! Dimmi se e quando passi da queste parti che te ne faccio assaggiare uno che "si mangia sulla pancia di 1 morto" (antico detto delle campagne reggiane).Cordialmente.

    Report

    Rispondi

  • ciannosecco

    07 Luglio 2011 - 14:02

    Ho visto su internet,alla faccia del piatto dei poveri.Ho visto che ognuno lo elabora a proprio gusto.Tu ci metti il lardo o la pancetta?La bietola o gli spinaci?Mi interesserebbe sapere se va consumata calda o preferibilmente fredda.A risentirci.

    Report

    Rispondi

  • beylerbey

    07 Luglio 2011 - 11:11

    La città è REGGIO EMILIA, la specialità si chiama Erbazzone. Quando feci il militare a Torino, lo portai diverse volte ai miei commilitoni e venne regolarmente divorato (parliamo del 1983,bei tempi!!!).Ora si trova anche nei bar ma si tratta di prodotti industriali. Cordialità.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti