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Il piano diabolico di Maroni: far fuori Berlusconi

Il ministro sogna Palazzo Chigi, l'opposizione e Di Pietro sono pronti ad affidargli subito il dopo-Cav. Ma nella Lega il Cerchio magico non cede, la base è infuriata. E nel centrodestra ora vogliono boicottare il Viminale

Il piano diabolico di Maroni: far fuori Berlusconi
Il vicesindaco sceriffo di Treviso, Giancarlo Gentilini, descrive la situazione in poche parole: "C'è uno scollamento tra potere centrale e popolazione e prima o poi si arriva alla resa dei conti". Parla dell'Italia, Gentilini, ma sottintende anche la Lega, il suo partito. Perché quello che sta accadendo in via Bellerio è qualcosa di storico, come lo fu sul finire del 1994. Allora arrivò il ribaltone, con Bossi a disarcionare il Cavaliere al suo primo governo. Oggi è Roberto Maroni a tirare le fila della grande manovra ai danni di Silvio Berlusconi, con il Senatùr malinconicamente a guardare. Se n'è rso conto, e bene, il premier, che dopo il voto alla Camera per l'arresto di Papa ha chiesto ai suoi: "Ma Bossi conta ancora qualcosa nel suo partito?". La risposta l'ha data proprio il ministro degli Interni: "Noi siamo stati coerenti". Ha parlato a nome del partito, anche se non tutti i deputati del Carroccio hanno votato compatti per il sì. Ma a Bobo importa poco, perché ha in testa un progetto più ambizioso: fare le scarpe a Silvio. E' lui il nome nuovo per il governissimo. Tramontato Tremonti, Maroni rappresenta l'uomo ideale per accomunare sinistra, centro e qualche deluso della maggioranza, evitare le urne e tirare avanti fino al 2013.

Ostruzionismo - Dopo il voto, molti hanno assistito all'affannarsi di alcuni esponenti autorevoli dell'opposizione verso gli scranni del governo per stringere la mano al capo del Viminale. "Per fortuna abbiamo un grande ministro degli Interni", ha detto Antonio Di Pietro a Maroni, complimentandosi per il sì all'arresto di Papa. Di fatto, un'investitura. E la Lega come reagisce al doppio colpo di mano (a Bossi e a Berlusconi) del suo leader in pectore? Male la base, con tanti elettori che minacciano l'astensione alle prossime consultazioni. E male la nomenklatura, con l'ormai celebre Cerchio Magico che si stringe intorno a Bossi, fa quadrato e studia le contromosse. Così come il governo. In molti, tra onorevoli e sottosegretari, annunciano già che molte iniziative provenienti dal Viminale non troveranno molti favori in fase di voto.

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Commenti all'articolo

  • vin43

    22 Luglio 2011 - 09:09

    Certo vedrei Maroni come PdC solo se la Lega confluisse nel Pdl. Stesso discorso per Casini. Stesso discorso per il Fli. E’ tanto difficile? E’ tanto disonorevole? Si potrebbe chiamare con un altro nome per non essere tacciati di voltagabbana. Sarebbero, così, valorizzati gli uomini migliori dalle diverse potenzialità. Diversamente vedrei il ripetersi l’opportunismo della prima repubblica. A sinistra, mi augurerei la stessa cosa. Un’unione democratica con guida di uomini veramente democratici. Insomma! Vorrei votare liberamente. Se ho di fronte due realtà politiche chiare e con due programmi chiari, sarò io a scegliere. Sarà l’elettore a confrontare la diversità e quindi scegliere. E’ difficile ottenere questo? Sino ad ora non ha insegnato niente la storia politica degli ultimi anni? Ecco perché seguirei B., anche all’inferno!

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  • uffa

    22 Luglio 2011 - 09:09

    Ora Maroni non è più un bravo ministro, anzi è ingordo e vorrebbe usurpare il potere al RE degli ingordi.

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  • ogle

    22 Luglio 2011 - 08:08

    DA leghista il voto contrario aPapa e a favore del PD a senato la trovo una grande vigliaccata !!!

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  • Marco40

    22 Luglio 2011 - 08:08

    come al solito,la campagna demigratoria nei confronti delle persone che,nell'immaginario del Cav.,lo vogliono colpire.L'ultimo arrivato ha il nome di:Maroni.Avanti il Prossimo.

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