Cerca

Ecco la Tangentopoli del Pd Penati: "Mi autosospendo"

Tedesco, Enac, Morichini: democratici in crisi su questione morale e giustizia. In Lombardia Filippo lascia la vicepresidenza

Ecco la Tangentopoli del Pd Penati: "Mi autosospendo"
Tedesco salvato, Pd no. Il paradosso della giornata di mercoledì a Palazzo Madama regala un partito democratico spaccato e dubbioso. Il senatore pugliese, vicino a Massimo D'Alema, rimarrà in Parlamento nonostante sia indagato perché graziato dai voti garantisti della maggioranza e di parte dei suoi colleghi di partito. Ma è un autogol, perché tra le fila del centrosinistra sale l'ansia: come scrive Goffredo De Marchis su Repubblica, Il voto su Alberto Tedesco suona come la confrma che la grana giustizia è destinata a investire anche il Pd. Che sulla questione morale ci sarà da discutere, che la divisione tra giustizialisti e garantisti va risolta. I dubbi sono tanti, anche perché l'agenda (delle Procure) è fittissima: prima, appunto, l'inchiesta sulla Sanità in Puglia che investe Alberto Tedesco, quindi il caso Pronzato (uomo di Pier Luigi Bersani) e le tangenti Enac e di riflesso il giro di mazzette dell'affarista Morichini che tira in ballo Massimo D'Alema. Infine, altro colpo durissimo, l'indagine sulle tangenti all'ex area Falck di Sesto San Giovanni, che vede nell'occhio del ciclone Filippo Penati.

Il sistema del Nord - Vicenda locale, tutt'al più milanese? No, anzi: Penati è il numero due del segretario Bersani ed è un po' il deus ex machina del Partito democratico in Lombardia, se non in tutto il Nord Italia. La testimonianza? La sua candidatura per la presidenza della Regione Lombardia, contro Formigoni: una battaglia persa, ma indicativa di quanto nel Pd contasse Penati. Uno che, per dire, si era speso per la candidatura di Stefano Boeri alle elezioni comunali che hanno poi visto trionfare il "nemico di sinistra" Pisapia. C'è ancora chi parla di "giustizia ad orologeria" perché le vicende contestate a Penati si riferirebbero a vecchie storie (mica vero, le mazzette sarebbero durate fino al 2010), ma ormai non attacca più. Forse perché si inizia a pensare che il sistema (fatto, secondo le accuse rivolte al vicepresidente della Regione Lombardia, di amici, bustarelle e conti esteri) stia crollando sotto i colpi dei pm. Come nel 1992, per Tangentopoli. Solo che questa volta c'è dentro anche la sinistra.

L'autosospensione - Forse anche per il clamore del caso, Penati ha deciso di fare un passo indietro autosospendendosi dalla carica di vicepresidente del consiglio regionale. Con una lettera inviata, al presidente della Lombardia Roberto Formigoni, al presidente del consiglio della Regione, il leghista Davide Boni, e ai capigruppo del Pirelone, Penati ha spiegato: "Ribadendo la mia totale estraneità ai fatti per rispetto dell'istituzione mi autosospendo da vicepresidente. In merito anche alle notizie apparse sulla stampa voglio precisare che non ho mai chiesto e ricevuto denaro da imprenditori. Voglio altresì ribadire la mia assoluta fiducia nell'operato della magistratura". Penati si è autosospeso per "evitare ogni imbarazzo al Consiglio. Da subito rinuncio alle prerogative connesse alla vicepresidenza, non parteciperò più all'ufficio di presidenza e già dal prossimo consiglio siederò tra i banchi dei consiglieri di minoranza". 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • imahfu

    22 Luglio 2011 - 09:09

    Quando il PDL é in difficoltà, ci si accorge dalla campagna feroce anti-avversari che si lancia in improperi contro tutti. Belpietro vuol apparire moderato poi afferma ''non accettiamo lezioni da nessuno''. Accettale, Belpietro, accettale. Per coerenza Penati si é dimesso e Tedesco é passato al gruppo misto. Dicci se hanno fatto altrettanto quella sessantina di 'colti sul fatto' del PDL'. Anzi, proprio B.ha detto di rimanere al loro posto. Non passa giorno che non ci sia un piiellino in ''difficoltà'' e la cosa é ovvia: Berlusconi accetta di tutto pur di rimanere a galla. D'altra parte, Alfano ha affermato ''faremo il partito degli onesti''. Segno evidente che oggi é il partito dei disonesti.

    Report

    Rispondi

  • civimar

    22 Luglio 2011 - 09:09

    A quando un vostro commento sul ministro Romano?

    Report

    Rispondi

  • 44carlomaria

    21 Luglio 2011 - 18:06

    Oggi il compagno Napolitano ha dato le giuste istruzione ai futuri PM, che concorreranno a Reggio Calabria già dove vinse la Gelmini. Ieri al senato hanno riaffermato che la tessera rossa dà più impunità che ai diplomatici. Onestamente se il compagno Penati ha finanziato il partito possiamo fargli una colpa? Sta sorgendo finalmente il sole dell'avvenire.Asvedommia

    Report

    Rispondi

blog