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Onorevoli prestigiatori. Dal cilindro esce il trucchetto con cui evitano di perdere parte del loro stipendio

Una parolina inserita all'ultimo momento nel testo della manovra rischia di essere una trappola contro i tagli alla politica

Onorevoli prestigiatori. Dal cilindro esce il trucchetto con cui evitano di perdere parte del loro stipendio
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La parolina è stata inserita all’ultimo nel testo della finanziaria che riguardava il taglio ai costi della politica. E rischia di essere una piccola trappola organizzata dai colleghi ai danni del titolare dell’Economia, Giulio Tremonti. Lui aveva stabilito un principio semplice: calcoliamo quanto si mettono in tasca deputati, senatori e consiglieri eletti vari in tutta Europa, e poi stabiliamo quale è la media del vecchio continente e portiamo dalla prossima legislatura anche gli italiani a quel livello di trattamento economico. Poi al testo di Tremonti è stata aggiunta quella parolina che sembrava innocua: «omnicomprensivo».

Giusto, deve avere detto il ministro. I parlamentari italiani non prendono solo l’indennità base, ma anche più di 4 mila euro al mese di diaria a titolo di rimborso spese esentasse e fra i 4.300 e i 4.700 euro al mese per rimborso spese segreteria, che si possono mettere in tasca o utilizzare per pagare qualche collaboratore. È  su quella cifra complessiva che si deve fare il raffronto, hanno sostenuto da Camera e Senato. E Tremonti ha accettato la proposta. Lui non lo sapeva, ma si trattava di una trappola. Perché mettendo dentro tutti i rimborsi spesa nel trattamento economico, i parlamentari italiani stanno mediamente peggio dei loro colleghi europei. E lo sanno bene, perché l’ufficio studi della Camera ha consegnato alla presidenza un dossier riservato che mette a confronto tutte, ma proprio tutte le voci del “trattamento economico omnicomprensivo” dei parlamentari dei principali paesi europei: Francia, Gran Bretagna, Germania, Spagna e Portogallo.

L’indennità parlamentare base italiana è di poco superiore a quella francese e a quella tedesca e circa il doppio di quelle spagnole e portoghesi. Se ci si basasse su quella media, dalla prossima legislatura il taglio sarebbe obbligato. Ma se si mette insieme tutto il plafond dei rimborsi spese, la musica cambia e di molto. I parlamentari italiani percepiscono tutti indistintamente la diaria per le spese di soggiorno nella capitale, perfino se sono residenti a Roma. Ammonta a 4.003,11 euro al mese. In Germania è lievemente inferiore, e in Gran Bretagna pure, anche se viene percepita solo da chi non è stato eletto a Londra a dintorni. In Francia è più alta: oltre 6 mila euro al mese, e copre le spese extra ma non quelle di soggiorno a Parigi, perché ai deputati e ai senatori viene rimborsata dietro ricevuta ogni notte trascorsa in hotel. Per chi preferisce sistemazioni più stabili ci pensa il Parlamento a proprie spese.

 I parlamentari italiani poi percepiscono più di 4 mila euro al mese per le spese di segreteria e per i propri portaborse, che non sono obbligati ad assumere (se non lo fanno intascano il rimborso come fosse stipendio extra). Negli altri paesi la somma a disposizione di ogni parlamentare per questo è assai più alta: 7.500 euro in Francia, 15 mila euro in Germania, non ha tetto in Gran Bretagna. Ma nessuno può mettersi in tasca quei soldi, perché devono essere giustificati da contratti regolari e note spese. Poi ogni parlamento fa come crede. C’è chi mette dei paletti e chi no, ma ovunque le spese dell’attività politica dei deputati sono rimborsate a piè di lista. Possono muoversi gratis in aereo e in treno, ma solo per motivi politico-istituzionali che devono ogni volta essere giustificati. Se il motivo c’è, la spesa viene rimborsata.

In Francia si ottiene di più: ogni parlamentare ha diritto a ricevere sia all’Assemblea nazionale che in Senato un prestito di 94 mila euro al tasso di interesse del due per cento annuo per acquistare o casa o ufficio a Parigi. È un benefit difficile da quantificare, se non per la differenza del tasso di interesse molto inferiore a quelli medi di mercato. Facendo la somma di tutti i benefit e rimborsi ottenuti, è chiaro che i deputati italiani risultano essere quelli che in Europa percepiscono meno fondi diretti. Ma la comparazione “omnicomprensiva” sarebbe ingiusta. Perché le spese che quasi tutti gli altri parlamentari di Europa sostengono in proprio, per gli italiani sono direttamente pagate dalle Camere. Il solo Gianfranco Fini spende circa 50 milioni di euro all’anno per dare un ufficio ai suoi 630 deputati. Per un confronto corretto con i colleghi europei bisognerebbe inserire fra i benefit degli italiani anche i 6.600 euro mensili a testa del costo del loro ufficio pagato dalla Camera.

di Franco Bechis

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Commenti all'articolo

  • gino00

    17 Agosto 2011 - 18:06

    Anche in Francia e Germania i Parlamentari hanno diritto alla pensione dopo 5 anni di "lavoro" al Parlamento? I contributi sono egualmente bassi? Le pensioni le riscutono anche a 49 anni? In Italia sono 2.300 che percepiscono in media 4.000 euro al mese. Vi sembra giusto? Anzi non dovrebbero dare un esempio al popolo? Bell'esempio: cercare come tenersi i propri privilegi (ingiustizia) ma facendo credere di perdere qualcosa (veri politici). Possiamo chiedere cosa prende un lavoratore in Francia e Germania? Io chiedo la parità di paga per uniformarmi alla loro paga. Non facciamo ridere. Facciano il loro dovere e non insultino gli italiani. E non dobbiamo fare il loro gioco: ci stressano per non farci interessare alla politica e per non farci andare a votare. Neanche i nostri referendum tengono in considerazione: è incostituzionale? La "Casta" è l'unica cosa antiitaliana. Dovrebbero fare un governo provvisorio di tecnici che non abbiano interesi economici e che non abbiano le mani legate nel toccare i privilegi della "Casta".

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  • sparviero

    17 Agosto 2011 - 15:03

    Cari italiani e care italiane ,noi contribuenti ( busta paga e pensionati) non meritiamo di farci governare dal branco selvaggio. Penso che il vero problema della nostra nazione sia l'attaccamento morboso alle loro sporche e immeritate competenze . Il vomito è d'obbligo. Destra e sinistra in questo caso non c'entrano niente. Alle prossime , non votate.

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  • Federico di Hohenstaufen

    17 Luglio 2011 - 15:03

    A chi è iscritto al sindacato e paga la tessera, RESTITUIAMOLE così ci creiamo un piccolo aumento. Tanto il loro ultimo pensiero è difendere i più deboli

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  • mimi44

    15 Luglio 2011 - 13:01

    penso che a pagare siano sempre gli stessi.hanno decurtato l'aumento sulle pensioni da fame.hanno abbassato l'irpef dal 43% al 4o per chi prende molto mentre per la fascia media sono passati dal 27% al 3o.e i loro stipendi non si toccano.ma quello che piu mi indigna che i sindacati non si sentono'forse sono morti.?

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