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Varati due nuovi carrozzoni: così si sfama la Casta

Spreco bipartisan: Garante dell’infanzia (1,5 milioni) e Commissione per la protezione dei diritti umani (1,7) / BECHIS

Varati due nuovi carrozzoni: così si sfama la Casta
Era quello che ci voleva nel pieno delle polemiche sui costi della politica. All’unanimità destra e sinistra hanno regalato a luglio all’Italia due authority in più, come non fossero bastate le decine già inventate negli ultimi anni. Con solo 3,2 milioni di euro da dividere per qualche poltroncina di prima fila nasceranno il Garante per l’infanzia e la Commissione nazionale per la promozione e la protezione dei diritti umani. Il primo è un organo monocratico,che costerà 1,5 milioni di euro all’anno (circa 200 mila euro lordi lo stipendio del Garante). La seconda autorità costerà  1.735.150 euro. Anche qui il primo diritto umano da difendere sarà quello di ricevere lo  stipendio per i tre componenti: il presidente della commissione riceverà 237 mila euro, i due consiglieri si dovranno accontentare di 158 mila euro. Per missioni e consulenze avranno in dotazione 270 mila euro all’anno e per le spese delle riunioni del consiglio resteranno 75 mila euro. Le cifre le ha snocciolate nell’aula di palazzo Madama prima del voto finale sul disegno di legge il senatore Salvatore Valditara (Fli), facendo un appello ai colleghi per non buttare via i soldi in poltrone in un momento così. È restato inascoltato. Lui non ha partecipato alla votazione, ma i suoi colleghi erano entusiasti. Alla fine la nuova autorità è passata con 238 voti favorevoli e nessun contrario. Un plebiscito. Assai simile a quello che ha accompagnato alla Camera il voto finale sul Garante per l’infanzia: 467 favorevoli e 0 contrari. Non accade spesso, ma quando c’è da spendere e creare nuove poltrone inutili, il Parlamento italiano ritrova quel clima bipartisan che servirebbe a migliori occasioni. Si capisce anche perché: ogni nuova autorità o commissione di garanzia creata dalla loro fantasia ben presto si trasforma in una pensione integrativa per deputati e senatori: buona parte degli ex non ricandidati o semplicemente bocciati alle elezioni, finisce ad occupare una di quelle poltrone, quasi sempre ben remunerate. Autorità, commissioni, uffici dei garanti così come i consigli di amministrazione delle società pubbliche pullulano di ex parlamentari a cui si è data così una serena vecchiaia.

 Naturalmente sia il Garante per l’infanzia che la commissione nazionale per la promozione e la protezione dei diritti umani sono necessarissimi e benedetti secondo destra e sinistra che ne hanno votato insieme l’istituzione proprio nelle stesse ore in cui Giulio Tremonti provava invano a sforbiciare un po’ di poltrone e stipendi pubblici. Per difendere con dignità questo dopolavoro parlamentare travestito, si citano pomposamente trattati internazionali. Per il Garante dell’infanzia il riferimento è quello della Convenzione sui diritti del fanciullo sottoscritta a New York nel lontano 1989, negli stessi giorni della caduta del muro di Berlino. Per la commissione sui diritti umani nella discussione in Senato c’è chi ha citato la Dichiarazione universale per i diritti dell’uomo e del cittadino della rivoluzione francese (26 agosto 1789), e comunque il riferimento normativo obbligato è quello della risoluzione Onu sui diritti umani del 20 dicembre 1993. Due atorità dunque necessarissime oggi, quando bisognerebbe ridurre quel che già c’è, e di cui si è fatto tranquillamente a meno per una ventina di anni e anche più.

I nuovi costi si sommano a 135,9 milioni inseriti nella tabella del ministero dell’Economia per finanziare le varie autorità di garanzia. Per fortuna alcune autorità ormai sono autosufficienti o quasi (quella energetica è interamente a carico dei propri vigilati e non prende un centesimo dallo Stato), ma il costo è rilevante. Serviva il nuovo poltronificio? Ai beneficiari naturalmente sì. All’infanzia e a chi vede violati i diritti umani probabilmente no. Sia Garante che commissione sono infatti doppioni, e in qualche caso triploni di organismi pubblici già esistenti. Per l’infanzia si è arrivati a una sorta di federalismo e sussidiarietà al contrario. Ci sono già organismi di garanzia europei, e molte regioni si sono create ad hoc un Garante per l’infanzia a carico del bilancio pubblico. Quello nazionale che sarà in vigore dal prossimo 3 agosto non fa che doppiarne i compiti. In più esistono già numerose organizzazioni private che svolgono lo stesso compito e con cui lo Stato in qualche caso ha pure convenzioni (ad esempio Telefono Azzurro). Nel pubblico c’è già una commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, un Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza presso la presidenza del Consiglio dei ministri, un Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile (alle Pari Opportunità), un comitato per i minori stranieri (a palazzo Chigi), un Centro nazionale di documentazione e di analisi per l’infanzia e l’adolescenza, una commissione per le adozioni internazionali, un Osservatorio nazionale sulla famiglia e un Comitato per l’applicazione del codice media e minori. Non bastavano. Così come per la difesa dei diritti umani sono già sette gli organismi pubblici attivi e decine le Onlus che se ne occupano. Ma quando la casta vuole buttare via i soldi dei cittadini dalla finestra, non bada mai a spese.

di Franco Bechis

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Commenti all'articolo

  • libero

    16 Settembre 2011 - 09:09

    inutile commentare come inutile andare a votare;e' vero che se non pensi alla politica,la politica pensa per te,ma ormai i politici sono talmente marci che la soluzuone dovra' essere estremamente radicale e prima o poi lo scossone arrivera';spero molto presto.

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  • piccioncino

    26 Luglio 2011 - 08:08

    Il compagno Bruno Osti fa finta di non sapere: a) che tutta la dirigenza politica italiana (e purtropppo anche la base) è inquinata dalla presenza di una fortissima componente paracomunista, sostanzialmente antisistema, che agisce al di fuori delle normali regole/principi costruttivi democratici; b) che il tessuto produttivo, economico, finanziario si costruisce a livello strutturale solo nel lungo periodo (e i malefici effetti sinistri post-sesantottini ci hanno portato nel pantano nero); c) il governo Prodi si è trovato ad agire (purtroppo malamente) in un contesto congiunturale internazionale assai favorevole, mentre il Berlusca ha subito gli effetti devastanti di due enormi crisi internazionali (quella dopo 11 settembre 2001 e quella ben peggiore del default finanziario post 2008), in un contesto strutturalmente sfiancato dai sinistri errori (voluti) del passato (perdita di competitività, infrastrutture al palo, normative vincolistiche, iperprotettive ecc..). Ma, per favoree!!

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  • highlander5649

    25 Luglio 2011 - 19:07

    a forza di aggiungere ferro alla campana questa strappa la corda e cade in testa al campanaro che la suona! ho letto praticamente tutti i commenti e ho notato che tutti hanno un ... problema al fegato!(figurativamente s'intende ) ma è solo la parte emergente di una montagna di genete incavolata ed allibita!: questa non scrive sul web ma tuttti quelli che ho interpellato esentito sono a dir poco risentiti e sconcertati. comunque i più delusi sono gli (ex ) elettori di lega e pdl a cui rode non poco il fegato per essere stati menati per il naso. nel 2008 in tanti votato centrodestra per voltare pagina, abiamo vissuto una breve *primavera* 8tipo quella di praga!) pienea di buone intenzioni. il governo è partito sgommando ed ha finito praticamente subito il carburante.. adesso tocca a noi spingere il catorcio perdipiù in salita.. GRRRRRRRRR!!!!

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  • bruno osti

    25 Luglio 2011 - 18:06

    o forse, semplicemente, è uno che legge anche altri giornali oltre questo; guarda altri TG e non solo Minzolo e Fede (a proposito, sapete come era chiamato, quando era corrispondente del TG1 per l'Africa? Sciupone l'Africano, visti i suoi rimborsi spese) e scopre, per esempio, che... "Silvio, quanto ci costi - Conti fuori controllo, 1.400 dipendenti di troppo, milioni buttati per gli show del Cavaliere, segretarie pagate come direttori. Ecco come Berlusconi ha trasformato la presidenza del Consiglio in una reggia...La corte dei miracoli. La corsa dei costi di Palazzo Chigi sembra infatti ormai inarrestabile: Soldi che se ne vanno per mille rivoli e che finanziano le strutture che sono proliferate sotto il governo Berlusconi tra uffici di diretta collaborazione (23) e dipartimenti retti da sottosegretari e ministri senza portafoglio: i centri di spesa in bilancio sono ben 19" ---- "spese di Palazzo Chigi ca 350 milioni annui, un milione di euro al giorno!" = Presidenza del Consiglio

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