Cerca

Opposizione da buttare. Furti, delitti e disoccupati: tutti i record del miracoloso Nichi di Puglia

Rifiuti a Foggia, primato di omicidi e auto rubate: Vendola è un colabrodo. E quasi 4mila famiglie rischiano lo sfratto / CANTORO

Opposizione da buttare. Furti, delitti e disoccupati: tutti i record del miracoloso Nichi di Puglia
Fortuna che ci pensano i sindaci (di centrosinistra) a riportare lo stimato governatore della Puglia coi piedi per terra. Quello che più di tutti riesce a mettere in riga Nichi Vendola è il primo cittadino di Bari, Michele Emiliano. L’ultima schermaglia tra i due eterni fratelli-coltelli della politica barese riguarda la tariffa dell’acqua, la penultima gli sprechi di fondi Ue nel settore cultura. Lo scontro tra i due è diventato permanente effettivo quando il presidente ha provato a scaricare sull’ex pm barese la responsabilità della scelta di Alberto Tedesco come assessore alla Sanità: oggi che sul senatore Pd pende a Palazzo Madama una richiesta di custodia cautelare, Nichi finge di non sapere che “Michi” avrebbe preferito che il dalemiano occupasse un assessorato diverso, visto il conflitto di interessi legato agli affari di famiglia in protesi.

È stato così che Emiliano ha capito che di Vendola proprio non ci si può fidare. Prendi l’acqua, per esempio. Il governatore si spende per i “sì” ai referendum; il giorno dopo il plebiscito, trasforma la spa dell’Acquedotto pugliese in ente pubblico; due giorni dopo, chiede di mettere da parte la demagogia (lui) e chiarisce che la tariffa non calerà neppure di un punto, altro che il 7% di remunerazione del capitale investito abrogato dal voto. Il suo assessore aveva appena ammesso che il 6,9% della tariffa serve a pagare il debito di un bond sottoscritto dall’ex presidente Aqp, Francesco Divella, oggi deputato finiano: Vendola lo smentisce e lo rinnega. E così ci pensa il sindaco di Bari a far giustizia: da presidente dell’Ato, organo cui spetta la determinazione del costo dell’oro blu, manda a dire che se Aqp non è più una spa non può avere un utile di 32 milioni, somma che ora va convertito in uno sconto in bolletta per garantire il «quantitativo minimo vitale» ai meno abbienti. I vendoliani sanno che il poeta di Terlizzi s’è stancato di fare il governatore: preferisce fare la spola tra Roma e Bruxelles cianciando di desertificazione e primarie, piuttosto che stare a Bari per occuparsi di cose concrete. Da Foggia sommersa di rifiuti peggio di Napoli fino a Lecce dove una Tac rotta causa la morte di una anziana, la Puglia è tutto un fiorire di responsabilità, per lui. Il quale più che acclamato, oggi è reclamato. Ci ha messo tre mesi per deliberare in giunta un provvedimento-tampone per il capoluogo dauno: è stato il sindaco “democrat” Gianni Mongelli a costringerlo, dopo aver rivelato che da due mesi in Regione pende un progetto del Comune per ottenere finanziamenti e intervenire a sanare l’emergenza munnezza. Vendola s’è dovuto stringere nelle spalle: «Dateci il tempo di valutarlo», ha balbettato.

È che qui non c'è un solo dato che porta il segno positivo del passaggio vendoliano. allarme criminalità Nichi polemizza sulla ’ndrangheta in Lombardia, ma la Puglia ha 3mila affiliati alla mafia (stima Commissione Antimafia) e il record degli omicidi nel 2010 (54, +11,8% sul 2009), più che a Napoli o Palermo. Perfino sui furti d’ auto va peggio che in Campania: 7,83 vetture rubate ogni mille. Nell’ultimo anno la disoccupazione è cresciuta fino al 13,5%, più che nel resto del Mezzogiorno, addirittura 0,9 più della Grecia. Per non parlare della crisi
degli sfratti: ci sono 3.707 famiglie che rischiano lo sfratto esecutivo per cause da addebitare per l’85% a morosità e per il 15% a finita locazione. A parole Vendola vorrebbe il posto fisso per tutti, ma è la sua la regione in cui il precariato è cresciuto di più al Sud (dato Cgia). Lo scorso anno il Pil è cresciuto del 12,3% in meno rispetto alle previsioni. La Puglia è la regione col record del deficit sanitario, un rapporto spesa/Pil tra i più alti d’Italia: qui si muore di malasanità il triplo che altrove. Il Pd Francesco Boccia a Roma convince il governo a bloccare l’Irpef fino al 2013, Vendola a Bari lo aumenta per fare cassa e coprire un extradeficit di 100 milioni, e così sono 440 i milioni che i pugliesi pagano in tasse regionali. Se passa la revisione del Patto di stabilità - come da manovra Tremonti - chi ne soffrirà di più sarà la Puglia: per tre anni Vendola s’è vantato di aver sforato il Patto e oggi potrebbe trovare chiusi i cordoni della borsa malgrado abbia 823 milioni di fondi Ue da spendere entro fine anno, pena il disimpegno. Agli amici più stretti Emiliano, candidato in pectore alla guida della Regione, confida: «Quando andrà via Nichi, alla Regione lascerà solo macerie».

di Antonio Cantoro

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • lucas1970

    18 Luglio 2011 - 19:07

    riesci a vedere quello che fa' vendola e non riesci a vedere quello che fa' l'amico tuo .....ma dove vivi......

    Report

    Rispondi

  • benedetta7277

    18 Luglio 2011 - 09:09

    Ma come si fa ad ascoltare questo buffone senza provare un senso di rabbia? Ma quanto chiacchiera? E, soprattutto, quando lavora se sta sempre in giro a sproloquiare?

    Report

    Rispondi

  • Satanasso

    17 Luglio 2011 - 20:08

    Gli italiani,forse,non sono fatti per i posti di comando....possono fare solo gli operai o prendere ordini dagli altri,cioè tedeschi,americani,scandinavi e occidentali in genere.....Se l'Italia fosse gestita da stranieri,non sarebbe cosi' alla deriva.

    Report

    Rispondi

  • sfeno

    17 Luglio 2011 - 17:05

    qui devo dirti " bravo " visto che il 7 % lo fai pagare ai tuoi compaesani. In quanto ai matrmoni omo invece ti suggerirei ....." la tribu ".

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog