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I Poteri forti e la spallata al Cav Qua c'è la "mano" di Napolitano

Documento congiunto di Confindustria, sindacati e banche al governo: "Discontinuità davanti alla crisi" / CERVO

I Poteri forti e la spallata al Cav Qua c'è la "mano" di Napolitano
Il comunicato congiunto con cui ieri sera Confindustria, molti sindacati, banche, organizzazioni delle imprese, chiedevano «discontinuità» (svolta? dimissioni?) al governo di fronte alla crisi è un inedito bizzarro e significativo che rafforza la stranezza del caso Italia. È arrivato poche ore dopo che Giorgio Napolitano aveva completato la squadra di governo. Ieri Silvio Berlusconi è salito al Colle e - come titolava La Stampa qualche giorno fa - ha «dato retta» a un Capo dello Stato che assomiglia sempre più a un leader  dell’esecutivo. Aveva chiesto che il successore di Angelino Alfano venisse dal Parlamento e così è stato. Aveva chiesto  di evitare effetti “domino” in  seno al governo (cioè: no a Brunetta) e l’ha ottenuto.  I vuoti lasciati da Andrea Ronchi (dieci mesi fa) alle Politiche comunitarie e dal nuovo segretario del Pdl alla Giustizia poco dopo le disfatte di Milano e Napoli sono stati coperti da Annamaria Bernini e da Francesco Nitto Palma.
L’incontro di ieri al Quirinale ribadisce che è da lì che si conducono le danze, e  da diverse settimane. L’accelerazione impressa a maggioranza e opposizione sulla manovra prima, e ora l’ultima parola sul nuovo titolare di via Arenula rafforzano l’impressione di “commissariamento” di Palazzo Chigi. Ci si mette anche l’originale comunicato di marca confindustriale sottoscritto da sindacati (con successive defezioni), imprenditori e banchieri contro l’immobilismo del governo. D’altro canto però, la stessa mano di Napolitano (Obama lo chiama “leading from behind”, lui non si cura neppure di star troppo nell’ombra) è per ora la miglior garanzia della permanenza in sella del Cavaliere. In particolare l’ultima bordata del Quirinale contro la Lega e in special modo contro Bossi diventa un’indiretta mano tesa al premier. È vero che “puntare” il Senatur sul suo pallino (i ministeri decentrati) vuol dire indebolire l’unico rapporto decisivo per Berlusconi, e incoraggiare le pulsioni separatiste della Lega di osservanza maroniana. D’altro canto, però, l’effetto primo è quello di frenare i distinguo del Carroccio (alle prese con una partita interna delicatissima), essenziali per ragioni di visibilità ma dannosi per un governo così abborracciato.
Il paradosso di un esecutivo ibernato che, come gli ibernati, prolunga la propria sussistenza, ha un altro crinale. Mentre opposizione, quasi totalità dei media e vari centri di potere e rappresentanza dipingono, non senza ragioni, un’alleanza priva di fiato politico e di spalle forti sotto i venti dell’economia, c’è un luogo dove il governo esce costantemente rafforzato: si chiama Parlamento. Con un Pd messo come è messo, la democrazia parlamentare italiana non mette sul piatto oggi alternative credibili al Cavaliere. E se al documento di Confindustria di ieri dovessero fare seguito altre dissociazioni dopo quelle della Uil, l’effetto boomerang comincerebbe a montare.
Comunque, la Camera tiene. Anzi: dopo l’assalto di Fini, mentre il governo e il Pdl prendevano sberle a Milano, a Napoli, ai ballottaggi, ai referendum, i numeri non sono mai diminuiti, e a creare problemi sono state defezioni interne interessate a difendere interessi particolari. Con l’investitura di Alfano, da giorni è diffusa la voce di una nuova operazione di “rientro” di transfughi ex finiani pentiti che potrebbe riavvicinare la maggioranza a livelli pre-Mirabello. Dopodiché, il premier deve solo decidere se tirare a campare o usarla per fare qualcosa.

di Martino Cervo

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Commenti all'articolo

  • VincenzoAliasIlContadino

    29 Luglio 2011 - 10:10

    Con tutti i problemi George attacca Bossi? Insomma, abbiamo una crisi mondiale e si permette a, No Global e Black Bloc tanti Cu**$Camicia della Sinistra che per anni facendoli diventare “ I ragazzi del Brasile”, senza contare che con la scusa delle intercettazioni di alcuni Magistrati floppisti, hanno ridotto l’Italia in uno Stato di Polizia, ma la Sinistra oggi al Senato, si riduce ad affermare che “ gli Italiani non stanno con Governo Berlusconi, ma sono in minoranza nel Paese ”, per questo si spu**na la 4^ carica dello Stato, eletto col nome sulla scheda che, anziché proteggerlo si accumulano fantasiose accuse? Forse, perché a Milano e Napoli con due realtà diverse, non è stato Berlusconi che ha fatto sì, che la città si ripulisse e premiati gli “eroi” e straricchi, ma senza Valori, ed ora che si scopre che non erano i soli le Mele Marce al sistema delle tangenti, ma il Pd con Bersani, minimizza e minaccia, ma a chi? Neanche la decenza di lasciare per aver portato la Sinistra nel baratro dell’indecenza! Sì Pier Luì, se vada a zappare la Vigna Rossa di D’Alema o girare il mondo sulla nuova Ikarus, alla faccia di Cipputi che l‘ha preso a quel posto, però da Tangentopoli vera porcata, altro che “ Mani Pulite” siete usciti indenni! Questo è un rebus, che, oggi, George, come Presidente del Csm e 1° Magistrato, devono spiegare al Paese, come mai non hanno applicato al Pci e Sinistri quel famoso e disgustoso reato “ Non poteva non sapere”, abusato, ma non per esponenti di Sinistra soprattutto quando si sapeva dei miliardi arrivati sino all’ascensore di Botteghe Oscure? Così le truppe Rosse, come l’Armata Rossa, incominciarono ad accerchiare le Istituzioni, Rai, Banche, Scuole, Università, Enti Locali: Motto: Siamo er meio del Paese, altri ladri farabutti e mafiosi: ecco del perché le accuse di Niki Vendola, intanto, si spendeva alla grande e tutti quei Politici di Sinistra, chi ha preso titolo di Cavaliere, chi eletto Senatori a vita o eletti Membri alla Consulta con un rapporto 11 a 3, mai chiedergli il conto del misfatto, ma solo accontentare per il “grande Vecchio”, anziché ammodernare il Paese con Riforme e Infrastrutture, s’è costruite “Cattedrali nel Deserto” dei Tartari Rossi ponendoci alla “Berlina” ma come al solito la colpa ricade sul Cavaliere, solo perché il mio amico il Presidente Bettino è morto, ma quel Debito Pubblico di 2000mld€ ci costringe a tirare la cinghia a noi poveri cristi, ma gli iscritti a Confindustria s’ingrassarono con Cig e Telex tarocchi con business a gogo e la Marcegaglia, vuole la ripresa se con tutti i miliardi in saccoccia non investano al Sud del Paese e all’estero: ecco rialzare la testa come spiega su libero.it Martino Cervo.

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  • gasparotto

    29 Luglio 2011 - 10:10

    Rammento che il Belgio è senza governo da oltre un anno.Va avanti a braccio,navigazione a vista. Eppure registra un'ottima tenuta dei conti pubblici,unico stato europeo che sta in salute. Perchè non seguire il suo esempio? Ecco,il Colle dovrebbe agire di conseguenza,altro che poteri forti in quanto sottoaceto.Mandiamo a casa pifferi e pifferai al seguito,cavalli e cavalieri,"posizione" ed op-posizione. Penso si vivrebbe meglio,c'è un esempio preclaro,EB,basato sull'evidenza. Altro che discontinuità,ci serve un taglio netto,un tutti a casa senza un governo Badoglio.

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  • Borgofosco

    29 Luglio 2011 - 09:09

    I discendenti del Regno Borbonico, insediati casualmente e senza voto popolare, si mettano il cuore in pace. Il governo terrà nonostante tutti gli attacchi, all'economia italiana, provenienti dai nemici dell'Italia. Purtroppo queste "pugnalate" arrivano anche da coloro che fino ad ieri si potevano ritenere "amici"(Banca Centrale Tedesca). Nessuno, a partire da Giulio Tremonti, crede possibile un avvicendamento a Silvio, spero lo capisca anche la "maestrina" della Confindustria che sta dimostrando d'essere totalmente incapace di ricoprire quel ruolo. Il rilancio dell'economia passa attraverso molti fattori e soprattutto passa attraverso la fiducia che la classe imprenditoriale deve dimostrare per favorire lo sviluppo del Paese.

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  • avalon42

    29 Luglio 2011 - 09:09

    Cribbio ,vogliono dare la spallata al governo proprio ora che Silvio e Umberto hanno trovato la ricetta per la crisi economica in Italia : il processo lungo e i ministeri a Monza ! E' incredibile !

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