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Tagli a onorevoli e stipendi Ma chi crede più alla Casta?

Ddl del governo: "250 deputati e 250 senatori, paghe in base alle presenze in Aula". Risposta all'ira scoppiata sul web contro sprechi e privilegi del Palazzo. Intanto Fini pontifica, e lo stipendio di Napolitano cresce / SOCCI / BINCHER

Tagli a onorevoli e stipendi Ma chi crede più alla Casta?
Un ddl anti-Casta. E' la mossa del governo per rispondere alla insofferenza crescente degli italiani nei confronti di furbate e sprechi del Palazzo. La bozza di disegno di legge costituzionale presentata dal ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, che sarà all'ordine del giorno del prossimo Consiglio dei ministri, prevede la riduzione di deputati e senatori a 250 per ciascuna Camera. Il pacchetto di riforme messo a punto dal governo prevede un Senato Federale con 65 componenti in meno rispetto ai 315 attuali, "eletto a suffragio universale e su base regionale" (si potrà essere eletti senatori al compimento dei 21 anni). Non solo: i parlamentari "hanno il dovere di partecipare ai lavori dell'Assemblea e delle Commissioni", recita la bozza di riforma dell'articolo 69. "Ricevono un'indennità stabilita dalla legge, in misura corrispondente alla loro effettiva partecipazione ai lavori secondo le norme dei rispettivi regolamenti". Inoltre, sarà il presidente della Camera, e non più del Senato, a presiedere le funzioni supplenti del presidente della Repubblica. Viene infine "soppressa" la circoscrizione Estero, prevista dal terzo comma dell'articolo 48 della Costituzione.

L'aria di Tangentopoli - Il governo prova così a correre ai ripari perché, come avvertiva Antonio Socci su Libero di domenica 17 luglio, "qua torna l'aria del 1992". Vero, e il termometro ideale del malumore degli italiani è ancora una volta internet. Domenica, nemmeno a farlo a posta, è esploso il caso della pagina Facebook "I segreti della casta di Montecitorio", in cui un (fantomatico?) ex precario della Camera per 15 anni denuncia sprechi, privilegi e furbate degli onorevoli e dei loro amici. Ed è stato subito un successo virale: in meno di 24 ore, 258.274 like e soprattutto un passaparola irresistibile in rete.

Le denuncie del trombato - SpiderTruman, questo il nome del vendicatore web, ha spifferato i segreti di corridoio: finte scorte, rimborsi sospetti per finti furti, auto blu 'regalate'. viaggi e trasporti gratis per semplici conoscenti o amanti, tariffe telefoniche di favore, addirittura una lobby dei barbieri, compaesani di un ex presidente di Montecitorio. Per ora, di documenti pubblicati ne sono venuti fuori pochini, ed è per questo che c'è già chi parla di un fake, un falso se non una burla. In ogni caso, SpiderTruman si è già sdoppiato aprendo un blog e un account su Twitter (con 8.000 follower), ed ha annunciato altri scoop, ora dopo ora. Che sia vero o falso, poco conta. Quello che fa effetto è la reazione entusiasta, quasi isterica, di molti utenti che invocano per esempio una nuova Tangentopoli, un repulisti che porti alla Terza Repubblica.

Il cattivo esempio - Per questo, i politici sono i primi a cercare di raccogliere il malumore e passare dalla parte giusta. Il presidente della Camera Gianfranco Fini, per esempio, dalla prima pagina del Fatto Quotidiano rilancia la linea moralizzatrice e anti-sprechi. Il governatore della Lombardia Roberto Formigoni, invece, intervistato dal Tg3 se la prende con i Palazzi romani. Però incautamente: dietro di lui, si fa notare in molti blog, il panorama era quello di una marina con decine di yacht lussuosi. Non proprio il massimo dell'opportunità. Il buon esempio non arriva nemmeno da chi gli italiani li rappresenta, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Come scrive Fosca Bincher su Libero di domenica, C’è un solo stipendio legato a una carica elettiva che nessuna legge ha mai osato tagliare: è quello del presidente della Repubblica. Così Giorgio Napolitano quest’anno riceve duemila euro al mese in più del giorno in cui è stato eletto nel non lontano 2006. Anche quando sono state tagliate indennità e rimborsi spesa di deputati e senatori l’assegno personale del presidente della Repubblica è restato indenne. Anzi, è continuato a crescere. Era di 215 mila euro nel 2006, oggi è di 239 mila euro. In cinque anni è lievitato dell’11,26%, perfino più della dotazione del Quirinale (salita dell’8,57% nello stesso periodo). Insomma, Napolitano ha chiesto ai suoi dipendenti di tirare un po’ la cinghia, ma non ha dato il buon esempio. Per altro lo stipendio (che è di poco inferiore a quello del presidente Usa, di 280 mila euro) a Napolitano serve ben poco. Ogni suo bisogno primario (vitto e alloggio) e ogni spesa è soddisfatta a parte dal bilancio del Quirinale…

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Commenti all'articolo

  • valter29

    19 Luglio 2011 - 19:07

    La proposta di Calderoli fa parte della riforma federalista della Costituzione. Quindi non vi è niente di nuovo. Caso mai è da chiedersi perchè non è stata ancora presentata. Probabilmente per l'opposizione dei molti che perderebbero la poltrona sia di dx che di sx. Una cosa sola mi augura che Calderoli e la Lega protino avanti la proposta e riescano a farla approvare. Se viene portata in Parlamento almeno gli italiani vedranno chi la voterà e chi no e si sapranno regolare alle prossime elezioni.

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  • guglielmo donatone

    19 Luglio 2011 - 12:12

    Le è sfuggito un altro cambiamento importante: che c.... deve fare per ben SETTE anni al Quirinale il presidente della repubblica "pro longo tempore" ? Certamente sono sufficienti quattro anni per combinarne di cotte e di crude, poi..... a casa, senza l'ulteriore, costosissima buffonata del senatorato a vita. Il pisolino possono anche farlo a casa propria, mentre qualcuno gli cambia il pannolone ! Il mio nipotino (13 anni) mi chiede: nonno, ma se il P.d.R. è una garanzia per gli italiani, perché dura SETTE anni e non DUE come le garanzie degli elettrodomestici?

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  • zucchetto

    19 Luglio 2011 - 09:09

    Ne abbiamo sentite tante, alle prime prestavamo attenzione e le commentavamo compiaciuti, poi ci abbiamo fatto il callo. Ora non ci fa più ne caldo ne fraddo, chiedo scusa per la citazione ma a Roma si dice: "panza piena non penza a quella vota". A proposito di "vota", che nella citazione significa "vuota", ma in politica dovrebbe significare che la gente prima o poi VOTA, in senso che va a votare, e questo dovrebbe indurre chi è al Governo, a fare VERAMENTE ciò che annuncia altrimenti la prossima volta, la parola in questione, riprende il significato romano, perchè vorrà dire che Vuota il Parlamento dai FANFARONI. zucchetto

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  • gangisalvo38

    19 Luglio 2011 - 09:09

    da sessantanni sento ke lo stato si deve risanare, da anni ke x risanare hanno messo tante di quelle tasse ke potremmo riempire i giorni del calentario, io sono convinto ke non è l'italia da risanare ma l'intero sistema di comando, non sono altro ke papponi di ogni genere, se un membro del governo èun'impiegato a tutti gli effetti xke non usa la propria auto x andare al lavore "chiamiamolo lavoro" così sapranno cosa costa mantenere un'auto, xke non si toglie la pensione a tutti i senatori avita ke continuano a succhiare sangue, dal bilangio, vedi altre "nazioni" ingilterra, francia, germania, russia, solo in italia rimane stipendiato a vita, e pensioni anke se fanno un anno di legislatura, vergogna vergogna vergogna.

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