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La D'Addario non si ferma: "Denuncio chi mi ha usata" Leggi l'intervista di Cristiana Lodi, ascolta l'audio

Lo scoop di Libero provoca un terremoto. "Si sono serviti di me per colpire Berlusconi, Voglio che salti fuori la verità"

La D'Addario non si ferma: "Denuncio chi mi ha usata" Leggi l'intervista di Cristiana Lodi, ascolta l'audio
Patrizia D’Addario è decisa ad andare fino in fondo: «Voglio che la verità venga a galla in ogni particolare; insieme con tutta l’ingiustizia subìta da parte di chi mi ha usata e costretta a consegnare le registrazioni dei miei incontri con il presidente del Consiglio, mirando soltanto a soddisfare i propri interessi. E non certo a proteggermi come questi soggetti mi avevano fatto credere». Il giorno dopo la lunga intervista rilasciata a Libero, la signora di Bari Vecchia che andava a uomini con il registratore acceso, si sente rafforzata. Sollevata e sicura. Come si fosse tolta un peso, dopo avere denunciato le «strumentalizzazioni» subìte da parte dei nemici di Silvio Berlusconi, «coalizzati nell’obiettivo di danneggiarlo politicamente». È pronta a riferire nomi e circostanze di chi, a suo dire, l’avrebbe usata. E chiede di essere ascoltata dalla magistratura barese: «Quel che dico corrisponde a verità. Ho prove e testimoni. E siccome della verità non ho paura, voglio che tutto venga messo per iscritto davanti a un giudice».



Che la signora Patrizia D’Addario sia in possesso di “prove” e testimoni, siamo legittimati a sospettarlo, dato che non esiste mossa che non venga da lei memorizzata nel registratore dal quale non si separa mai. Patty sottolinea che, a distanza di due anni dal sexgate che nel 2009 cavalcò le prime pagine dei giornali e dei telegiornali trascinandola in un vortice di polemiche e scandalo, «è finalmente arrivato il momento di smascherare i burattinai».
Per questo ha dato incarico a un famoso avvocato siciliano, ieri lo ha nominato suo difensore di fiducia. Firmando il mandato. «Prenderemo tutti i provvedimenti del caso, dato che quelle segnalate dalla signora D’Addario sono notizie di reato», spiega il legale.
Fonti della Procura confermano che un fascicolo è già aperto e la signora sarà presto ascoltata dall’autorità giudiziaria. «Le notizie di reato sono inequivocabili», spiega un magistrato. Il nuovo fascicolo andrebbe a unirsi a quello già aperto a Bari in seguito all’inchiesta pubblicata da Panorama nel febbraio 2010 e  che in prima pagina titolava “La Pupa D’Addario e i pupari. Complotto in tre mosse”. Probabile che a breve siano sentiti anche i personaggi chiamati in causa.       Intanto Patrizia rincara: «Dopo essere stata costretta a consegnare quei nastri registrati, il mio ex avvocato organizzava le interviste. E metteva per iscritto le risposte che dovevo dare. Sia lei, sia il pm che mi ha interrogata dovranno spiegare per quale ragione non mi hanno informata che era un mio diritto avvalermi della facoltà di non rispondere quando mi convocarono in Procura. Mi dicevano che dovevo riferire tutti i particolari di quella notte a Palazzo Grazioli, nonostante io non avessi commesso alcun reato. Era stata una mia libera scelta passare la notte col Presidente. Nessuno mi ha obbligata e non ho ricevuto soldi in cambio». Ieri, questa donna fragile e sconfitta, ha rivisto la figlia di 15 anni che non incontrava da un anno: «Lei è in collegio. Ho trovato la forza di chiamarla e ci siamo riviste. C’era anche mia madre, abbiamo fatto le foto. Non è vero, come mi hanno fatto credere, che lei si vergogna di me».
Maria Pia Vigilante, sua ex difensore chiamata in causa insieme con la giornalista della redazione barese del Corriere della Sera  Maddalena Tulanti, ieri mattina ha diffuso una nota alla stampa: «In relazione all’intervista rilasciata al quotidiano Libero, smentisco categoricamente quanto dichiarato da Patrizia D’Addario. Ribadisco che, come peraltro dichiarato da lei stessa in più occasioni, la scelta di rendere pubblica la vicenda fu sua ed io mi sono limitata ad assisterla, come era  mio dovere professionale. Pur dispiacendomi per la sua vita attraversata da brutti episodi, è evidente che il comportamento della signora mi obbliga ad assumere ogni conseguenza sul piano del rapporto professionale, essendo venuto meno il rapporto fiduciario».

di Cristiana Lodi

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Commenti all'articolo

  • sebin6

    18 Luglio 2011 - 20:08

    ma il cav. quando l'ha "provata" non ha capito che grinta e che capacità mediatiche ha questa donna? poteva essere una ministra capace e competente; peccato se l'è fatta scappare.

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  • corto lirazza

    18 Luglio 2011 - 18:06

    cara signora, ormai è tardi, ci doveva pensare prima. Non frega niente più a nessuno. Torni pure a fare il suo mestiere...

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  • gmarcosig335

    18 Luglio 2011 - 18:06

    non le credo ora. Ma quello che fa ridere è che gli antiberlusconi femmine o maschi sempre rossi, hanno cavalcato per mesi e mesi la vicenda D'addario puntando il dito, direi puntando una Pistola contro il Berlusca e gridando allo scandalo gettando tutto il fango possibile sempre rosso sangue, ora come dei verginelli o verginelle di primo pelo dicono tutto ed il contrario di tutto, solo perchè la loro signora, si perchè allora non era neanche una Escort ma una povera ed indifesa ragazza in balia di un brutto e volgare uomo capo del Governo, ora decide di fare, a modo suo, chiarezza sulla vicenda, scegliendo Libero, non Repubblica, dando anche dati, elementi e nomi che proverebbe la sua attuale versione. Libero ha il torto, io dico vantaggio, di avere ora a disposizione tutto quello che la D'addario per mesi e mesi ha tenuto nascosto. Io ora sono curioso di conoscere tutti quegli ingredienti che ha detta della "signora" proverebbe il complotto. I Sinistri del Blog sono curiosi?

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  • ciannosecco

    18 Luglio 2011 - 17:05

    Dopo la figuraccia che hai fatto sul tentato attentato alla Tav ,vicino a Frosinone ,pensavo che saresti sparita.Invece , sembra che tra i sinistri,il concetto di vergogna vi sia estraneo.

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