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Papponi di Stato, puntata 2 Quelle tesserine dei miracoli

L'Italia e la Casta. Riproproniamo l'inchiesta di Scaglia e Poletti pubblicata da Libero nel 2008. Nulla è cambiato

Papponi di Stato, puntata 2 Quelle tesserine dei miracoli
Era il 2008, sembra oggi. Riproponiamo a puntate l'inchiesta di Andrea Scaglia e Roberto Poletti Papponi di Stato. Un viaggio tra privilegi, guadagni e pigrizie dei signori del Palazzo pubblicato da Libero nel 2008. Triste a dirsi, ma tra la Casta di allora e quella di questi giorni non è cambiato nulla.



La seconda putata: Le tesserine dei miracoli

Guardo e riguardo il tesserino e mi sento un re. L’ho appena ritirato: copertina rigida, bordeaux, con stampigliata la scritta “Camera dei deputati”, somiglia un po’ a quello dei giornalisti, l’altra casta cui appartengo. Certo, il fotografo ufficiale di Montecitorio non è che abbia fatto un capolavoro, ma in effetti sono io che non vengo granché bene, e poi non mi riconosco, mi sembra quasi d’essere mascherato. Vabbè, chissenefrega,mi consolo con la medaglietta d’oroda deputato, c’è su scritto il mio nome, midicono che la cita anche Pirandello, controllo ed è vero, “Brancolino brancicava con le dita irrequiete la medaglietta da deputato appesa alla catena dell’orologio...”. Io la tengo nel portafogli. Passeggio per il Transatlantico ostentando nonchalance, anche se ancora non mi sono abituato. Vedo un drappello di cronisti parlamentari che taccuini alla mano accerchiano non so chi, passo oltre. Poi noto tre colleghi deputati chesembra stiano giocando a figurine, uno lo conosco, mi avvicino.
«E questa ce l’hai?».
«Sì, certo».
«E quest’altra?».
«Ma no, non vale più, l’hanno abolita».
«Eh, ma io la uso ancora...».
Guardo meglio, e non sono figurine, ma tessere. Tesserine tipo le carte di credito, necessarie per godere di questo beneficio o quell’esenzione.Ascolto, cerco di capire, mi faccio spiegare. C’è poco da fare il moralista: questa è la dotazione dell’onorevole, “alla fine sono strumenti di lavoro”. Mi vengono in mente le mie trasmissioni contro i privilegi dei politici, ma affronto la miacoscienza con decisione, “oh, è un mio diritto, io sono qui per fare l’interesse della gente, è giusto che possa disporre di queste cose, e poi in questo modo non siamo ricattabili, giusto?”. E insomma, passa neanche un minuto e la coscienza è già diventata complice. Sentirmi in colpa? Giusto un filo, ma mi hanno detto che poi passa. Comunque, comincio il giro. Prima tessera da ritirare è quella con cui si vota in Aula. Fondamentale, dunque. Ma mica solo per questo. Serve anche per mangiare e bere al ristorante di Montecitorio o al più informale self-service oppure alla buvette, il mitico bistrot extra-lusso dai prezzi che nemmeno in una trattoria di ultima. Il conto te lo scalano dallo stipendio, ma non si rischia certo di andare in rovina: grazie allo speciale trattamento riservato a noi deputati, con 10 euro si mangia eccome, anche se il costo reale per le casse statali è di circa 90 euro a pranzo.

Che vuoi che sia, d’altronde sono un Verde: l’alimentazione prima di tutto, i soldi vengono dopo. Ma attenzione a non dimenticare la card da qualche parte, che poi qualcuno dei colleghi te la usa per mangiare e bere a sbafo, salvo poi scusarsi - “ah, ma allora questa è tua?” - quando lo scopri. Esagerazione? Sarà, ma a me è capitato. La tesserina in questione serve anche per l’aereo gratis. Basta esibirla in qualunque biglietteria d’aeroporto per fissare il volo senza sborsare un centesimo, altrimenti vai direttamente all’agenzia di viaggi interna al Parlamento, che è anche più comodo. A proposito di aeroporti, la Sea, società che gestisce quelli milanesi di Linate e Malpensa, provvede direttamente a inviarmi la tessera che permette di parcheggiare l’auto negli spazi riservati, “parcheggio vip Adi Linate e parcheggio Vip dei terminal 1 e 2 di Malpensa”. Naturalmente anche il treno è gratis a vita, ma lì basta il documento da parlamentare. Meglio, così non spreco un altro spazio nel portafogli. E comunque, sulle onorevoli trasferte ci torneremo.E l’autostrada? Per quella devo farmi dare un altro documento, il tesserino Aiscat: arrivi al casello, lo sventoli in faccia all’addetto – o lo inserisci nella fessura apposita tipo bancomat,che è anche meno imbarazzante - e d’incanto la sbarra si alza. Volendo, puoi richiedere anche un Telepass, quel piccolo marchingegno che permette di oltrepassare le barriere autostradali senza nemmeno fermarsi: il bello è che puoi installarlo sull’automobile che vuoi, anche quella della nonna. In realtà, è un servizio a pagamento ma poi te lo rimborsano. A me non serve. Per quanto riguarda la circolazione in città - e insomma, questo traffico è diventato insopportabile, non vorrete mica che il nostro lavoro di parlamentari sia intralciato da file interminabili, no? -, per circolare in città, dicevo, possiamo naturalmente utilizzare le corsie preferenziali, a Roma e
a Milano. Nella Capitale c’è anche stata un po’ di polemica, perché i permessi per entrare in centro, nella Zona a Traffico Limitato (la ZTL), sono stati ridotti. E c’è chi si è arrabbiato.
L’onorevole Riccardo Pedrizzi, per esempio, che ha inviato a tutti i parlamentari una lettera su carta intestata “Camera dei deputati - Commissione finanze”, in cui s’invitava a sottoscrivere una protesta poiché «le nuove disposizioni penalizzano oltremisura tutti i parlamentari che vedono condizionati i loro movimenti». E perché? Perché un tempo ciascun deputato o senatore poteva estendere il proprio permesso ad altre due targhe, cosa adesso non più possibile. «È evidente che non vogliamo sottrarci all’obbligo di introdurre nel centro storico non più di una singola auto per volta, ma solo avere la possibilità di utilizzare a seconda delle esigenze l’auto di cui si dispone». Ben detto. «E la tessera Coni?». La tessera Coni? E a che cosa mi serve? «Per andare gratis alla partita». A parte che il calcio non m’interessa, ma non era stato cancellato, quel meccanismo? «Ma no, che con quella allo stadio ci entri sempre. E anche alle altre manifestazioni sportive». E allora va bene: faccio richiesta della tessera Coni, che subito mi arriva. C’è da dire che san Montecitorio si premura di accompagnarci dentro la vita parlamentare, nel cuore dello Stato, evitandoci qualunque preoccupazione. Privilegi? Ma no, è per poterci concentrare solo sul miglioramento della vita dei cittadini. Quella rottura di scatole che è la dichiarazione dei redditi, per esempio: niente commercialista né conseguente parcella. “Caro collega – mi scrivono i deputati questori – abbiamo il piacere di informarti che anche quest’anno è stato organizzato un servizio di assistenza fiscale”. In teoria trattasi di “consulenza”, in pratica il modulo me lo compilano loro. E devo anche sbrigarmi, perché fra pochi giorni scade il termine. Metti poi che non ti senti bene, e scusate se è poco onorevole, ma qui mi tocco. In ogni caso, nessun problema: c’è la Card Medital, che garantisce un servizio medico d’urgenza “24 ore su 24, 365 giorni l’anno, ovunque si trovi nel territorio in cui è operativa la struttura Medital”, basta chiamare il numero verde 800.65.25.85. Struttura privata, che fa parte della Europ Assistance Italia spa. Dunque paga lo Stato, cioè i cittadini, e ne usufruiamo noi deputati (speriamo il meno possibile).

Ma un parlamentare moderno, un politico al passo coi tempi, dove va se non è capace di usare il computer? Pronti: ecco il corso d’informatica, gratuito. E le lingue? Per quelle ci sono le lezioni private e individuali. Con insegnante madrelingua, a qualunque orario e in qualunque luogo, anche a casa. Manco a dirlo, paga lo Stato. Si può scegliere l’idioma che si preferisce: inglese, francese, tedesco, ma anche russo e giapponese. Sì, giapponese. È quello che ho scelto io, già sapevo che ci sarei andato in missione parlamentare. E poi, l’Oriente è sempre stato la mia passione. Dunque, contatto la bravissima Asako Ishihara, che m’insegna i rudimenti per comprendere che cosa si dice a Tokyo e dintorni. In realtà un anno e mezzo dopo la mia elezione, viste le inchieste giornalistiche e l’incazzatura montante dell’opinione pubblica, viene recapitata una circolare dall’ufficio di presidenza. In sostanza, si dice che “occorre dare un segno, d’ora in poi almeno i corsi di lingua ce li dobbiamo pagare”. Quanto? Otto euro all’ora, quando ai comuni mortali una lezione individuale costa almeno il quadruplo. Comunque, per incanto, i parlamentari aspiranti multilingue quasi scompaiono. Perché poliglotti va bene, ma soltanto se è gratis. Un’altra cosa che subito mi dà la misura del nuovo mondo in cui sono entrato è quel sottobosco di negozi e aziende, romane ma non solo, che s’incuneano nella posta elettronica per offrire
sconti e facilitazioni e promozioni. Ho appena attivato la mia nuova e-mail da deputato che cominciano ad arrivare avvisi a decine. C’è la sartoria che si offre di confezionarti l’abito su misura con lo sconto del 40 per cento, l’ottico che su occhiali da vista e lenti a contatto ha pensato per il “gent.mo onorevole” a una riduzione di prezzo del 30 per cento, l’Associazione parlamentare amici delle nuove tecnologie presieduta dal sempre impegnatissimo Franco Grillini che “appronta una convenzione con l’azienda leader nella produzione di palmari e cellulari” e garantisce uno sconto del 10 per cento, la casa automobilistica straniera che “comunica di poter praticare particolari condizioni per l’acquisto di autoveicoli nuovi presso la rete dei concessionari”. Per i libri, 20 per cento in meno su ogni titolo, fino al 30 per cento sui tomi universitari, che così l’onorevole spende meno anche per far studiare il figliolo.

Potrei continuare per pagine e pagine, ma ci siamo capiti. Telefono a un amico, gli racconto i miei primi giorni da deputato. «Eh, Roberto - mi prende in giro -, vedrai che a forza di star seduto alla Camera e con tutti ’sti benefit, ti verrà una pancia grande così». Ma va, rispondo, io ci tengo, alla forma fisica. A parte che, per ritemprarsi nelle pause di quello che al di là di tutto prevedo essere un lavoro comunque duro e frenetico, c’è anche una sauna, proprio sotto l’Aula, neanche tanto grande ma ben attrezzata. E poi ci sono le mille attività organizzate dal Circolo Montecitorio, quello di via Campi Sportivi, poco lontano dal Foro Italico. «È un po’ il nostro dopolavoro - spiego al mio amico - ma non immaginarti un circolo da ferrovieri. È un club elegante, roba di lusso». C’è il campo da calcetto, quello da golf, palestra, piscina, basket, tennis. Poi ristorante e club-house. Certo, l’ambiente
può apparire un po’ retrò: oltre ai deputati in carica, per cui l’iscrizione è gratis, è frequentatissimo
dagli ex, che pagano una quota di ben 24 euro al mese. A volte qualcuno esagera, come quel compleanno di non so chi, con gli amici - «esterni all’amministrazione di Montecitorio», si scusa per lettera il festeggiato - che gli fanno trovare una lap-dancer, una di quelle ballerine che in genere si esibiscono dimenandosi intorno a un palo, e questa allieta i cento invitati con uno strip da mozzare il fiato. Ma queste sono goliardate. Il Circolo, in realtà, è necessario al benessere psicofisico di noi deputati, e anche dei senatori. E le iniziative più interessanti ci vengono comunicate con circolari indirizzate proprio agli “Ill.mi Senatori e Deputati”. Come il corso di Pilates, sistema di allenamento che migliora la fluidità dei movimenti e anche il “coordinamento fisico e mentale”, che quando c’è da votare altroché se è importante. E questa cos’è? Ah sì, questa è interessante. «Caro collega - mi scrive l’onorevole Pierluigi Mantini - anche in vista dei Campionati Europei Parlamentari di Tennis, che si terranno in Romania, è opportuno riprendere un programma di incontri e di allenamenti, per i quali sono disponibili i maestri presso il Circolo Montecitorio. Sembra anche utile programmare un torneo che consenta di valutare i nuovi parlamentari (ehi, sta parlando di me!...) al fine di allestire al meglio le squadre. Per discutere su questi temi, si terrà una riunione presso gli impianti sportivi del Circolo, a cui abbiamo il piacere di invitarTi. Seguirà buffet». Naturalmente.

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Commenti all'articolo

  • sparviero

    21 Luglio 2011 - 09:09

    Tutti gli elettori uniti devono fare qualcosa , appuntamento alle prossime elezioni . Chiunque salga al potere , deve dichiarare nel programma tagli della politica .Stipendi , personale, privilegi ecc...ecc

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  • ottina

    20 Luglio 2011 - 21:09

    Ora che sta montando la rabbia di tutti gli ialiani, presi dalla vergogna si toglieranno qualche miserrimo balzello giusto per farci credere che hanno fatto qualche cosa, ma attenti non dobbiamo cadere nel tranello, questi con quello che si sono già messi da parte devono ridursi tutto e costare come un deputato della Lestonia altrimenti non votiamo più!!!

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  • giggino1977

    20 Luglio 2011 - 19:07

    Nel 2008 otto non scattavano le indagini per rivelare certe nefandezze della casta, mentre oggigiorno bisogna stare molto attenti a misurare bene le parole, le penne, le tastiere e addirittura matite e pastelli. Il regime giudiziario castigatore comunista è sempre pronto a segare chiunque abbia simpatie pendenti a destra. Occhio ! ...Belpietro indagato per vignettismo ? E vauro che deve prendere direttamente l'ergastolo ? Povera democrazia ! ...Le brigate rosse almeno ti mettevano orizzontale sottoterra e finiva tutto lì, certi pm ti uccidono senza ucciderti, arrecando sofferenze perpetue alle loro vittime.

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  • spalella

    20 Luglio 2011 - 16:04

    Dal 2014 dovremo pagare l'irpef sulla PRIMA CASA..... mi viene da vomitare, evorrei farlo addosso ai politici.

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