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Berlusconi lascia nel 2013? Non ci crede neanche Silvio

Alfano candidato premier: una bugia. La verità è che il premier spera nella vittoria del Pdl per sedere al Quirinale / BECHIS

Berlusconi lascia nel 2013? Non ci crede neanche Silvio
L’ultimo a credere alle promesse fatte ieri da Silvio Berlusconi in un’intervista a Repubblica («il Cavaliere annuncia il ritiro. Nel 2013 lascio, tocca ad Alfano. Al Quirinale? Letta») è probabilmente lo stesso Berlusconi Silvio che quelle parole ha sicuramente pronunciato. Che Alfano possa essere il candidato del centro destra a premier la prossima volta, è un eventualità. Che Berlusconi si ritiri davvero e abbia già rinunciato ad ogni sogno di elezione al Quirinale, è probabilmente una bugia dal sen sfuggita. Figurarsi se Berlusconi rinuncia in partenza alla più sottile delle vendette possibili: presiedere almeno un giorno il Csm, l’organo di autogoverno dei giudici. Per altro se il centrodestra fosse in grado di vincere le prossime elezioni, avrebbe una maggioranza in Parlamento che consentirebbe l’elezione al Quirinale di Berlusconi alla quarta votazione, e non ci sarebbe bisogno di lasciapassare delle opposizioni, dato che a parti invertite non fu nemmeno chiesto per l’elezione di Giorgio Napolitano. Se invece le elezioni le dovesse vincere il centro sinistra, non ci sarebbe stima che tenga: Gianni Letta non verrebbe candidato al Colle perchè per quella poltronissima si scannerebbero Massimo D’Alema e Romano Prodi.

Anche se è scappata quella bugia, ha colpito ieri la scelta di Berlusconi di concedersi a cuore più o meno aperto al nemico per eccellenza: «Repubblica». E naturalmente a palazzo si sono scatenate le più incredibili dietrologie. C’è chi ha letto l’intervista come l’offerta di una tregua all’avversario politico di sempre, il partito di Repubblica (qualcosa di simile al “mi tolgo di torno, potete abbassare le carabine”). Chi invece ha immaginato un messaggio al partito (l’ulteriore endorsement per Angelino Alfano), al governo (la difesa forte di Renato Brunetta ingiustamente sbertucciato) e a Giulio Tremonti (con passaggi velenosi per la prima volta pubblici). Qualcosa di vero in questo c’è.
Ma l’intervista è stata casuale all’uscita della presentazione di un libro e non poco deve avere giocato la simpatia di Berlusconi per il giornalista che gliela ha strappata in corsa, quel Claudio Tito che il premier conosce fin da quando giovanissimo faceva asse con Augusto Minzolini inaugurando la stagione dei retroscenisti. Quando è in vena Berlusconi parla a ruota libera, infila qualche bugia qua e là a cui finge di credere, ma dice anche quel che in occasioni ufficiali più raramente scappa.
Vera sicuramente l’irritazione nei confronti di Tremonti, troppe volte dissimulata in pubblico ma sempre riaccesa nei colloqui privati. Lo stesso giorno di quella intervista Berlusconi aveva parlato con un amico comune che gli aveva riferito la telefonata della sera precedente con il ministro dell’Economia. L’amico in comune gli aveva chiesto: “Giulio, ma tu dopo questo pensi di fare il presidente del Consiglio?”. E l’altro, senza esitazioni, aveva risposto sì. “Giulio, ma ti rendi conto che non puoi fare il presidente del Consiglio e hai contro tutto il Pdl? E chi ti candida mai?”. E il ministro dell’Economia, serafico: “Mi candiderà Berlusconi, ne sono sicuro. Lui adesso parla di Alfano, ma alla fine saprà fare i conti e sceglierà il candidato più popolare, che porta voti al Pdl. E in questo momento i sondaggi dicono che io sono il politico più popolare di Italia”.
Berlusconi ha sorriso a questo racconto, perfino scherzando sulla gelosia manifesta di Tremonti per Alfano. Ma nelle stesse ore quel video reso pubblico sul ministro dell’Economia che sbertucciava e insultava il fedelissimo Brunetta, non aveva avuto lo stesso effetto sul premier. Che non ama essere messo come in questa occasione in un imbuto: fosse per lui avrebbe già nominato un nuovo ministro dell’Economia. Ma in questo momento politico e finanziario sa di non potere silurare Tremonti: il governo è fragile, e sarebbe come tagliarsi una gamba quando già si zoppica con l’altra e i mercati non la prenderebbero bene. Purtroppo prima degli elettori, votano loro. E sono in grado di condizionare anche il voto degli altri.

di Franco Bechis

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Commenti all'articolo

  • giorgioflacc

    07 Novembre 2011 - 13:01

    Massimo(Volpe) D'Alema...???Romano(Yoghi) Prodi...???Questi sono i nostri migliori esemplari per la tutela e garanzia della nostra costituzione...???Siamo proprio all'AMMAZZACAFFé!!!!!

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  • tigrin della sassetta

    11 Luglio 2011 - 12:12

    a sentir te, oppresso da un regime, tanto barbaro, feroce e dittatoriale quanto impalpabile, inavvertibile ed invisibile per chiunque non sia imbottito di odio invidioso, chi ti impedisce d’esser “libero di decidere”? Quale libertà ti è sottratta (ti prego, per evitarmi tre post misti di spiegazioni e dileggio, di risparmiarmi la buffonata sulle preferenze), beninteso finché resti nella tua dimensione di barbogio borbottante accantonato dalla vita, dimensione che nulla e nessun mutamento di situazione politica potrà mai cambiare se non in peggio? Preagonico paradigma della vena varicosa, il rivoletto giallastro sfuggito al tuo pannolone che, come sempre, t’illudi sia sarcastica arguzia, altro non è che l’incontinenza rimbecillita di una cariatide prematuramente decrepita, ammaccata e relegata nell’angolino dei rottami ad impazzire per lo sfacelo avanzante e a distillarlo in livore irragionevole ed ossesso. Non capisci che il fatto stesso che tu possa abbaiare alla luna spisciaccolando astio e demenza ti sbugiarda e ti da dell’imbecille (o del truffatore bugiardo, scegli un po’ tu)? Anima cattiva

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  • 11SETT1973

    10 Luglio 2011 - 19:07

    speriamo che muoia prima:PER IL BENE DEL PAESE

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  • unliberaledeluso

    10 Luglio 2011 - 16:04

    Non voglio gente come D'Alema e Berlusconi.. e penso che neanche gli italiani li vogliano.. meglio Letta che lo apprezzerebbe anche un moderato di sinistra come me

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