Cerca

Opposizione da buttare. D'Alema si sente come Silvio "Menzogne e bugie, certa sinistra mi odia" / CALESSI

Massimo si sente accerchiato dal giustizialismo: "Qualcuno ha sempre usato le bugie come arma di delegittimazione"

Opposizione da buttare. D'Alema si sente come Silvio "Menzogne e bugie, certa sinistra mi odia" / CALESSI
La «calunnia» come strumento di lotta politica». La «menzogna» che diventa «operazione ideologica per colpire qualcuno». Fino a stravolgere la verità. E questo perché, cari signori, «l’odio politico costituisce un ingrediente della lotta politica a sinistra». Penserete: è l’ennesima sparata di Silvio Berlusconi contro i comunisti brutti e cattivi. Sbagliato. L’autore dell’invettiva è l’ex comunista Massimo D’Alema, oggi autorevole dirigente del Partito democratico. È successo alcune sere fa alla Festa dell’Unità di Roma, a Caracalla. E chissà se e quanto abbia contato il fatto che a intervistarlo era Massimo Giannini, vicedirettore di quel quotidiano, Repubblica, capofila delle «operazioni ideologiche» di cui sopra.

La scintilla è un classico: il conflitto di interessi. Il non aver approvato quella legge è un errore che lei si porta dietro, lo incalza Giannini. D’Alema comincia così: «Innanzitutto, diciamo, bisognerebbe dire la verità. Quella che è stata completamente cancellata in un’operazione ideologica condotta da una parte della sinistra». Quale? «Quella che comprende anche voi, per esempio», risponde l’ex premier indicando il vicedirettore di Repubblica. Poi, raccogliendo tutta la pazienza residua, ricostruisce i fatti. Marzo 1998: la Camera dei deputati approva la legge sul conflitto di interessi. Dunque, la tesi per cui la Bicamerale impedì che fosse approvata quella legge è una «clamorosa menzogna di cui io sono vittima. È un falso storico, una menzogna che è stata usata contro di me per fini di lotta politica. Anche all’interno del centrosinistra». Non solo la Camera approvòuna prima volta quel testo, ricorda, ma la Bicamerale, in parallelo, stava esaminando una normasull’ineleggibilità ancora più severa. Poi la commissione cadde e la legge passò al Senato. Dove, continua D’Alema, fu approvata. «Il governo cadde quando la legge doveva tornare alla Camera in seconda lettura». A quel punto «il centrosinistra, non io, decise di dare priorità al Titolo V».

Si passa alla questione morale. E precisamente a Franco Pronzato, l’ex responsabile Trasporti del Pd arrestato per l’in chiesta sugli appalti Enac. Dopo aver premesso che «sono episodi dolorosi, ma in un grande partito possono accadere, l’importante è che nessuno li copra», riserva una stoccata alla magistratura: «Sono restìo a commentare le indiscrezioni delle indagini: l’esperienza ci ha dimostrato purtroppo la precarietà di certe informazioni...». Gentile eufemismo: «precarietà». Esaurito Pronzato, la firma di Repubblica gli rinfaccia il legame con un altro personaggio scomodo: Alberto Tedesco, senatore Pd, ex assessore alla Sanità pugliese, su cui pende tuttora una richiesta d’arresto. Altra «menzogna», protesta D’Alema che ricorda come Tedesco, ai tempi della nomina non fosse nemmeno iscritto al Pd e poi figurarsi se il presidente della Puglia si faceva dettare inomi dalui. Ma siamo alle solite: «Una tecnica di calunnia e di menzogna usata come strumento di lotta politica». E lui spesso è oggetto di questo «tiro al bersaglio» che a volte raggiunge forme di «tipo maniaco
compulsivo». Per cui «qualsiasi cosa accada è colpa di D’Alema». E anche quisembra di sentire Berlusconi: danno la colpa a me di tutto.

Perché succede? «Perché l’odio è un ingrediente della lotta politica della sinistra, che si accompagna con una delegittimazione dell’avversario. Soprattutto se è della tua parte». Un atteggiamento che in passato «ha prodotto tragedie, lo stalinismo, e nel presente farse». Quando poi si arriva a Vincenzo Morichini, ex consulente della Fondazione Italiani Europei finito agli arresti e ai voli gratuiti di cui D’Alema ha usufruito, l’ex premier si stupisce dello stupore: che male c’è? Se per muoversi da un posto all’altro in campagna elettorale ha viaggiato gratis, anziché far pagare il Parlamento, non vede il problema. «Moralismo paranoico». Menzogna, calunnia, moralismo. Insomma c’è tutto l’armamentario del Cavaliere. E a proposito di questione morale, bisogna vedere cosa accadrà mercoledì alla Camera, quando l’Aula, con un voto segreto, si esprimerà sulla richiesta di arresto nei confronti di Alfonso Papa, Pdl. Perché al di là della linea ufficiale molto bossiana («Galera, galera»), anche nel Pd sono in molti ad avere dubbi. «Premere il bottone per arrestare una persona non è una cosa facile», confessa un dirigente ex popolare. Ma la disciplina di partito? «Quando c’è di mezzo la coscienza, non vale...». In bilico sul da farsi sono anche molti ex diessini dal pedegree garantista. Perché a pensarla come D’Alema, in fondo, non sono pochi.

di Elisa Calessi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • ozara

    18 Luglio 2011 - 21:09

    Massimino di che ti lamenti? tu CASTA di vecchio pelo, 40 anni a stipendio sicure e privilegiato che voi? Vattene in pensione e togliti dalle scatolt che la tua sarà ben remunerata non certo i pochi spiccioli di coloro che pensi di aver rappresnteto nel corso della tua esagerata carriera.

    Report

    Rispondi

  • raucher

    18 Luglio 2011 - 15:03

    che notoriamente calibra le parole al millimetro , colpisce il fatto che punti il dito non contro l'avversario politico ( la dx), bensì contro la sua stessa parte . Lui ben conosce i subdoli metodi stalinisti di delegittimazione delle persone, da usarsi quando non le puoi eliminare diversamente. Anche noi abbiamo ben capito questo tipo di tattica che non è certo una novità . Oggi a me domani a te , quindi non si lamenti. A proposito , come mai proprio lui, pochi giorni prima che la storia di Ruby arrivasse a tutti i giornali , preannunciò, con toni misteriosi e gongolanti, una bomba in arrivo?

    Report

    Rispondi

  • docprozac

    18 Luglio 2011 - 15:03

    caro trinariciuto dalemone non è una parte della sinistra ti odia ,è che stai sulle palle a tutti destra e sinistra.

    Report

    Rispondi

  • VICTORY42

    17 Luglio 2011 - 18:06

    Certo che i giornalisti di Libero sono dei tosti! Vedrete che subito c'è chi dirà che siete dei faziosi che usano il metodo Boffo. Certe cose si possono scrivere solo contro la maggioranza e non contro il più celebre rappresentante della opposizione.o nò? Mi viene in mente il famoso comico degli anni 30 che impersonava Gastone .Ve lo ricordate? Asseriva che la satira riscuote massimo consenso se è rivolta contro il regime.Meditare meditare!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog