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Papa divide Silvio e Bossi: "Salvatelo", "In galera"

Caso P4, la Giunta vota sì alle manette per il deputato. Il Carroccio si astiene, il Pdl esce dall'Aula e accusa il presidente Castagnetti: "Regole violate". Il Senatùr duro, Silvio no: "Precedente pericolosissimo". Alfonso si autosospende dal Pdl

Papa divide Silvio e Bossi: "Salvatelo", "In galera"
Alfonso entra in Giunta da Papa e ci esce agli arresti. Ma in soccorso di Alfonso Papa arriva direttamente Silvio Berlusconi: "Noi non facciamo processi in aula, sosteniamo il non arresto. La magistratura andrà avanti ma chi è parlamentare deve mantenere il suo incarico". Prima di pranzo, la Giunta per l'autorizzazione a procedere aveva dato l'ok a sorpresa all'arresto del deputato Pdl coinvolto nell'inchiesta napoletana sulla P4. A sorpresa più per la forma che per la sostanza. Il Pdl non ha partecipato al voto per protesta, lamentando la "violazione del regolamento" da parte del presidente Pierluigi Castagnetti. mentre la Lega si è astenuta. Hanno quindi votato a favore dell'arresto le opposizioni sulla base della proposta dell'Idv Federico Palomba. Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha difeso il comportamento di Castagnetti ("Ineccepibile") mentre Papa non si è scomposto: "Ho la coscienza serena e pulita, il carcere non mi fa paura". Il deputato Pdl si è detto certo che "la verità verrà a galla". In serata, ha poi annunciato la propria autosospensione dalle fila del Popolo della Libertà.

Silvio e Umberto divisi
- Ma il premier, come detto, sta dalla sua parte: "Dovete dire ai vostri colleghi - avrebbe confidato il Cavaliere ad alcuni deputati, dopo il voto di fiducia alla manovra - che votare a favore dell'arresto di deputati costituisce un precedente pericolosissimo". E il Carroccio? Bocche cucite tra i leader della Lega, che giovedì avevano annunciato un voto favorevole (da Umberto Bossi al capogruppo Marco Reguzzoni, erano tutti per il sì). Poi arriva il botto del Senatùr: "Papa deve andare in galera". L'unico segnale di vita, in precedenza era stato l'incontro faccia a faccia un'ora dopo la decisione della Giunta tra lo stesso Papa e il ministro degli Interni Roberto Maroni nel corridoio laterale del Transatlantico. I due si sono intrattenuti a parlare per circa quindici minuti. Top secret il contenuto della discussione.
 
Battaglia in Giunta - Prima di pranzo in Giunta si era scatenata la battaglia. Il Pdl, infatti, puntava al non voto. Con questo scopo il relatore Francesco Paolo Sisto (Pdl), aveva ritirato temporaneamente la sua proposta contro l'autorizzazione all'arresto, motivando la scelta con la necessità di esaminare le 15mila pagine di nuova documentazione consegnate mercoledì da Papa.  Così facendo sarebbe venuto a mancare l'oggetto della votazione. Il Pdl puntava a un nuovo rinvio, così come già fatto nelle sedute precedenti. L'obiettivo: scavalcare la giunta e approdare direttamente all'aula con voto segreto.  L'opposizione si unisce e l'Idv presenta una proposta, favorevole all'arresto.  Il presidente della Giunta Castagnetti la mette al voto. Risultato: il Pdl non partecipa al voto per protesta e la Lega si astiene. Il sì all'arresto di Papa è il quinto nella storia della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera. In precedenza era stato dato il via libera all'arresto di un deputato solo per fatti di sangue e altri reati contro la persona e l'ordine pubblico, come nei casi dell'ex partigiano Francesco Moranino nel 1955, di Sandro Saccucci nel 1976, di Toni Negri nel 1983 e di Massimo Abbatangelo nel 1984. Nella XI legislatura, quella di Tangentopoli, i giudici si sono visti respingere 28 richieste d'arresto su 28.

Il consiglio di Scajola - "Se Papa e Milanese mi chiedessero un consiglio, direi loro: io mi sono dimesso e lo rifarei. Ma non so se suggerirei a loro di fare la stessa cosa, visto come sono stato trattato io". A consigliare i colleghi di partito (Milanese è l'ex consigliere di Giulio Tremonti coinvolto nell'inchiesta su presunti favori in cambio di nomine politiche) è l'ex ministro dello Sviluppo Claudio Scajola. Intervistato dal Messaggero, Scajola chiarisce: "Il Parlamento non è un tribunale". E sul suo voto in Aula, il 20 luglio, ribadisce: "Ascolterò le parole del relatore, mi farò la mia opinione e voterò di conseguenza. Ben sapendo che il carcere preventivo è uno strumento eccezionale e che qui in Italia il carcere è una pena e non una rieducazione. Siamo indietro rispetto ai tempi di Beccaria e pure a quelli di Manzoni".

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Commenti all'articolo

  • guidoboc

    17 Luglio 2011 - 10:10

    Non mi piacciono le giustizie sommarie, le storie si ripetono spesso in questo paese non vorrei finire come nel 92, quando i giustizieri fecero piazza pulita della D.C.e del P.S.I. P.S. Bossi rifletta molto bene prima di votare .

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  • aldo55

    16 Luglio 2011 - 09:09

    E' una vergogna, a noi chiedono sacrifici e per loro è sempre festa. Il Sig. Silvio belusconi per 5 giorni è stato zitto e la prima cosa che ha detto nel momento stesso che veniva approvata una finanziaria che ammazza il ceto medio è stato che la priorità è la riforma della giustizia e cghe un parlamentare non può essere incarcerato. MA VAI A CASA! Credo che se questa volta fanno dei trucchetti e salvano qualcuno i cuittadini scenderanno in piazza con i forconi.

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  • cioccolataio

    16 Luglio 2011 - 09:09

    Datemi una sola ragione valida del perche' un deputato in attesa di giudizio non debba essere trattato ugualmente agli altri cittadini ed in particolare ugualmente ai suoi probabili complici, tenendo presente che per referendum l'immunita' parlamentare non esiste piu', e mi faccio convincere.

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  • cioccolataio

    16 Luglio 2011 - 09:09

    Si ricordi gli applausi all'innocente Di Girolamo, che ora ha patteggiato cinque anni per riciclaggio! Papa non verra' arrestato in quanto condannato: e' coinvolto in un brutto e losco affare e i suoi complici sono stati arrestati per evitare la fuga o l'inquinamento delle prove. Perche' Papa non li dovrebbe seguire? Questo la legge permette e questo si deve fare, vale per tutti, oggi anche per i deputati, a seguito di un referendum. Inoltre Papa non e' un eletto, ma un prescelto dai Capi a ricoprire quel posto, nessuno ha chiesto la nostra opinione su quel nome (o su quello di Di Girolamo, di Milanese, di Brancher, eccetera, eccetera) e questo fornisce una ragione in piu' per non distinguerlo dagli altri cittadini. Rispondo anche a guidoboc: perche', la presunzione di innocenza non si dovrebbe applicare anche a Parolisi o a Toto' Riina? La legge permette la carcerazione preventiva in certi casi: se rispettata tutto e' a posto, siamo tutti uguali, anche i deputati

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