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Rifiuti, il governo si spacca Decreto va in Commissione

Alla Camera maggioranza sotto due volte. Scoppia il caso Prestigiacomo: lei favorevole a mozioni opposizione, gli altri ministri no

Rifiuti, il governo si spacca Decreto va in Commissione
Passa una mozione dell'Idv sul decreto rifiuti e il governo va sotto alla Camera. E poi va sotto ancora. Alla fine, il tribolatissimo decreto torna in Commissione, come richiesto dal relatore Pdl Agostino Ghiglia (l'opposizione si era detta contraria) ma non sarà semplice risolvere la pratica. A fare notizia, infatti, è soprattutto la frattura tra maggioranza e ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. I deputati votano no, il ministo dà parere favorevole alla mozione dei dipietristi e poi si astiene, ma poco cambia:  287 no, 296 sì, 6 astenuti. E dai banchi dell'opposizione è partito il coro "Dimissioni, dimissioni".

Appello nel vuoto - A poco è servito il richiamo all'ordine ai suoi del capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto pochi minuti prima della seduta a Montecitorio: "Chi non è in Aula raggiunga al più presto i banchi, a breve votazioni importanti". Si votano mozioni e rinvio del decreto sui rifiuti, il governo non può sbagliare. E invece sbaglia. Il ministro Prestigiacomo si schiera apertamente contro la linea degli altri ministri (che votano compatti per il no). La segue una parte dei deputati di maggioranza, che ascolta il suo parere favorevole e vota sì, come l'opposizione. La Prestigiacomo, invece, si astiene. Una piroetta che stupisce anche il presidente Gianfranco Fini: "Ricordo ai colleghi che il governo aveva reso parere favorevole...", ha commentato il presidente della Camera. Stessa scena sulle altre mozioni: anche quando il ministro Prestigiacomo ha reso parere favorevole, maggioranza e membri del governo hanno votato contro. Il Pdl ha ritirato la propria mozione. Insomma, una figuraccia. E il democratico Walter Veltroni può tornare alla carica: "Con quello che sta accadendo fuori di qui, quanto sta accadendo in quest'aula dovrebbe indurre ad un atto di responsabilità. C'è un governo che dichiara un'indicazione e poi lo stesso governo si comporta in modo diverso. E per l'ennesima volta siamo di fronte all'evidenza dell'assenza di una maggioranza".

La straetegia della Lega - E sì che in mattinata si erano aperti spiragli per uscire dal pantano. Il decreto-rifiuti va verso il ritiro. Troppo alto, infatti, il rischio frattura tra Pdl e Lega. Più che ritiro, precisa il capogruppo della Lega Marco Reguzzoni, "verso la decadenza dei termini", cioè il 30 agosto (con entrambi i passaggi a Camera e Senato ancora da espletare). Spunta così l'ipotesi di un nuovo provvedimento anche per evitare di lasciare "margini di ambiguità legislativa" dopo l'ordinanza del Consiglio di Stato che ha sospeso l'ordinanza del Tar del Lazio sul blocco del trasferimento automatico dei rifiuti nelle altre Regioni.

Nuovo testo - Le posizioni tra Pdl e Carroccio rispetto al testo attuale appaiono ogni giorno di più inconciliabili. La Lega dice no all'abrogazione del comma 1 dell'art.1 in cui si deroga al divieto di trasferimento fuori regione della spazzatura a cui serve, però - si legge nel testo del decreto alle ultime due righe - il "nulla osta" della regione di destinazione. Una battaglia territoriale, spiegano in via Bellerio: i rifiuti della Campania devono restare in Campania o tutt'al più nelle regioni limitrofe e non certo arrivare in Lombardia. Il 'via libera' dato dal Consiglio di Stato, però, non garantisce secondo Reguzzoni le necessarie "garanzie legislative". Il rischio è che, approvando quel decreto, si finisca per scaricare la grana sulle spalle del Nord, magari in quella settimana di "vuoto" tra 1 settembre e 6 dicembre (giorno in cui è attesto il giudizio di merito). Il problema è che a premere per una redistribuzione equa (spalmare cioè la monnezza tra più Enti possibili, per risolvere il problema celermente) è una componente fortissima del Pdl, quella campana (Cosentino, Russo e Cesaro i più agguerriti). Anche con un nuovo testo, l'intesa non sarà facile.

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Commenti all'articolo

  • eaman

    20 Luglio 2011 - 22:10

    E sia ben chiaro che se vogliono smaltire i rifiuti in Svezia o altrove si devono pagare tutto da loro.

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  • eaman

    20 Luglio 2011 - 22:10

    Il ministro competente fa una proposta in parlamento e il governo gli vota contro! Si dia inizio al conto alla rovescia...

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  • spalella

    20 Luglio 2011 - 16:04

    Personalmente sono fermamente contrario a dare ai napoletani anche il minimo aiuto. Oggi, dopo decenni di vita al limite del civile, hanno l'opportunità di CAPIRE BENE SULLA PROPRIA PELLE che non si vota per amministratori che non hanno nè arte nè parte, che si deve pretendere dagli amministratori un RISUTATO MEDIO pari al resto del paese. Hanno l'opportunità di capire che i partiti alle elezioni non presentano CANDIDATI CAPACI, ma solo candidati che portano voti ma che non hanno capacità. Hanno l'opportunità di capire oggi i napoletani una LEZIONE SOFFERTA E QUINDI PIU' CAPITA di come i cittadini devono controllare i loro dipendenti che li amministrano. Oggi i napoletani possono trasformare una tragedia in un salto di qualità sociale che gli rimarrà per sempre.

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  • paperino1954

    20 Luglio 2011 - 16:04

    Fini:ricordo alla maggioranza che il governo aveva dato parere favorevole! ahahahhahah,gia' ciucchi di primo mattino?

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