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Scintille tra Pisapia e La Russa "Sindaco molle su sicurezza"

Il Governo ha rinnovato il provvedimento 'Strade Sicure': militari nelle zone a rischio delle città. Ma Milano per ora non accetta

Scintille tra Pisapia e La Russa "Sindaco molle su sicurezza"
Si chiama "Strade sicure" la missione che il ministro Ignazio La Russa, da Palazzo Chigi, annuncia di rinnovare "per dotare di un surplus di sicurezza i quartieri più difficili delle città italiane". La misura prevede la presenza di pattuglie dell'esercito nelle zone considerate di "maggior rischio". Fin qui tutto lineare se non fosse che l'annuncio è stato occasione per il ministro di dare una bella strigliata al neo-sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. "Il sindaco Pisapia parli chiaramente - ha sollecitato La Russa - esca dal suo mutismo che su questo tema è durato troppo. Non faccia parlare altri come se fosse un ventriloquo".  Secca è stata la replica del sindaco-avvocato che si è appellato ad un difetto di forma, tralasciando la sostanza. "Se ha qualcosa da chiedermi utilizzi canali istituzionali" e puntualizza di non voler essere interpellato "attraverso agenzie di stampa o pagine di quotidiani".

La sostanza - Il ministro La Russa spiega di aver chiesto ripetutamente al sindaco di Milano "di pronunciarsi sul mantenimento dei militari per garantire la sicurezza nei quartieri della città" dopo che il Governo aveva annunciato il rinnovo della "missione Strade sicure". "Ho letto dichiarazioni di componenti della giunta Pisapia che dicono che i militari
non servono- ha detto La Russa -. Credo che sia un pregiudizio politico, un riflesso sessantottino. E' sbagliato non raccogliere le indicazioni che vengono dal territorio". Poi ha specificato che "ognuno è libero di pensarla come vuole" ma ha anche espresso la necessità che "il sindaco Pisapia parli chiaramente ed esca dal suo mutismo che su questo tema è durato troppo. Non faccia parlare altri come se fosse un ventriloquo". Il ministro ha conluso affermando che se Milano intende rifiutare la proposta, è bene che lo dica in tempi brevi, in modo che altre città possano godere di questi benefici.

La risposta del sindaco - " Voglio ricordare al ministo che la campagna elettorale è finita: è inaccettabile che vengano poste delle domande su un tema importante come quello che riguarda il decreto 'Strade sicure' attraverso agenzie di stampa o pagine di quotidiani, addirittura dettando i tempi della risposta. Se vuole delle risposte senza perdere ulteriore tempo, usi il telefono e mi chiami direttamente". La replica del sindaco non ha sciolto il quesito, e non si sa ancora se i militari continueranno, come in passato, a proteggere le zone a rischio della città.

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Commenti all'articolo

  • tigrin della sassetta

    11 Luglio 2011 - 20:08

    mi permetto il suggerimento di trascurare ogni tentativo di pacato ragionamento logico nei contatti con la tribù degli onzi.onzi, passando direttamente agli insulti indispensabili nei confronti delle cotiche variamente mascherate. La capponcella dalle isteriche smanie scarlatte, pur di incensare il mite (!) neosindaco sbucato dal branco ferino del suo adorato Bucolo, ha parlato di “rinforzare i ranghi della polizia e dei carabinieri” ma è un mero sbuffo di fetido fumo mimetico. Cosa succederebbe se si ipotizzasse di mettere in giro per Milano anche soltanto una cinquantina di poliziotti in più? Cotica chicchinella rientrerebbe immediatamente nelle sue brache di sfegatato fautore del lerciume delinquenziale e si precipiterebbe a strepitare anatemi ed improperi contro il fasssismo di questo bieco “stato di polizia”. E allora perché adesso starnazza di infoltire le forze dell’ordine? Ma perché è una me***ccia ipocrita e bugiarda, ovvio! Anima cattiva P.S. Dare del “signor” ad una chicchinella è involontario ma crudissimo sarcasmo

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  • Satanasso

    08 Luglio 2011 - 11:11

    Povero Ignazio...sparla di sicurezza,ma quando c'era la destra a Milano si vedeva per via Padova polizia,carabinieri e una stupida camionetta di soldati che andavano su e giu' per la via,ma non controllavano mai gli arabi appoggiati ai lampioni che spacciavano droga anche in pieno giorno ,proponendomi tutto l'assortimento ogni volta che passavo...oppure sul bus numero 56 dove arabo-islamici continuano anche adesso come in passato a usufruire del servizio senza mai pagare e con il corano in una mano e la bottiglia di Heineken nell'altra con facce minacciose come a dire "qui' ormai comandiamo noi"....Ma in fondo,questo Paese non fa niente contro la Mafia,figuriamoci contro gli arabi immondi....

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  • edelweiss

    08 Luglio 2011 - 10:10

    I sostenitori di Pisapia si stanno già rendendo conto dell'errore che hanno fatto a votarlo, anche se per partito preso non lo vogliono ammettere. E' impensabile infatti che un cittadino onesto possa approvare l'apertura agli zingari, dare a persone che fanno del furto la loro professione una tale considerazione. E' inaccettabile anche l'aiuto economico ai centri sociali, vedi Leonkavallo, dove la " peggio gioventù" si annida, tra droga, vandalismi, e la cui unica aspirazione è di andare in piazza ad aggredire la polizia ed a spaccare vetrine. E poi gli islamici, il vero silenzioso pericolo strisciante. Loro aspettavano con pazienza che arrivasse il loro "Messia" il sindaco giusto per allungare i tentacoli su Milano, con Moschee, rappresentanze in Comune, richiesta incessante di diritti. Pisapia ha iniziato la distruzione di Milano. Pensa che prezzo dovranno pagare i milanesi per aver spodestato la Moratti,. Dalla padella alla brace.

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  • Baronedel Carretto

    08 Luglio 2011 - 10:10

    Pisapia è coerente con se stesso: più il popolo starà nella miseria e nella violenza e più il suo partito di zombie prospererà.

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