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Cairo, Bersani fa la rivoluzione Ecco l'aiuto della sinistra...

Mentre l'Italia viveva una delle giornate più difficili, il segretario del Pd in piazza Tahrir giocava alla Primavera araba

Cairo, Bersani fa la rivoluzione Ecco l'aiuto della sinistra...
La febbre della primavera araba ha contagiato Pier Luigi Bersani l'africano che, pervaso da un pizzico di 'veltronismo' di troppo, ha forzato il protocollo nell'ambito di una missione in Medioriente. Il segretario democratico ha rimboccato le maniche della camicia è ha 'sfondato' in piazza Tahrir, al Cairo, epicentro delle proteste che portarono alla deposizione di Hosni Mubarak dopo un regno trentennale in egitto.

Pier Luigi - sarà forse 'il vento che cambia'? - in una giornata cruciale per l'Italia (che ha respinto l'attacco della speculazione finanziaria) ha deciso di buttarsi nella mischia, al fianco dei giovani della Primavera egiziana. Il segretario si è fatto beffe delle telefonate di chi, dalle fila del Pd, lo chiamava per rientrare in Italia: "Luigi, qui sta crollando tutto". Ma al prode Bersani non interessava nulla: c'era da giocare a fare la rivoluzione. Forse, in un angolo nemmeno troppo remoto in fondo al suo cuore, sperava di poter marciare, un giorno, in una piaza Duomo stracolma del popolo arancione di Giuliano Pispaia.

In verità, una 'buco', un piccolo lasso di tempo Bersani lo ha trovato: ha preso il telefono e a chiamato Gianni Letta. Al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha spiegato: "Non ostacoleremo l'iter della manovra, ma così com'è non ci sta bene". Poi si è gonfiato il petto ed è tornare a guidare la rivoluzione del Cairo: questo è il massimo aiuto che la sinistra è in grado di dare all'Italia.

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Commenti all'articolo

  • Amiba

    14 Luglio 2011 - 08:08

    la manovra più che utile è necessaria al paese. Ce l'ha imposta l'Europa e volenti o nolenti la si deve fare. Il punto è come. A mio avviso c'erano ben altri modi per raggiungere i 40 miliardi e c'erano altri modi su come "spalmarli" nei prossimi quattro anni. Senza considerare che se negli anni scorsi invece di ripetere che l'Italia era già fuori dalla crisi, si fossero impegnati a legiferare nel senso dello sviluppo e del lavoro, beh, forse oggi la manovra non sarebbe necessaria, almeno in questa misura. No, francamente non me la sento di ringraziare Tremonti, un ministro incapace che ha lasciato l'Italia a crescita zero e con il debito pubblico alle stelle. A tagliare sono capaci tutti. La cosa difficile è far crescere un paese.

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  • tigrin della sassetta

    13 Luglio 2011 - 18:06

    non se la pigli troppo con amiba: in fondo voleva solo certificare che gli organismi unicellulari non sono in grado di capire come funzioni l’approvazione di una legge e meno che meno la richiesta della fiducia parlamentare. E non faccia caso ai termini “onestà e decenza” che usa. Per lui sono semplici suoni che ha sentito gorgogliare da Gargamella quando fa l’imitazione di Crozza e li ripete a pappagallo senza avere la più vaga idea di cosa significhino. Anima cattiva P.S. non si fidi dei compunti sermoni di S.M. Pannolone III° detto l’Imbiancato che sta solo tirando la volata al governacchio coccodè.

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  • ciannosecco

    13 Luglio 2011 - 17:05

    Tu sei malato,hai le visioni e ti credi intelligente.Sei da ricovero coatto.

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  • Amiba

    13 Luglio 2011 - 17:05

    Se Bersani e l'opposizione si fossero comportati come Berlusconi e compagnia bella con il governo Prodi, e cioè se avessero tenuto un atteggiamento finalizzato solo a mettere in difficoltà l'avversario politico senza pensare al bene del paese, allora avrebbero dovuto fare ostruzionismo nell'iter di approvazione della manovra, presentando decine e decine di emendamenti. Quindi, mio caro Dream, non sto dicendo che se ci salviamo è solo grazie a Bersani. Sto dicendo che comunque va riconosciuto l'atteggiamento responsabile che ha tenuto e che pertanto va comunque ringraziato e non deriso con questi articoletti.

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