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Pdl, sì ai futuristi a un patto: "Fini si deve fare da parte"

Grandi manovre azzurre, la Santanchè: "Gianfranco chiede al Cav di lasciare? E' il contrario. Così ci sarà dialogo" / ROMANO

Pdl, sì ai futuristi a un patto: "Fini si deve fare da parte"
«Siamo disponibili a dialogare con il terzo polo a una condizione: che cacci Gianfranco Fini». È la pasionaria del governo Daniela Santanchè la prima a sganciare una molotov sul presidente della Camera Gianfranco Fini, che alla kermesse del Terzo polo venerdì aveva lanciato un appello alla maggioranza: «Battano un colpo, indichino un premier, ne hanno diritto, purché alternativo a Berlusconi, e noi non ci tireremo indietro». Proposta che ha lasciato di sale tutto il centrodestra. Tanto che nessuno inizialmente ha ritenuto di dover degnare di risposta quell’appello. Nemmeno per respingerlo al mittente. Ma lo sdegno col passare delle ore ha iniziato a montare nel Pdl. E a Fini che invita la maggioranza a cacciare Berlusconi molti rispondono che, semmai, è lui che dovrebbe essere cacciato dalla presidenza della Camera.
«Nel momento in cui serve coesione nazionale per affrontare la crisi economica europea, come ha giustamente ribadito anche il presidente Napolitano, Fini dimostra assai poca responsabilità nel chiedere alla maggioranza di indicare un nuovo premier», attacca la Santanchè. «Forse sarebbe quest’ultima a dover indicare un altro presidente della Camera che rispetti davvero il ruolo istituzionale super partes». «Berlusconi è un vero leader eletto e voluto dal popolo, semmai si dimetta Fini dall’incarico di presidente della Camera che continua a svolgere ogni giorno in maniera sempre meno onorevole e molto partigiana», rincara il vicecapogruppo del Pdl a Palazzo Madama, Francesco Casoli.
Anche il vicecapogruppo del Pdl alla Camera, Osvaldo Napoli, presidente dell’Anci, non usa mezzi termini per rimbalzare la proposta di Fini al centrodestra, bollandola come una «masturbazione mentale». E boccia il leader di Fli come terza carica dello Stato: «Non riesce ad essere super partes, è più forte di lui, continua ad avere pregiudizi personali e non politici contro Berlusconi. Non vede la concretezza della situazione in cui ci troviamo, vive nella fantasia».
A stigmatizzare la partigianeria del presidente della Camera è anche il membro del direttivo parlamentare del Pdl Luigi Vitali, che replica così a Fini che aveva ridotto a «uno spot elettorale della Lega» la riforma costituzionale di Roberto Calderoli approvata giovedì («salvo intese») dal Consiglio dei ministri. «Ancora una volta, il presidente della Camera entra a piedi uniti nel dibattito politico confondendo il ruolo istituzionale di garanzia con quello di leader politico di opposizione», accusa Vitali.
Ci va giù ancora più duro il fondatore del Predellino.it, Giorgio Stracquadanio, deputato del Pdl. «Che fai, lo cacci?», fa il verso a Fini scagliandogli contro la leggendaria frase con cui il cofondatore del Pdl divorziò da Berlusconi nell’aprile 2010. «Quello c’ha i voti», aggiunge riferendosi al premier, «tu invece non esisti più». Fosse per lui, Stracquadanio, come condizione per trattare con il Terzo Polo, oltre allo sfratto di Fini, chiederebbe anche quello di Italo Bocchino, Carmelo Briguglio, Fabio Granata e Flavia Perina: «Tutti quelli che si collocano nell’area tra Di Pietro e Il Fatto». Ma l’ultrà berlusconiano è convinto che non serva neppure un contro-appello al Terzo polo stile Santanchè. «Sarà l’esito elettorale a cacciare Fini dal Terzo polo e dalla scena politica». Anzi, è già successo, fa notare Stracquadanio, «le elezioni Amministrative hanno dimostrato la totale irrilevanza politica di Fli». A differenza di Fini, «Berlusconi, per quanto non stia vivendo uno dei suoi momenti migliori, continua a mantenere un consenso nel Paese, che vale almeno il 20 per cento. Mentre Fini non vale neanche la casa di Montecarlo».

di Barbara Romano

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Commenti all'articolo

  • encol1

    20 Agosto 2011 - 13:01

    Sono in totale sintonia con Te caro Guglielmo mai più un soggetto simile tra noi. E pensare che + volte l'ho votato mi vergogno di me stesso.

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  • guglielmo donatone

    07 Agosto 2011 - 10:10

    Non trovo più alcun aggettivo per qualificare un individuo che è diventato ormai la vergogna dell'Italia. Buttarlo fuori dal parlamento rimane la sola cosa da fare. Tutt'al più, se proprio ci tiene a restare "in camera", visto come questa è ridotta, lo vedrei bene saltellare tra i banchi a vendere patatine e pop-corn !

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  • piccioncino

    25 Luglio 2011 - 15:03

    Credo che ormai..quasi tutti abbiano pienamente capito chi sia..Gianfrego..nei Tullianos....Qualsiasi cosa che costui dica..o faccia..(anche se può..presentare qualche risvolto apparentemente..ragionevole..sensato..)..è sicuramente da ignorare, rigettare..Perchè..tale stucchevole, insipido, ambiguo..interlocutore..è ormai totalmente...inaffidabile, ingestibile...assolutamente inutile e..deleterio...per la gente e il Paese..

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  • Dream

    25 Luglio 2011 - 14:02

    no, non mi sembra per nulla per nulla normale!: Pdl..voleva distruggerlo, e prenderne il posto.. Flit, neanche ideata, gia' sta alla frutta, Ha strizzato l'occhio alla six...voleva spodestare Bersani? seee, ma quando mai! son 60anni che tra governi ombra, e governi luce, stanno a manovrare dietro le quinte, e arrivato lui fresco fresco... Sta scomodo nel terzo polo, poiche' è l'ultimo in ordine di voti? Eccaala', mo' corteggia Maroni e Angelino..per...buttar giu' pure loro? La scacchiera oramai è diventata troppo stretta!!

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