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Milanese difende Tremonti "Pagava l'affitto a Roma"

Memoria difensiva alla Giunta della Camera. "Contro di me fumus persecutionis, Procure colabrodo. Da Giulio 4.000 euro al mese"

Milanese difende Tremonti "Pagava l'affitto a Roma"
Nessun "complotto", ma "fumus persecutionis" sì. Lo scrive Marco Milanese, ex consigliere politico del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, nella memoria difensiva consegnata alla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera che dovrà decidere sulla richiesta di arresto del deputato Pdl presentata dalla Procura di Napoli. Milanese vuole dimostrare la "mancanza di indizi necessario presupposto alla misura cautelare richiesta" e la "deficienza delle stesse esigenze cautelari". Ci sarebbe, dunque, un "fumus persecutionis" che "non ha nulla a vedere con un complotto ordito dalla magistratura nei miei confronti o nei confronti di una parte politica". Ma che si concretizza in una persecuzione "poichè diseguale è il trattamento riservatomi, rispetto alla generalità dei casi". Per Milanese l'atteggiamento dei pm napoletani è un attacco diretto "agli appartenenti alla cosiddetta casta politica". Un atteggiamento, sostiene l'onorevole, comune ad alcune procure italiane, vere e proprie "colabrodo di notiziae criminis". "Emblematico" - afferma Milanese - è il fatto che gli ultimi atti trasmessi alla Camera, "pur rimasti chiusi nella busta di invio, custoditi in cassaforte fino a lunedì 25 (luglio, ndr), siano stati propalati dalle agenzie di stampa del 23 e dai giornali del 24. Così come erano a conoscenza del fatto, pubblicato il 23, che sarei indagato a Roma per i presunti rapporti con Sogei".

In difesa di Tremonti - Nelle carte consegnate ai colleghi deputati, Milanese dunque entra anche nello specifico delle accuse rivoltegli. "Non si condidera il "deus ex machina delle nomine" politiche, né ha nelle sue cassette di sicurezza "11 milioni di euro": si tratta di notizie che fanno parte di una "strategia ben studiata", una campagna stampa "particolarmente feroce, messa in atto in modo tale che si traesse il convincimento che anche semplici vicende personali ed economiche, comuni a molte persone, siano state per me invece il frutto di corruzione o finalizzate esse stesse all'illecito". Milanese prova anche a sgombrare il campo dalle ombre che circondano Giulio Tremonti. L'appartamento in via Campo marzio nel centro di Roma non era gratis, come sostiene l'accusa: "Il ministro ha corrisposto, quale partecipazione all'affitto dell'immobile, a partire dalla seconda metà del 2008, la somma mensile di circa 4mila euro, corrispostemi settimanalmente" e "sempre in contanti". La ristrutturazione dell'immobile, per un valore di 200mila euro, secondo l'accusa è avvenuta gratuitamente ad opera dell'impresa Proietti che, in cambio, avrebbe ottenuto appalti dalla Sogei. Ma, dice Milanese, "si è taciuto che il Proietti è l'impresa di fiducia, da sempre, del Pio Sodalizio dei Piceni (proprietario dell'immobile, ndr) e che i rapporti dello stesso con la Sogei risalgono addirittura al 2001". Inoltre, "i lavori effettuati su un importo di duecentomila euro, allo stato sono di soli 50mila euro". Dunque, "escludo nella maniera più assoluta di aver favorito lui (Proietti, ndr) o imprese a lui collegate nell'acquisizione di appalti pubblici".

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Commenti all'articolo

  • kartuno

    03 Agosto 2011 - 13:01

    Se Tremonti pagava 4.000 euro al mese, non come canone ma come "ospitalità", le somme incassate da Milanese (come Indennità) non formavano materia imponibile ai fini IRPEF? E Tremonti non ha agevolato l'evasione ?

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  • Piccolapatria

    27 Luglio 2011 - 16:04

    Il "legislatore" fa la legge idonea ad essere aggirata da lor signori e dai potenti sempre salvi. Ovvero, non "fatta la legge, trovato l'inganno", ma la legge in funzione dell'inganno. Molti decenni addietro ebbi l'avventura di comprarmi una casettina e il prezzo dichiarato, per volere del potente venditore, era inferiore al reale. Il notaio era anche un "legislatore" in quanto senatore della repubblica e fu concorde e prodigo di suggerimenti ad hoc; si capiva quanto ciò fosse una prassi normale e scontata per il notaio; mentre il venditore risparmiava una cifra non indifferente in tasse e imposte, l'acquirente una cifrettina sulla tassa di registro e ammenicoli vari . Qualche anno dopo, l'Ufficio del Registro mi fece accertamento individuando, guarda caso, più o meno l'importo che avevo realmente pagato e saldai la differenza aumentata per gli interessi ecc... L'accertamento riguardava solo l'acquirente ... Come volevasi dimostrare: nulla di nuovo sotto il sole.

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  • imahfu

    27 Luglio 2011 - 14:02

    Che sigarette fuma?

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  • plutominni

    27 Luglio 2011 - 11:11

    Certo che in questi momenti di crisi..alle quali con la recente manovra economica si chiede al popolo italiano (i soliti a pagare) sacrifici...e' scandaloso che ora sembra da quanto sentito dai telegiornali che l'on. Tremonti pagava 4000 euro di affitto all'appartamento a lui ceduto per i fine settimana dal deputato Milanese.....non so quanti mesi di lavoro deve impiegare un operaio/precario per arrivare a guadagnare 4000 euro...e' poco decoroso che un parlamentare possa abitare in un appartamento normale.....dove si paga molto meno?...non dovrebbero essere proprio i politici a dere l'esempio?....e poi dicono che non c'e' la Casta!!!!

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