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Non è Libero a ispirare alla gente l'odio per il Palazzo Sono i politici, che promettono e non mantengono

La Casta s'arrabbia ma la colpa è dei demagoghi alla Di Pietro, che 5 anni fa voleva tagliare i parlamentari / BELPIETRO

Non è Libero a ispirare alla gente l'odio per il Palazzo Sono i politici, che promettono e non mantengono
Come i lettori di Libero sanno, alla Casta non abbiamo mai fatto sconti, anche a prezzo di qualche denuncia come quella di cui abbiamo dato conto ieri. E quando è stato necessario oltre ai nemici abbiamo messo nel mirino anche gli amici, sfidando l’impopolarità fra gli stessi onorevoli del centrodestra, molti dei quali, dopo i servizi dei giorni scorsi, ci considerano alla stregua di traditori passati al servizio del nemico. Qualcuno addirittura ci ha accusato di aizzare la folla contro il Parlamento, dimostrando di non aver capito  che l’opinione pubblica non ha bisogno di nessuno che la solleciti a disprezzare i privilegiati della Casta: sa farlo benissimo da sola.
Ma non è delle denunce e delle inimicizie guadagnate che vi vogliamo parlare: di quelle ce ne siamo fatti e continueremo a farcene una ragione. Diciamo che si tratta di rischi del mestiere, il quale impone un solo rispetto: quello per i lettori, gli unici veri padroni che abbiamo.
Ciò detto veniamo al sodo, ovvero alle furbizie di alcuni esponenti politici che si propongono come leader anti Casta quando in realtà - volontariamente o meno - ne fanno gli interessi più di altri. A chi alludiamo? Tanto per non fare nomi ma solo cognomi, a Di Pietro e soci, i quali strillano contro la politica che occupa troppe poltrone, ma nella pratica riescono a sabotare qualsiasi serio tentativo di mettere alla porta i partiti dalla gestione della cosa pubblica. Prendete per esempio il referendum sull’acqua, quello che il leader dell’Italia dei valori ha appena tenuto a battesimo vincendolo. Se la norma sulla privatizzazione degli acquedotti non fosse stata abrogata, oggi potremmo sollecitare l’uscita di scena della politica dalle municipalizzate. Ciò vorrebbe dire che alcune migliaia di persone messe ai vertici delle società di servizi pubblici quasi sempre senza averne alcuna competenza, oggi dovrebbero cercarsi un altro lavoro. E lo stipendio non sarebbe più a carico della collettività.
Ma non c’è solo il plebiscito sull’acqua. Insieme alla sinistra, l’ex pm cinque anni fa si batté per cancellare la riforma del centrodestra che riduceva i parlamentari e riformava il bicameralismo perfetto. I progressisti dissero che le norme avrebbero provocato la secessione in quanto ridisegnavano i poteri delle Regioni, ma era una balla buona per i gonzi, i quali abboccarono in massa. Non fosse stata abolita, quella legge oggi avrebbe prodotto un taglio vero alla Casta, che da mille parlamentari sarebbe scesa a poco più di seicento. Sempre troppi? Certo. Ma almeno la riduzione non sarebbe stata solo sulla carta come tuttora è.
I due casi, la privatizzazione dei servizi pubblici e la riforma costituzionale della scorsa legislatura, dimostrano una cosa. Che la Casta non ha colore e tra quanti si battono contro i privilegi ci sono anche tanti furbi. Sarà per questo che ieri una giornalista dell’Unità ha chiesto a Di Pietro se non teme di vedersi tirare le monetine come accadde a Craxi nel 1992. Una domanda alla quale l’ex pm ha risposto: «Noo, io sto dalla parte di chi fa sentire la sua voce. Anche se sto nel Palazzo». Come dicevano i contadini che Tonino ama tanto: scarpe grosse e cervello fino.

di Maurizio Belpietro


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Commenti all'articolo

  • 7ernesto

    27 Luglio 2011 - 22:10

    Non fatevi il sangue amaro, tanto non cambia niente. Tutti cercano di andare in politica perche' si mangia e non si spende. Chi ha problemi con la giustizia; basta andare in parlamento per infischiarsi delle leggi , e se manca qualche articolo, lo fanno subito. Non cambia niente, state tranquilli, non agitatevi e' tutto regolare. Ogni popolo ha il governo che si merita...

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  • bellanto

    21 Luglio 2011 - 13:01

    sfaccettature ma ha una grossa pecca peraltro che si riscontra in alcuni giornali di sinistra...i colpevoli sono sempre gli altri e la dimostrazione sta che la figura principale della requisitoria belpietrana manca.Manca l'imputato principale di una casta politica corrotta e arraffona e arruffona.Perchè se casta è con tutti i suoi vizi e niente virtu' il sig. presidente del consiglio che lei ha escluso dal disegno ha tutti i titoli immorali per essere immortatalato e, se siete convinti che sulla sua onesta' non ci siano dubbi nonostante decenni di inseguimenti giudiziari sotto il profilo di uomo integerrimo, beh ... datevi 'na regolata...eh???

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  • Napolionesta

    21 Luglio 2011 - 12:12

    sono i nostri Politici, la vergogna dell`Italia al mondo intero. Mi vergogno di essere Italiano.

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  • Dream

    21 Luglio 2011 - 12:12

    Oramai è tutto inutile! quando un Onorevole, prende il cell.per fotografarsi il proprio ditino, per far vedere come ha votato...... Credo che stiano giocando a bocce! Tutti! Berlusconi? un capro espiatorio per i giochetti di potere (maggioranza ed opposizione) E che dire della deputatessa radicalessa? ha fatto la fame per 40 giorni, lottando contro la carcerazione preventiva, e il mal stare dei carcerati.. e con una scusa stupida che fa? lo sappiamo tutti.C'è in ballo la convenzione tra la Camera e Radio Radicale? Ecco, forse chi prima aveva detto NO, ora, dira' SI!, Tutto per la Politica? Fosse "Politica"!, è puzzolente,interesse! Resta il fatto che tutta quella carovana NON ha fatto un cenno sui loro sprechi, un timido specchietto per le allodole, (dopo aver votato approvando la manovra): raccolta di firme per le province..ma guai, a toccare i loro introiti guai! "Chi tocca Muore!" Spero che saremo in tanti a ricordaci del 13/14 Luglio 2011, alle prossime elezioni!

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