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Fini Gian-frano lancia l'idea del governo Maroni ma prende solo schiaffi, anche dai suoi

Denuncia lo strapotere della Lega e poi vuole il ministro dell'Interno come successore (che si tira indietro) / GORRA

Fini Gian-frano lancia l'idea del governo Maroni ma prende solo schiaffi, anche dai suoi
Traditore? Voltagabbana? Doppiogiochista? Neanche per sogno: Gianfranco Fini è la reclame della coerenza, altroché. E l’uscita dalla maggioranza - adesso l'evidenza dei fatti lo prova al di là di qualsivoglia dubbio - non ha intaccato di una virgola la sua linearità: danni faceva da una parte e danni ha seguitato a fare dall'altra. Perché l'intervista concessa domenica a Repubblica per sponsorizzare il governissimo a guida Maroni ("Anche il Pd lo accetterebbe") sta alla politica come l’uragano Katrina sta alla Louisiana: passa e si lascia dietro cumuli di macerie.
La proposta di Fini, infatti, ha ricevuto una impressionante serie di porte in faccia, alcune sbattute fragorosamente e altre socchiuse con gelido garbo. Alla prima categoria appartengono la porta di via Bellerio (col ministro dell’Interno che rimane «del tutto indifferente" alla proposta di Fini e col collega Roberto Calderoli che parla apertamente di "polpetta avvelenata" che ha come fine quello di spianare la strada ad un governo tecnico a guida Mario Monti) e quella del Nazareno ("Non sosterremo ministri dell’attuale governo"). Le porte di via Due Macelli e di largo Borghese, invece, si chiudono sul muso del presidente della Camera senza troppo clamore. Ma la sostanza non cambia, e anzi peggiora. Perché nel lanciare la candidatura di Maroni a Palazzo Chigi, Fini premette di "parlare a nome del terzo polo". Ora, parlare a nome del terzo polo significa parlare a nome di Udc e Api. E se né Udc né Api ritengono di spendere una parola a sostegno della proposta, allora significa che c’è un problema. Al momento di andare in stampa (suppergiù 36 ore di distanza dalla comparsa dell’intervista di Fini nelle edicole e nelle rassegne stampa) tanto dal partito di Casini quanto da quello di Rutelli non era arrivata una parola una a commento dell'uscita del leader di Fli. E sì che nessuno dei due partiti è noto per la ritrosia a mandare in giro comunicati stampa. Così, a sostegno della proposta di Fini restano solo le dichiarazioni dei deputati di Futuro e libertà.
Che il periodo, per il presidente della Camera, non sia dei più felici lo testimoniano anche le notizie che arrivano dall’Abruzzo. Più precisamente da Pescara. Dove le accuse all'ex governatore Ottaviano Del Turco (arrestato per tangenti nel 2008) hanno subito un duro colpo dopo che una perizia della difesa pare sbugiardare una delle prove principali su cui si basa l'impianto accusatorio della procura. A capo della quale c'è sempre quel Nicola Trifuoggi noto ai più per essere stato immortalato nell'ormai famoso fuori onda del dicembre 2009 con Fini che parla di "Berlusconi che confonde la leadership con la monarchia assoluta" e della "bomba atomica" che scoppierà con le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza.

di Marco Gorra

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Commenti all'articolo

  • parigiocara

    27 Luglio 2011 - 17:05

    ma che cosa aspetta a sloggiare e nascondersi ??? ormai, come reputazione e credibilità ha toccato il fondo del barile; faccia un favore a se stesso : se ne vada ....

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  • blu521

    26 Luglio 2011 - 18:06

    Lei ha del talento: ha riesumato un aggettivo che ritenevo ormai scomparso. Visto che è un archeologo provetto, le spiacerebbe farmi capire che c'entra il nano con la destra? Sempre che lei sappia cos'è la destra!

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  • lobadini

    26 Luglio 2011 - 18:06

    sempre piu' patetico e ridicolo

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  • c.camola

    26 Luglio 2011 - 17:05

    Attenzione a questo signore è ambizioso,inaffidabile e Casinista.La Vigliaccata la già combinata sia ad Almirante e a Berlusconi,non c'è due senza tre.

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