Cerca

Il Trota eletto con la Lega Sorpresa: non è un militante

Umberto aveva imposto 3 anni di appartenenza prima della candidatura. Il figlio ufficialmente è solo "sostenitore" / PANDINI

Il Trota eletto con la Lega Sorpresa: non è un militante
Renzo Bossi non è un militante della Lega Nord. Incredibile ma vero: solo il 14 luglio scorso la segreteria provinciale di Varese ha ricevuto i documenti con la richiesta di adesione del consigliere regionale. Una domanda che per ora ha superato due ostacoli su tre (cioè il sì della sezione di Gemonio e quello della circoscrizione 2 di Luino) e che adesso attende il via libera definitivo. A dirla tutta, il figlio del leader Umberto s’è iscritto come semplice sostenitore solo nel 2009 - tessera numero 56994 - confermando la scelta l’anno scorso (negli archivi di via Bellerio corrisponde allo 061498). Proprio nel 2010 è stato eletto al Pirellone con quasi 13mila preferenze raccolte in provincia di Brescia. Roberto Libertà, uno dei fratelli minori di Renzo e nato nel 1990, è militante da circa un anno.
Il Carroccio s’è sempre vantato di selezionare con criteri rigidi i suoi seguaci: i militanti, come stabilisce l’articolo 30 dello statuto, «hanno il dovere di partecipare attivamente alla vita associativa del movimento (…). Essi godono del diritto di parola, di voto e di elettorato attivo e passivo» negli organi interni. Renzo non ha avuto corsie preferenziali, precisa il segretario della sezione di Gemonio Andrea Tessarolo, d’altronde «si è sempre impegnato e viene spesso in sede». Il ragazzo ha portato lì la documentazione, ad aprile. A maggio ha avuto l’ok. Quindi la pratica è finita alla circoscrizione numero 2, che nella geografia lumbard comprende anche il paese di residenza del leader padano e della sua famiglia. La richiesta del rampollo è stata approvata dal direttivo l’8 giugno ed è stata trasmessa al provinciale: «La militanza non è un regalo ma una cosa seria» chiarisce il segretario di circoscrizione Antonio Sala, quindi «è normale» che Bossi junior stia seguendo tutta la trafila.
Il consigliere regionale, soprannominato Trota dal padre Umberto, scrive nero su bianco di meritarsi la militanza perché ha fatto «volantinaggio», oltre alla «partecipazione attiva al movimento». Per il futuro, fa sapere che vuole «sviluppare e far progredire le idee politiche del movimento per raggiungere gli scopi che la Lega Nord vorrà raggiungere». Ricorda di essere diplomato. E come professione annuncia: sono «consigliere regionale presso la Regione Lombardia».
Chissà cosa ne pensa il Senatur. Perché se il riccioluto consigliere classe 1988 non sta ricevendo favoritismi per ottenere la militanza, di sicuro non ha trovato ostacoli nella corsa al Pirellone. Anche se l’anno scorso Bossi senior aveva deciso una stretta sui candidati. In un documento datato 18 ottobre 2010 e trasmesso da via Bellerio con la firma di Gianfranco Salmoiraghi per la segreteria organizzativa federale, il leader stabiliva che per presentarsi al giudizio degli elettori era necessaria «un’anzianità di militanza» che per Regionali e Politiche è stata fissata addirittura a tre anni. Due anni per i comuni con più di 15mila abitanti e le Province. Dodici mesi per i paesi più piccoli.
Renzo è un raccomandato, quindi? Macché. Ribadisce Sala: «Di solito avviene che se una persona ha lavorato bene viene premiata lo stesso con la candidatura», e comunque il giro di vite imposto dal leader «è successivo» alla discesa in campo del Trota. Per il segretario provinciale Stefano Candiani, «come tutti gli altri iscritti, anche Renzo Bossi ha il diritto di chiedere la militanza». Certo, «il suo nome farà scattare le solite speculazioni giornalistiche…». Il giovane non è neanche fortunato, perché la sua richiesta piomba in un momento incandescente. Entro la fine dell’anno ci sarà il congresso per scegliere il nuovo leader locale e il resto del direttivo. In tutto, diciassette persone. Fino a questo momento, la Lega varesina è stata in mano al maroniano doc Candiani, ferocemente avversato dai fedelissimi del capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni, esponente del cosiddetto cerchio magico che circonda il Senatur e che fa capo alla moglie Manuela Marrone. Attualmente, i numeri sono dalla parte di Candiani, con 15 persone contro 2. Ma al congresso, salvo sorprese, i rapporti di forza saranno più equilibrati. Proprio per questo è già scattata una lotta sotterranea: i vertici hanno deciso che chi è diventato militante all’ultimo minuto (come Renzo) non avrà diritto di voto. Ma alcuni leghisti che non si sono ricordati di chiedere il rinnovo della tessera entro la fine di giugno sono stati stoppati e rischiano di restare fuori dai giochi. Un intoppo burocratico che al momento ha messo nel freezer quasi cento militanti sui circa mille in tutta la provincia. Una situazione esplosiva. Dove è precipitato il Trota.

di Matteo Pandini

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • lucaschiavoni

    22 Luglio 2011 - 23:11

    fatemi capire: il figlio di un capo partito carismatico come Bossi non si è tesserato subito, a 18 anni?? Ha aspettato 3 anni, il 2009 (lui è del 1988) nei quali ha.. militato ? Ma siamo sicuri? E lo faceva cosi', da figlio, senza neanche far numero nelle tessere? Mi sembra assurda la cosa!! Come se il figlio di Berlusconi non avesse la tessera di Forza Italia in tasca dalla nascita, tanto piu' se destinato a far politica (Renzo eh, non Piersilvio.. ci manca solo lui)

    Report

    Rispondi

  • taccodighino

    22 Luglio 2011 - 20:08

    impicchiamoli tutti ad un' "amo"!

    Report

    Rispondi

  • libero42

    22 Luglio 2011 - 17:05

    Mi ricorda certe iniziazioni para religiose, con mano sul cuore... e scambio di sangue (ricordate 'emoscambio?). Già come quelle massoniche o mafiose.

    Report

    Rispondi

  • caiogracco

    22 Luglio 2011 - 16:04

    Non vedo il motivo di tanto scandalo: in fondo il Trota è stato eletto con le preferenze degli elettori, che quindi lo hanno scelto (e noi tutti ne paghiamo gli emolumenti). E' il custode del Preziosissimo Sangue del Leader Carismatico della Lega (se questo vi sembra poco...), ne sarà quindi il degno erede (oltre a tutto vanta un diploma migliore di quello del Padre). A chi obbietta che questo non è un criterio meritocratico, è troppo facile rispondere: sempre meglio un consanguineo del Senatùr che una sconosciuta igienista dentale, assurta alla carica di Consigliere solo in virtù del suo discreto inserimento nel listino bloccato!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog