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Sorpresa Pisapia, ha già scaricato Vendola e la sinistra Il "nemico" Formigoni scelto come commissario Expo

Il sindaco di Milano a 'Tempi': "Servono due commissari. Uno sono io, l'altro Roberto". Solo così può amministrare la città

Sorpresa Pisapia, ha già scaricato Vendola e la sinistra Il "nemico" Formigoni scelto come commissario Expo
I due commissari, sembra il titolo di un film di Totò. Il commissario Pisapia e il commissario Formigoni. Tra questi due uomini c’è sicuramente un genio, solo che noi ancora non abbiamo ben capito chi sia.
In quell’appassionata soap opera che è l’Expo, ieri il settimanale  «Tempi» (in edicola da giovedì 21), intervistando il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, è riuscito a fargli sentenziare: «La legge dice espressamente che uno dei commissari dell’Expo dev’essere il sindaco di Milano. Quindi, per il primo commissario non ci sono dubbi (cioè: sono io, ndr). Quanto all’altro, quello che ha il compito di tenere i rapporti con l’estero - l’ambasciatore insomma - il fatto che la nomina riguardi Formigoni mi sembrerebbe giusto e corretto sul piano istituzionale». Giusto e corretto. Quindi la notizia, d’indubbio peso politico, è che non solo nella seduta del consiglio comunale milanese di giovedì 28 luglio verrà “approvato l’accordo di programma su Expo voluto da Moratti”, ma anche, probabilmente, la nomina di Roberto Formigoni a Commissario Governativo. Il quale Formigoni, col suo allure lombardista, l’erre moscia blasè e il capello sale e pepe potrà dunque assurgere al ruolo di voce e di volto, di “ministro degli esteri” di Expo nel mondo. Pisapia si terrà la cassa (secondo i pisapiani) e le rogne (secondo i formigoniani). Quindi nasce una diarchia, un accordo di spartizione di fama e di potere  che ricorda Napoleone e Talleyrand, Woodward e Bernstein, Tex Willer e Kit Carson. Quindi, ribadiamo, non abbiamo ancora inquadrato chi, nella coppia, sia il genio.
Forse entrambi. Perchè tutto ciò -osserva qualcuno- è il frutto di un’affilata strategia di non belligeranza che viene confermata dalle interviste incrociate di Formigoni a Repubblica («Pisapia è concreto e corretto, si lavorerà bene insieme») e di Pisapia a Tempi («Qualunque cosa faccia il bene di Milano, io la sottoscriverò»). Una strategia che prosegue nell’approvazione all’unanimità sulla NewCo che assegnerà le aree per l’esposizione universale nel nome dell’interesse della città perchè, in caso contrario sarebbe giunta l’Apocalisse in forma di «ingenti penali, la perdita di credibilità nazionale e internazionale e la perdita di finanziamenti fondamentali per lo sviluppo economico e sociale di Milano e del Paese». Una strategia che Pisapia fa culminare da un lato nel distacco progressivo da Sel, dalle frange della sinistra estrema che l’hanno sostenuto, e per certi versi dallo stesso Pd; dall’altro nel sostegno all’ensemble formigoniano, alla personalità e -perchè no- alla vanità del governatore. In fondo se a Milano  non hai la gioiosa macchina da guerra ciellina che ti si piazza sul cammino, be’, governi meglio. Tra l’altro, Pisapia s’è dimostrato tosto. Sempre su Tempi, da garantista, ha confermato l’invasività della magistratura nella politica («come si fa a rimanere sistematicamente alla mercè - ogni volta che c’è un appalto, un lavoro urgente, un problema che richieda decisioni immediate - di un ricorso, fondato o infondato, che blocca tutto?»). E ha bloccato, sull’onda del tripudio dei referendum ecologici, il Pgt morattiano fermando la cementificazione forsennata, pur provocando un colpo apoplettico al centrodestra, ma pazienza. Resta, Pisapia, un convinto sostenitore dell’abolizione delle province. Ha imposto alla casta di Palazzo Marino l’uso di auto blu solo in condivisione e su prenotazione, consigliando ai membri della giunta di andare in tram oppure utilizzare bike sharing e car sharing, i servizi di noleggio a disposizione dei cittadini (la Moratti utilizzava auto con autista anche solo per transumare da casa all’ufficio, trecento metri). E proprio su Expo, eludendo la diatriba tra lui e Boeri, tra gli orti e il cemento, ha estratto dei paletti per ben piantarli tra le costole dei palazzinari. Il sindaco ha, cioè, predisposto la conversione delle aree al termine dell’esposizione, con «almeno il 56% della superficie totale dei terreni, che verrà destinato a parco» mentre il resto dei terreni avrà una funzione d’uso prevista direttamente dall’accordo e interamente a servizio dei cittadini. Così la speculazione edilizia, tanto di moda a Milano, rischia di diventare un’astrazione. Non ne avremo comunque nostalgia.
D’altronde, lo stesso Expo 2015 potrà essere davvero l’occasione del riscatto per la città. Secondo uno studio elaborato dall’Università Bocconi  si stima che la produzione aggiuntiva determinata nell’economia italiana, nel periodo 2011-2020, potrà ammontare a più di 69 miliardi d’euro, incremento di valore aggiunto pari a  29 miliardi, 61.000 persone occupate ogni anno, gettito fiscale dovuto di circa 11,5 miliardi. Se va sarà così sul serio, ci strapperà l’applauso. Il fatto che ora ci sia un commissario Basettoni che in fondo controlli l’altro, è già un buon inizio... 

di Francesco Specchia

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Commenti all'articolo

  • degrel0

    20 Luglio 2011 - 11:11

    Una vera mosca bianca!

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    19 Luglio 2011 - 18:06

    Nenni, non mi stancherò mai di ripeterlo, riteneva la politica un'arte scientifica sociologica e pertanto, il Sindaco Pisapia, siccome non è un fazioso ma una persona abbastanza educata culturalmente a sviluppare opinioni ragiionate, a mio parere ha ritenuto opportuno, non per fatti personali, ma per il bene della politica e dei cittadini fare la scelya che ha fatto. Non ho che dire che:Bravo.

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  • Dream

    19 Luglio 2011 - 13:01

    nemmeno io! la sinistra ne ha ben sputato contro Formigoni!! Pisapia ci ha ripensato pure lui sull'Expo...non si doveva fare..e, se non avesse vinto l'elezioni a Milano, starebbe ancora li, a fare ostruzionismo!!! Lasciamo fare tutto a loro...domani assumerebbero pure Berlusconi.. purche' siano loro a decidere!!SUPERBI!!

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  • vivalenin

    19 Luglio 2011 - 12:12

    C'era chi dipingeva Pisapia come un estremista e scenari apocalittici nel caso fosse diventato sindaco... I fatti dimostrano quanto si sbagliasse!!!! Prima Tabacci, adesso Formigoni... Avanti il prossimo democristiano.

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