Cerca

La casta che non si taglia indaga Libero che la denuncia

Vignetta su Napolitano e inchiesta per vilipendio. Il Colle dia il buon esempio e tagli / BELPIETRO / POLETTI SU LIBEROTV

La casta che non si taglia indaga Libero che la denuncia
Caro presidente Napolitano, immagino che lei si sia molto arrabbiato per la vignetta e il servizio di Libero di ieri, che descriveva i costi del Quirinale, paragonandoli a quelli dell’Eliseo. Apprendere che i suoi uffici spendono più del doppio di quelli francesi avendo la metà dei poteri, probabilmente, le avrà fatto andare di traverso  il cappuccino. L’irritazione deve essere salita così in alto da arrivare fino alla Procura di Milano, la quale ha prontamente aperto un fascicolo, indagandomi per vilipendio al capo dello Stato.
Noi non ci conosciamo di persona, ma da quanto mi riferiscono lei è molto suscettibile, in particolare a ciò che scrivono i giornali. La qual cosa, nonostante l’immagine da nonno della patria che le hanno cucito addosso, ai miei occhi la rende una persona molto normale. Non c’è politico che ami le critiche, neanche quelle lievi e amichevoli, e lei non fa eccezione. Capi di governo, ministri e segretari di partito vorrebbero che di loro si dicesse sempre bene, magnificandone le gesta.
Purtroppo, nel nostro caso, c’è poco da magnificare. Basta leggere i dati di bilancio del Quirinale per rendersi conto che negli anni nulla è cambiato. Nonostante le promesse, la cifra spesa per gestire il palazzo che ospita la presidenza della Repubblica continua a essere faraonica. Quasi 230 milioni di euro, con circa duemila dipendenti, metà dei quali appartenente alle forze dell’ordine, gli altri invece costituiti da impiegati, valletti giardinieri e altro personale di servizio. Tra il 1996 e il 2006 l’aumento degli addetti che vi lavorano è stato del 35 per cento, mentre le spese, depurate dall’inflazione e quindi reali, sono cresciute del 61 per cento. Intendiamoci: non è che questo è successo per colpa sua. Lei sta sul Colle da cinque anni e non le si può imputare ciò che è accaduto prima. Il problema è però che da quando lei ricopre l’importante incarico poco è cambiato. I dipendenti continuano a essere più di duemila e le spese il doppio di quelle di Sarkozy. Come vede non sfioro neanche la questione dell’assegno che le spetta, che pur essendo congruo (poco meno di 240mila euro lordi l’anno) nel bilancio del Palazzo incide per pochi spiccioli e non penso che alla sua età il suo interesse sia economico. Mi limito a osservare che, nonostante gli sforzi, la residenza del capo dello Stato italiano costa più di quelle dei suoi omologhi europei, palazzi reali compresi.
Ora, io non voglio darle dispiaceri, né farle andare di traverso il cappuccino. Tanto meno mancarle di rispetto: se le è parso che così fosse, anzi, me ne scuso. Il  problema è che il nostro Paese è vissuto per troppo tempo al di sopra delle proprie possibilità. I governi hanno speso a mani basse pur di mantenere il consenso. Senza mai preoccuparsi di dove trovare le risorse, hanno comprato il favore degli elettori, con il risultato che oggi ci troviamo uno dei debiti pubblici più alti del mondo e la prospettiva piuttosto concreta di una bancarotta nazionale. Dopo quanto è successo in Grecia, chi ha un grammo di cervello a questo punto ha capito che non è tempo di tergiversare e nemmeno di scherzare: è ora di ridurre le spese, rinunciando a ciò che non ci possiamo più permettere.
So bene che scriverlo è facile, mentre tradurlo in pratica è un altro paio di maniche. Come si spiega alle persone che per anni hanno occupato un posto creato dalla lottizzazione che ora quel lavoro non c’è più e devono cercarsene un altro? Come si convincono migliaia di persone che campano di politica a cercarsi un altro sistema per sbarcare il lunario? Come, soprattutto, si evita di gettare denaro dei contribuenti in opere inutili?
Qualsiasi governo si sia azzardato a toccare la questione ha rischiato di lasciarci le penne, tanto è vero che nessuno si è mai seriamente messo all’opera per rimettere ordine nelle spese. È proprio per ciò mi rivolgo a lei. Un capo dello Stato non ha nulla da temere. Non rischia la poltrona in quanto non è eletto:  anche se scontentasse qualcuno, a fine mandato avrebbe sempre il posto da senatore a vita assicurato. Dunque non deve  badare ai sondaggi e agli umori degli elettori. Avendo ormai raggiunto un’età che la mette al riparo dalle tentazioni, lei non ha neanche la necessità di far carriera o di garantirsi una tranquillità economica per la propria vecchiaia. Né deve far felice il suo partito o chi l’ha nominata. Diciamo insomma che lei è nella condizione ideale per prendere una decisione.  E la decisione che le chiedo è quella di tagliare i costi del Quirinale. Non l’uno per cento fra due o tre anni, ma il dieci subito. Rinunci a qualche auto, ai collaboratori, agli aumenti, riduca le spese generali. Insomma, sfoltisca tutto ciò che può sfoltire. Lei può farlo, basta che lo voglia. Se mi rivolgo a lei e non a Fini o a Schifani, è perché il Quirinale non deve rendere conto a un migliaio di deputati che non hanno nessuna voglia di rinunciare a un euro. E poi perché lei è il capo dello Stato, cioè il rappresentante di tutti noi italiani. Dia l’esempio, signor presidente. Vedrà che altri seguiranno. E il Paese gliene renderà merito: sarà considerato il primo politico che ha avuto il coraggio di stringere la cinghia. E, sia detto con il dovuto rispetto, in un Paese di onorevoli papponi non è cosa da poco.

di Maurizio Belpietro

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • silvano_agg

    26 Luglio 2011 - 15:03

    Rientro oggi in Italia . La ringrazio per l' ammirevole servizio che sa offrire ai lettori. Le sinistre dell' ingiustizia ne hanno fatto, continuano a fare i loro portabandiera. Hanno saputo seminare negli anni e ora raccolgono l' infatuazione di certi magistrati. Ma il vento sta cambiando grazie ai Grandi giornalisti come Lei. Mi lasci esprimerLe tutta la mia simpatia ed il riconoscimento della Sua pregiata professionalità.

    Report

    Rispondi

  • gicchio38

    23 Luglio 2011 - 11:11

    C aro presidente Napolitano, immagino che lei si sia molto arrabbiato per la vignetta e il servizio di Libero di ieri, che descriveva i costi del Quirinale, paragonandoli a quelli dell’Eliseo. Apprendere che i suoi uffici spendono più del doppio di quelli francesi avendo la metà dei poteri, probabilmente, le avrà fatto andare di traverso il cappuccino. L’irritazione deve essere salita così in alto da arrivare fino alla Procura di Milano, la quale ha prontamente aperto un fascicolo, indagandomi per vilipendio al capo dello Stato. ED ECCO PRONTA LA PROCURA DI MILANO CHE, PUR OBERATA DI LAVORO COL LA PIA ILLUSIONE DI AFFOSSARE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SILVIO BERLUSCONI, HA SUBITO APERTO UN FASCICOLO "MA QUESTE PROCURE NON SONO CARENTI DI CARTA - PENNE E QUANT'ALTRO DI CANCELLERIA? OPPURE SE LA COMPERANO CON DENARO PROPRIO??? SEMPRE PRONTA AD APRIRE FASCICOLI QUANDO VI SONO GLI INTERESSI DI BERLUSCONI E' DI UNA FAZIOSITA' ESTREMA. UN GIORNO DOVRANNO RENDERE CONTO AL POPOLO ITALIANO.

    Report

    Rispondi

  • Satanasso

    21 Luglio 2011 - 18:06

    Eliminare una volta per tutte la CASTA? Una bella BOMBA a Palazzo Chigi, o andare tutti in piazza,aspettare che escano,e picchiarli a sangue,presidente Napolitano compreso...fanno tutti schifo ! Ci vorrebbe un bel COLPO DI STATO. Adesso basta !!! P.S. Per LIBERO : Grazie perchè pubblicate sempre tutto...le altre testate serve di regime (Corrierer della Sera,Il Mattino, Repubblica,Il Messaggero ecc...) adottano una censura come quella bulgara ai tempi dell'URSS !

    Report

    Rispondi

  • TOMMA

    21 Luglio 2011 - 13:01

    Purtroppo ieri sono stato impegnato e posso testimoniare il mio -da sempre- profondissimo affetto per il direttore. Per la coerenza sempre dimostrata meglio anche di Feltri, Belpietro è il più grande DIRETTORE di quotidiano che ci sia stato negli ultimi cinquant'anni. Voglio ringraziarlo per per tutto quello che fa.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog