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Papa agli arresti, Tedesco no Cav: "Trappola per colpirmi"

La Camera dà l'autorizzazione a procedere contro il deputato Pdl (che si è già costituito in carcere), la Lega disobbedisce a Berlusconi che sbotta: "Vergogna, lo sacrificano per buttarmi giù". Senato, democratico salvo. Garantismo a senso unico

Papa agli arresti, Tedesco no Cav: "Trappola per colpirmi"
Sottilissimo il confine tra la pretattica e la figuraccia, tra la strategia e il tradimento. Camera e Senato regalano minuti di tensione e sorpresa e alla fine, dopo lo scrutinio segreto, il verdetto è choc: sì all'arresto di Alfonso Papa (319 sì, 293 no), no a quello di Alberto Tedesco (151 no, 127 sì). E' il garantismo a targhe alterne dell'opposizione, bellezza. Piange il Pdl, nicchia la Lega: ha salvato la faccia davanti ai propri elettori, ma ha ancora una volta strappato con il partito del premier Silvio Berlusconi, che voleva salvare il proprio deputato. Il Pd ride, ma non fino in fondo: anche i democratici, a Palazzo Madama, si sono spaccati. Forse il salvataggio del proprio senatore non sarà indolore, ma intanto ha avuto successo il trappolone a governo e maggioranza. Il Cavaliere esce da Montecitorio un minuto dopo l'esito. E' infuriato e dopo aver saputo del verdetto su Tedesco sbotta: "L'abbiamo salvato, siamo noi gli unici veri garantisti. Quello che è successo alla Camera è una vergogna. Sacrificano lui - ha concluso - per buttare giù me".

Gelo Pdl-Lega - Papa, che si era detto sereno, alla fine è amareggiato: "Mi sento un prigioniero politico, sono vittima di un grandissimo abuso".
In serata, ha annunciato il suo legale Giuseppe D'Alise, il deputato si è recato in carcere per costituirsi. "Ora voglio portare avanti una battaglia sulla legalità: se la la dovrò portare avanti da detenuto la porterò avanti anche da lì", ha quindi aggiunto in diretta Papa a La Zanzara, su Radio 24.  Berlusconi, come detto, è imbufalito. Ce l'ha con l'Aula (dopo il voto ha sbattuto il pugno sul tavolo), con il Pd giustizialista ma soprattutto con la Lega. E mentre l'opposizione gongola (per Pier Luigi Bersani "il richiamo al vincolo di maggioranza non funziona più") si tratta ora di fare la conta su chi ha tradito. Prova a dare una mano il numero 2 democratico, Dario Franceschini: "Duecentosei deputati del Pd su 206 hanno votato in modo compatto mentre trenta deputati di maggioranza hanno votato per l'arresto". Dito puntato, dunque sul Carroccio. Il coordinatore Pdl Ignazio La Russa svicola ("Lascio la parola ad altri"), il Cav si chiude nella sala del governo con il ministro della Giustizia Angelino Alfano e poi annuncia: "Venerdì parlerò con Bossi in Consiglio dei ministri". Imbarazzo tra i leghisti, anche se il capogruppo Marco Reguzzoni ha mostrato ai giornalisti la foto del suo voto favorevole all'arresto di Papa fatta con il telefonino. Non tanto per vantarsi, quanto per contestare la notizia scritta da un'agenzia che riferiva che egli avrebbe tenuto la mano leggermente discosta dal dispositivo di voto. Quest'ultimo ha il tasto per votare sì sulla sinistra, quello per votare no a destra, e al centro il tasto per l'astensione. "Prima di fare una querela - ha detto Reguzzoni - voglio spiegare al vostro collega che ha scritto una sciocchezza", ha detto ai cronisti in Transatlantico. Non sarà altrettanto facile spiegare l'accaduto a Berlusconi.

Sorpresa alla Camera - Montecitorio consegna Papa agli arresti. La Camera ha deciso per l'autorizzazione a procedere per il deputato Pdl implicato nell'inchiesta napoletana sulla P4: 319 sì, 293 no. Decisiva, dunque, la posizione della Lega che ha votato sì all'arresto, in contrapposizione al "no" annunciato dal Pdl. L'opposizione aveva denunciato un presunto "patto scellerato" tra Lega e Pdl: al Carroccio le concessioni sul decreto rifiuti, al partito del premier Silvio Berlusconi la salvezza dello stesso Papa, anche grazie al voto segreto. Nulla di più falso, lo testimoniano i numeri. Il ministro degli Interni Roberto Maroni, subito dopo il verdetto, ha commentato: "Siamo stati coerenti". Ma a quale prezzo? Pochi minuti prima del voto, un preoccupato Silvio Berlusconi era arrivato in Aula e aveva incitato i suoi a reagire ai continui schiaffi della magistratura (l'ultimo al Pd, con l'inchiesta su Filippo Penati), come ai tempi del 1992: "Fermiamo questa escalation di arresti, l'attacco giudiziario va contenuto". Non è bastato, la Lega alla fine ha tenuto duro anche se la ballerina posizione manettara di Bossi non ha forse convinto tutti. Nervi tesi, tesissimi. In Transatlantico si rischia addirittura la rissa tra Enzo D'Anna (Pdl) e Angelo Cera (Udc), divisi da commessi e dal Pier Ferdinando Casini.

... e pure al Senato
- Pochi secondi dopo il verdetto della Camera, arriva quello di Palazzo Madama. Ed è, se possibile, una sorpresa maggiore. Vincono i no all'arresto del senatore Pd Alberto Tedesco: 151 voti contro i 127 sì. Il dato singolare è che sia Tedesco sia il suo partito si erano detti favorevoli all'arresto, prima della seduta. E invece una parte dei democratici si è unita alla maggioranza del centrodestra, anche se è possibile che anche in questo caso una parte di leghisti, a loro volta, abbiano passato la staccionata. Uno scenario difficile da decifrare a caldo, che avrà ripercussioni poi. Nel frattempo, è rissa anche in questo ramo del Parlamento: il senatore del Pdl Domenico Gramazio e quello del Pd Paolo Giaretta si scambiano insulti e quasi arrivano alle mani. Gramazio ha apostrofato l'esponente democratico con un sonoro "Stronzo, pezzo di m... Non ti permettere", Giaretta ha provato a spiegare: "Io ho solo difeso la senatrice Soriani perché veniva insolentita da questo signore". Tutti guardavano al Parlamento aspettandosi risposte di serietà e compostezza, per smentire la nomea di Casta. Sono rimasti delusi, ancora una volta.

Rinvio su Milanese - E in mattinata gli onorevoli avevano ancora dato prova di timori e incertezze con la decisione sul caso Milanese. Sebbene lo stesso deputato Pdl avesse richiesto martedì il via libera per i magistrati della Procura di Napoli all'acquisizione delle sue cassette di sicurezza e tabulati telefonici, la Giunta per le autorizzazioni a procedere ha preferito rinviare alla prossima settimana la decisione sul caso, su proposta del relatore Fabio Gava. Un problema in meno nel giorno delle manette.

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  • savj

    21 Luglio 2011 - 11:11

    Come volevasi dimostrare la sinistra a parole per la legalità, salva poi un suo compagno ladro, indagato per fatti ormai accertati di malasanità in Puglia, approfittando del voto segreto e mettendosi d'accordo per far votare 24 senatori per il no all'arresto. Ecco spiegato la tracotanza di Tedesco nel suo intervento prima delle votazioni perchè convinto di avercela fatta con l'appoggio della maggioranza, da sempre garantista, più qualcuno dei suoi compagni giusto per essere sicuri. Pronta poi a votare compatta per l'arresto del deputato Papa, coinvolto in tutt'altra vicenda poco chiara, in nome della giustizia in apparenza, ma per colpire Berlusconi ed il Governo nella realtà. Ebbene questo doppiopesismo, questa difesa della legalità solo di facciata, questo giustizialismo strumentale è a dir poco schifoso e vergognoso. Spero che gli italiani intelligentemente si accorgano di quanto sia sporco questo gioco fatto sulle spalle di qualche povero malcapitato e capiscano.

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  • ginevra17

    21 Luglio 2011 - 11:11

    ... insomma.. la vogliamo finire di perder tempo a litigare .. e perdere tempo prezioso... le persone aspettano un cambio di marcia... dal governo ...per affrontare temi ben più importanti...rinnovamento...rivoluzioni strategiche...in primis... abbattimento delle caste....finchè continueranno ad occuparsi di mondezza di napoli...arresti... ed altri particolari... assolutamente ininfluenti... per questa fase di criticità... popolare.... i cittadini... continueranno ad essere arrabbiati ed infischiarsene delle sorti nei confronti dei politici... se pur fomentate dalla magistratura...

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  • freefaber

    21 Luglio 2011 - 08:08

    Abroghiamo le misure cautelari...anche quelle reali, almeno togliamo il problema alla radice e diventiamo il primo paese al mondo in quanto a garantismo! Che bel momento che viviamo...! Una buona giornata a tutti i lettori.

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  • marsil

    21 Luglio 2011 - 08:08

    Il caso Papa si presta ad alcune considerazioni: 1) La maggioranza ormai sta cedendo e l’unico collante è la consapevolezza, da parte dei vari Scilipoti, che la prossima tornata elettorale li vedrà fuori dal Parlamento. 2) Il berlusconismo, quel misto di spacconeria ed arroganza che tanto ha impressionato il popolino, è finito. Il suo partito si sta sfaldando, preda delle lotte intestine, nello stile della peggiore DC. La parabola discendente di berlusconi non si arresta. La gente ormai non crede più alle sue promesse, non avendone mantenuta nemmeno una. 3) L’Italia è stata tradita da chi prometteva di risolvere i problemi senza mettere le mani in tasca ai contribuenti, ma che alla fine ha dovuto pesantemente fare ricorso al portafoglio della povera gente per non colpire i ricchi e, quindi, sé stesso. 4) Il sogno leghista è tramontato. Senza essere riusciti ad ottenere né la secessione né un vero federalismo, sono in preda ad una sanguinosa faida interna, che vede contrapposti Maroni e Bossi. La decisione di votare a favore dell’arresto di Papa è la vittoria di Maroni: Bossi in tre giorni ha dato tre risposte diverse, cercando di cavalcare la tigre della indignazione della base. Non è un caso che non si è visto al parlamento. Quanto prima si arriverà al “redde rationem” e verrà messo da parte, diventando un simbolo di un passato ricco di speranze di speranze e di un presente pieno di delusione e rabbia.

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