Cerca

Le province (e le poltrone) ci costano ben 12 miliardi. Perché dobbiamo tenere in vita gli enti inutili?

Pdl e Pd, tutti d'accordo: mantenere gli "enti inutili". Abolendole si ricaverebbero tra i 2 e i 4 miliardi. Ma in ballo ci sono le poltrone

Le province (e le poltrone) ci costano ben 12 miliardi. Perché dobbiamo tenere in vita gli enti inutili?
Quattro milioni di euro di risparmio all'anno non possono bastare. Tanto regalerebbe alle casse dello Stato l'abolizione delle 110 province che pesano sull'erario per circa 12 miliardi, sempre all'anno. Un complesso di 4.200 amministratori tra presidenti, vicepresidenti, assessori e consiglieri, che gravano sui conti pubblici soprattutto al Sud (4,5 miliardi) e al Nord Ovest (3,9). Che le province, spesso inserite nel calderone degli "enti inutili", siano più un danno che una risorsa è cosa nota, e da molti anni. Eppure, nel 1992 erano 103 e nel 2010 sono salite a 107 (con l'istituzione di Monza-Brianza, Fermo e Barletta-Andria-Trani), senza contare le tre autonome di Bolzano, Trento e Aosta.

Il fronte comune di chi vorrebbe abolirle, dunque, dura sempre il tempo di una campagna elettorale. Chi poi arriva a Palazzo chigi si trova immediatamente dalla stessa parte di chi siede nei palazzi delle Province e che naturalmente non ha alcuna intenzione di mollare il posto. Il motivo è semplice: più dei buoni bilanci, contano i rapporti di forza politici, i posti da assegnare in quota a questo o quel alleato, le catene di comando. Per questo il centrodestra martedì ha bocciato la proposta dell'Idv per abolire gli enti locali. Ha preso la stessa decisione del Partito Democratico, che pensa sì a livello nazionale,  ma anche a livello provinciale con le 47 giunte rette direttamente da propri esponenti. Antonio Di Pietro ha parlato di una "maggioranza della casta" e dato dei "traditori" agli alleati democratici. Una prova dell'ostracismo Pd la danno i numeri della Camera: 225 no, 83 sì (da Idv e Terzo Polo) e 240 astenuti, tra cui proprio 43 deputati democratici). Come ha scritto Elisa Calessi su Libero di oggi, mercoledì 6 luglio, per far passare il provvedimento sarebbero bastati 155 voti a favore (i votanti erano 308): se i voti democratici si fossero sommati agli 83 di Idv e Terzo Polo la legge sarebbe passata. Anche Pier Ferdinando Casini è amareggiato: "Mi dispiace molto che il Pd abbia perso l'occasione di fare una cosa saggia. Potevamo mandare il governo in minoranza.... Avremmo dato un segnale".

Il segretario Pier Luigi Bersani, però, non ci vuol sentire: "Noi abbiamo una nostra riforma, non ci vengano a fare tirate demagogiche". E via coi sofismi. Il problema delle province, ha spiegato Dario Franceschini, va inquadrato in un "ridisegno dei livelli dello Stato", non lo si può ridurre al capitolo dei "costi della politica". Sopprimerle porterebbe poi a un "vuoto legislativo". Però, siccome votare no potrebbe apparire "contrario alla necessità di fare le riforme", per non sbagliare si astengono. E intanto lo stato paga.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • osicran2

    06 Gennaio 2012 - 17:05

    Sento parlare da decenni del problema; come mai non è stato ancora risolto ma si è incancrinito? E' presto detto, la situazione fa molto comodo alla casta dei politici e, pertanto, fanno finta d'interessarsi del problema e, intanto, si guardano bene dal risolverlo. Occorrerebbe una legge d'iniziativa popolare che sia approvata, non con il voto dei parlamentari, ma direttamente dai cittadini con un referendum inappellabile. Il popolo dovrebbe tornare arbitro della politica e riappropriarsi del potere decisionale che gli spetta. Oggi è costretto a nominare dei propri rappresentanti, scelti da altri, e deve sorbirseli volente o nolente per ben 5 anni, senza poter far nulla per mandarli a casa, qualora sbaglino. Ccosì facendo si spogliano di ogni diritto e potere se non quello di protestare inutilmente. Sarebbe bello potere, alla fine di ogni anno legislativo, mostrare il cartellino rosso a chi non ha ottemperato ai propri doveri di rappresentanza, tradendo la fiducia degli elettori. '

    Report

    Rispondi

  • vice

    10 Settembre 2011 - 20:08

    Ammetto di essere ignorante in materia costituzionale. ma non si era già parlato di abolizione delle province all'atto dell'istituzione delle Regioni, negli anni sessanta? E' proprio indispensabile una legge costituzionale per la loro abrogazione? E la Commissione di studio a che serve se non a dilazionare i tempi per una riforma, ne sono sicuro, che non si farà mai? Vuol parlare chiaro Sivio e svincolarsi dai giochi delle tre carte tanto caro alla vecchia repubblica?

    Report

    Rispondi

  • stefano80it

    11 Agosto 2011 - 14:02

    Perchè?! E perchè non dare una sforbiciata agli enti soppressi da regioni e stato che esistono ancora e con dipendenti ancora pagati per fare il NULLA? E perchè non riaccorpare ai tribunali centrali le piccole sedi distaccate che fanno spendere un mucchio di soldi in infrastrutture, nonchè in burocrazia e tempo prezioso ai cittadini? Perchè non tagliare l'enormità di sprechi schifosi che ci sono nella sanità? Mah ho il sospetto che non faranno niente, per ora brancolano nel buio, ma se tutti insieme si mettessero in testa di passare chessò 6 mesi all'anno a tagliare i VERI sprechi allora nel giro di un paio d'anni questo paese potrebbe rivedere la luce.

    Report

    Rispondi

  • guglielmo donatone

    07 Luglio 2011 - 18:06

    Sarei pronto a mettere ambedue le mani sul fuoco per sostenere quanto affermo: la presentazione della proposta di abolizione delle province è stata affidata al manettaro da tutti quanti (mi pare siano 615) i cialtroni che bivaccano a montecitorio, tutti già d'accordo sul risultato della votazione. Il montebisacciaro si è fatto bello con gli italiani apparendo come colui che vuol "pulire" l'Italia, ben sapendo però che sarebbe stata tutta una farsa. Se vuole essere credibile deve, da buon esperto in materia, chiedere l'indizione di un referendum per l'abolizione delle province, così come auspicato da più parti. Allora si che ci sarebbe da ridere. Con la più che certa vittoria dei "SI" il nostro vedrebbe aumentare a dismisura il proprio elettorato. Avanti, onorevole (?) , o sei capace di chiedere referenda solo per le cacchiate?

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog