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Pd e Udc, vecchia tentazione: unità nazionale, poi via il Cav

L'opposizione studia il dialogo col governo sulla manovra, a patto che Berlusconi lasci. Solito problema: il dopo-Silvio non c'è

Pd e Udc, vecchia tentazione: unità nazionale, poi via il Cav
All'opposizione sono tutti d'accordo: niente tatticismi sulla manovra, si vota compatti e, se possibile, trovando punti comuni con il governo. E poi mandare a casa Silvio Berlusconi. Perché l'obiettivo, strategicamente, è molto più importante della tattica: dimostrare che una "coesione nazionale", chiesta dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è possibile. E se si vota insieme al Pdl un disegno di legge così importante, cosa vieta di pensare ad un governo di unità, una grossa coalizione che preveda come unica condizione l'assenza del Cavaliere? La tentazione, in fondo, è sempre la stessa e l'occasione viene servita su un piatto d'argento. La crisi obbliga ad approvare la manovra il più in fretta possibile

Dietro il vestito... - "Se vuol davvero salvare il Paese Berlusconi annunci le sue dimissioni, subito dopo l'approvazione della manovra. Le opposizioni non potranno che favorire una rapida conclusione del suo percorso parlamentare". L'analisi-ricatto, esposta dal vice-capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera, Antonio Borghesi, parte da una strumentalizzazione evidente ("La telefonata di Angela Merkel a Berlusconi dimostra quanta poca considerazione ci sia per il nostro governo e per la sua credibilità") ma approda a posizioni condivise da un'ampia parte dell'opposizione, sebbene di facciata tutti si sprechino in discorsi da alta politica. Il Pd, per esempio, per bocca del responsabile economico Stefano Fassina,  si dice disponibile "a offrire collaborazione sulla manovra", anche se "con la fiducia è difficile collaborare". Beppe Fioroni ha chiesto ai capigruppo democratici di Camera e Senato di convocare, in tempi brevissimi, Idv e Udc per concordare "poche ma significative proposte" per "migliorare la finanziaria e dare un'immagine rassicurante del nostro paese ai mercati internazionali". Appello raccolto, nemmeno troppo a sorpresa, proprio da Antonio Di Pietro: "Questa manovra è da cambiare, ma ribadiamo anche la necessità di intervenire urgentemente, concretamente e propositivamente per il futuro del Paese - spiega il leader di Italia dei Valori -. Quindi sarebbe bene che le forze politiche dell'opposizione che sono in Parlamento, come Pd e Idv, insieme presentino non cinquemila emendamenti di mero ostruzionismo, ma cinque emendamenti sostanziali che raddrizzino la rotta". Sulla stessa lunghezza d'onda l'Udc, che "concorderà con il Pd e l'Idv pochi qualificati emendamenti su cui auspica una larga convergenza". Lo annuncia Pier Ferdinando Casini, secondo cui "pur non condividendo gran parte dei contenuti della manovra economica", occorre "accelerarne l'iter parlamentare per una sua rapidissima approvazione".

... niente - Dietro questa facciata istituzionale, come detto, Pd e Terzo Polo 'tramano'. Silvio Berlusconi non può guardare con grande tranquillità ai tentativi neo-centristi di Futuro e Libertà e non gli resta, così, che aggrapparsi alla manovra, lo scoglio più difficile da superare ma paradossalmente anche quello più sicuro a cui appigliarsi. E, sempre paradossalmente, il Cavaliere può contare però proprio sull'opposizione. Perché se è vero che sinistra e destra possono andare d'accordo sulla manovra e che, quindi, si può fare a meno di Silvio, dimostrare che ci sia visione comune anche sul dopo-Cav è ben più difficile. Chi può andare a Palazzo Chigi? Mario Monti? Lorenzo Bini Smaghi? Difficile dirlo ora. Figurarsi tra 4 o 5 mesi, dopo l'estate, quando le condizioni internazionali probabilmente saranno diverse (più complicate). Il tempo, anche questa volta, potrebbe giocare a favore di Berlusconi.

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  • imahfu

    12 Luglio 2011 - 23:11

    L'opposizione lo vuole giubilare, ma ancor piu' i colleghi e i cittadini,anche quelli che votano PDL Il fatto che B, abbia detto che non si ricandida, che parla di Alfano successore, vuol dire che ''Lui'' ha capito, I Berluscones, no. Troppi errori, troopa gente da scartare, tenuta in considerazione, troppi scandali personali (all'estero si dimettono per molto meno). Nessuna considerazione all'estero i cui giornali si divertono su di lui,. E c'é di che. Ci vuole altro?

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  • ottina

    12 Luglio 2011 - 19:07

    .... e perchè dovrebbe lasciare? per fare piacere a bernsnev, flini e casini (per questo non c'è nemmeno bisogno di storpiare il nome)? Avete per caso vinto le elezioni l'ultima volta? Ma allora è proprio vero che ce l'avete con lui...

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  • bussirino

    12 Luglio 2011 - 11:11

    Insomma, occorre togliere allo Stato il peso gestionale lasciando solo linee di controllo. Tutti gli enti pubblici, compreso la Rai, devono essere privatizzati. Se lopposizione non accetta questo vuol dire che è intenzionato a far fallire lo Stato. Casini non rispetta le regole degli elettori: se Berlusconi è dove sta non per sua volontà ma per quella degli elettori così come la posizione di Casini che, per suo rammarico, gli elettori lo hanno posizionato all'opposizione. Quindi come non sia giusto chiedere le dimissioni di Casini è altrettanto ingiusto chiederle per Berlusconi. Sono o non sono gli elettori a posizionare i partiti e scegliere il Governo di questo Paese. Se Berlusconi ha preso più voti da solo che tutto il partito di Casini, perchè lo stesso Casini non si rassegna? Tra Bersani, Casini e Fini esiste un disco rotto in comune che continua girare bloccandosi sempre allo stesso punto.

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  • spalella

    12 Luglio 2011 - 11:11

    Capisco che per bersani contino i NUMERI.... ma prendersi casini con la sua monnezza cattolica non paga certo. Li ha già avuti i cattolici nel suo partito e si sono dimostrati dei poveracci medioevali che hanno inibito tutto il PD... inoltre se a lui interessano i numeri ai cittadini invece interessano i fatti e, come per prodi che aveva i numeri e basta, i numeri non bastano. Inoltre casini ha solo i voti di frati e preti e monache e pochi altri integralisti fanatici, cioè la parte meno utile del paese, quale contributo potrebbe mai dare alla società civile ?

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