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Lodo, Giulio scarica su Letta... E con il Cav è 'grande gelo'

Sottosegretario: "Niente lacerazioni nel Governo". Tremonti: "La salva-Fininvest? Chiedete a Gianni". Gli screzi non sono superati

Lodo, Giulio scarica su Letta... E con il Cav è 'grande gelo'
La conquista che ha potuto sbandierare Gianni Letta era la firma alla manovra di Giorgio Napolitano: "Sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale". Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha anche spiegato: "Sono voluto intervenire nell'apertura della conferenza stampa per sottolineare che non ci sono né ci sono state tensioni né lacerazioni all'interno del governo, e che il provvedimento è espressione della collegialità dell'esecutivo". Peccato però che le tensioni nella maggioranza ci sono, eccome. La dimostrazione è arrivata da Giulio Tremonti, che ha scaricato il barile proprio su Letta. A chi chiedeva se nella manovra è compresa la norma 'salva-Fininvest', quella che prevede la sospensione in appello delle sentenze civili superiori ai 10 milioni di euro e lo stop in Cassazione per quelle superiori ai 20 miloni, il ministro dell'Economia ha risposto: "Possiamo darvi il telefonino del signor Letta...scusate, ma credo che questa sia una riunione per discutere e riflettere sul testo che c'è. Ne parlerà ufficialmente Palazzo Chigi", ha tagliato corto. Gli screzi, insomma, non sono ancora superati. Tremonti vuole rivendicare la sua estraneità alla norma sul Lodo Mondadori e - chiaro e tondo - fa il nome di Gianni Letta, il fedelissimo del premier, Silvio Berlusconi.

In guerra contro il Cav - Ma le guerre di Giulio si combattono su più fronti. Magari ci fossero 'solo' Giorgio Napolitano  e la Lega a complicare i piani di Silvio Berlusconi. La verità è che l'ostacolo maggiore, il premier ce l'ha ancora in casa, nel Pdl e nel governo, ed è proprio Tremonti. Il ministro, ormai, è un avversario antico. Incassati i muguni del Colle sulla manovra ("Ormai sarà un no su tutto", si è lasciato andare il Cav), Berlusconi martedì sera era furioso proprio con il super-ministro, accusato di aver dato la soffiata al Quirinale sulla norma "salva-Fininvest" inserita nella manovra. Giulio di sicuro sapeva. Come scrive Barbara Romano su Libero in edicola oggi, mercoledì 6 luglio, al ministro, si apprende da via dell’Umiltà, Berlusconi imputa di non aver battuto ciglio quando gli ha passato il foglietto con il comma da aggiungere alla manovra redatto (sempre secondo fonti del Pdl) a via Arenula, salvo poi spifferare tutto a Napolitano.

Ore concitate - In realtà, la storia del "comma 23" era partita da lontano. Da quando, cioè, circa un anno fa, il consigliere giuridico (e avvocato) del premier premeva con il ministro della Giustizia Angelino Alfano di correre ai ripari e studiare una norma che bloccasse i megarisarcimenti. Il Guardasigilli, però, ha sempre preferito accantonare il problema. Il gancio normativo lo presta poi la manovra, specificatamente nella parte che riguarda la riduzione dei tempi dei processi. Un ministro, rivela il Corriere della Sera, ha sottolineato come il comma non sia stato inserito "di soppiatto", come accusano Tremonti e Lega: "Sta nelle pieghe dell'articolo 37", tanto che il passaggio sarebbe già stato affrontato in tempi non sospetti, lo scorso 28 giugno, sollevando dubbi di costituzionalità nell'entourage dell'esecutivo e del presidente della Repubblica Napolitano. I più maliziosi, nel governo, ricordano i lunghi e serrati confronti tra Berlusconi e Tremonti nelle ultime ore. Addirittura, secondo alcuni beninformati del Pdl, sarebbe stato lo stesso Ministro, scrive Francesco Verderami sul Corriere, a riscrivere il testo, inserendo quel tetto di venti milioni che l'ha resa una evidente norma ad aziendam. L'ira di Berlusconi contro Tremonti è totale. Non solo per il Lodo, ma anche per il complesso di una manovra da quasi 50 miliardi di euro che, secondo il Cav, avrebbe fatto perdere al governo il gradimento del 65% dell'elettorato di centrodestra". "Se pensa di arrivare così a Palazzo Chigi, può scordarselo", avrebbe avvertito Berlusconi ai suoi. Il soggetto, naturalmente, è Tremonti.

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Commenti all'articolo

  • GMTubini

    07 Luglio 2011 - 12:12

    Nella Sua testa ci deve essere un po' di confusione, dato che i ceri non si leccano (e ci manda me dallo psichiatra?!), ma, casomai, si accendono o, in alternativa, avendo la forma e la consistenza adatta allo scopo, possono essere anche fruttuosamente randellati nel groppone a certe teste di legno... Chi ha orecchie per intendere, intenda!

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  • bussirino

    07 Luglio 2011 - 10:10

    smettetela di fare gli idioti con lo scarica barile. Gli italiani chiedono serietà e rigore sui tagli di privilegi, agevolazioni ed esenzioni. Dov'è finita la serietà di Berlusca? In un cassetto? Non ha capito che occorre intervenire sugli sprechi, privilegi e agevolazioni? Le Province vanno eliminate, al Quirinale vanno dimezzati i costi, a Napolitano va tolto lo stipendio che gli crese e avanza la sua pensione, i Beni delle religioni vanno tassate tutte e le esenzioni eliminate tutte, anche le cinque cariche dello Stato devoso ridursi i costi come tutta la politica, politici e magistrati. Insomma Tagliare i costi superflui ed eliminare agevolazioni e privilegi. Di Pietro incomincia piacere e forse forse.....................

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  • pablolife

    07 Luglio 2011 - 10:10

    Silvio come al solito non centra nulla ma dice che Giulio sapeva, Giulio a suo modo, dice che è stato Letta ma quest ultimo dice che la colpa è di Capezzolone.....e allora facciamolo finita!!! diamo la colpa a Prodi e amen! :)

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  • woody54

    07 Luglio 2011 - 10:10

    Vai di corsa dallo psichiatra!! Dio mio quante coglionerie in un solo postato, spero tanto (per te) che tu scherzi, sei anche un leccaceri!! Certo la natura è stata matrigna con te ... che tristezza

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