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Papponi di Stato, puntata 6 Cene, Nutella e porno

L'Italia e la Casta. Riproproniamo l'inchiesta di Scaglia e Poletti pubblicata da Libero nel 2008. Nulla è cambiato

Papponi di Stato, puntata 6 Cene, Nutella e porno
Immaginate un grande, enorme, gigantesco ufficio statale. Ma anche no, anche semplicemente un enorme ufficio, di quelli che tanti italiani vivono quotidianamente. Con tutte le dinamiche che ne conseguono: lavoro chi più chi meno, ma anche amicizie, antipatie, tresche più o meno note, litigi col superiore, ripicche. E poi pettegolezzi, pettegolezzi e ancora pettegolezzi. Le malelingue, a Montecitorio, sono in servizio permanente effettivo. Com’è ovvio, de visu è tutto un sorriso e gran pacche sulle spalle. Ma dietro... Gli uomini, se giovani e appena appena intraprendenti, sono raccomandati e naturalmente omosessuali - «Poletti? Bè, certo, se la fa con Pecoraro Scanio...» - oppure inguaribili puttanieri - «Poletti con Pecoraro? Ma no, sei indietro, quello va a donnine una sera sì e l’altra pure...». E le donne? Quelle più carine d i Forza Italia sono prima o poi tutte indistintamente indicate come amanti di Berlusconi, e succede il contrario di ciò che si pensa, cioè che debbano lavorare il doppio delle altre per dimostrare che valgono, in questo senso chiedere informazioni alla povera Carfagna, che ancora non è riuscita a farsi perdonare cotanta avvenenza. Ma questa caccia quotidiana alla preda dell’insaziabile Silvio ha anche un aspetto paradossale, perché la signora o signorina momentaneamente indicata come accompagnatrice clandestina del Cavaliere viene improvvisamente coperta d’ogni tipo d’attenzione e galanteria dai deputati di centrodestra e non solo - «ma come stai», «e come sei bella», «posso fare qualcosa per te» -, chissà mai che non possa metterli in buona luce con il leader che
tutto può. Figuratevi poi che chiacchiericcio si porta dietro un personaggio come Wladimir Luxuria, il deputato transgender, che poi significa “non chiaramente identificabile come uomo o donna”. In ogni caso, per semplificare, ne parlerò al femminile. Luxuria fa parte con me della Commissione cultura, è una delle più presenti e acute: studia, passa le notti ad approfondire, e forse per far vedere che non è lì solo in quanto “personaggio scomodo” interviene sempre e comunque, anche troppo. Gli uomini la studiano incuriositi, le donne la odiano e la criticano per principio, soprattutto quando si tratta di vestiti, «ma come si veste quella lì? Ma secondo te gioca a rugby?». E poi è molto abile con i giornalisti, sa come “usarli” e per questo è spesso sui giornali, cosa che aumenta l’antipatia nei suoi confronti. Un giorno prendo un caffè con lei, tutti ci vedono ridere e scherzare, poi vado in Aula. Arriva un commesso con una busta: me la manda un sempre severissimo esponente dell’Udc, uno che in ogni occasione si atteggia a baciapile bigottone. Leggo il biglietto: “Ma Luxuria ce l’ha ancora o se l’è tagliato?”. Alzo lo sguardo, lo rivolgo verso di lui. E vedo che se la ride, facendo gesti
come a dire “tu lo sai, vero?”. Neanche alle elementari.

Ma passiamo a un altro “passatempo istituzionale” che molto impegna e diverte gli onorevoli: sono i “gruppi di pressione”, le “lobby”, per dirla all’americana. Trattasi di drappelli di deputati uniti da un comune interesse, che raggruppandosi anche al di là degli steccati di schieramento intendono far fronte comune ed eventualmente incidere su decisioni legislative che riguardano l’argomento in questione. Intendiamoci, spesso si occupano di situazioni davvero importanti, non so, l’amicizia per Israele oppure i diritti dei bambini o ancora quelli degli animali, e ho scelto a caso. Ma non può non strappare un sorriso leggere che l’onorevole leghista Grimoldi, per rispondere a uno dei tanti aumenti fiscali paventati dal governo Prodi - in questo caso, l’innalzamento dell’Iva sulla cioccolata -, si sta sbattendo non poco per “costituire l’Intergruppo per la difesa della Nutella”, sottolineando che “la Nutella è simbolo di intere generazioni, chi non è cresciuto a pane e Nutella?”. E Grimoldi invita a considerare il fatto che “la nostra amata crema di nocciole ha una capacità di penetrazione nelle famiglie italiane pari al 100%, mentre altri generi spalmabili soltanto del 50%”. Se da una parte la Ferrero ringrazia, dall’altra si aspetta la replica del formaggino Mio. E dunque, vai col gruppo: la mastelliana Sandra Cioffi auspica la costituzione dell’intergruppo “Amiche e amici del mare”? Le risponde Maria Ida Germontani, di An, con l’intergruppo “Amiche e amici dei laghi e dei fiumi”. L’ulivista ora Partito Democratico Massimo Vannucci segnala che già una cinquantina di onorevoli, che coprono tutto l’arco parlamentare, aderiscono al gruppo “Amici del termalismo”, e non state ad ascoltare chi insinua che la ragione sociale sia anche di ottenere qualche sconto per ritemprarsi a forza di fanghi. Naturalmente si sprecano gli onorevoli club calcistici sul genere “Viva la Juve e l’Inter e il Milan e la Roma e anche il Napoli”, non mi dilungo perché di calcio non m’intendo. E poi gli intellettualissimi “Amici dei veicoli di interessi storico”, vale a dire le auto d’epoca, capitanati dal senatore Filippo Berselli (e infatti vuole essere un “intergruppo parlamentare”), e i mai fuori moda “Amici della filatelia”, organizzatore Carlo Giovanardi, e per restare su un livello alto c’è l’onorevole Pedrini che vuole “incentivare il turismo e la crescita economica tramite lo sviluppo del gioco del golf”, controbilanciato
dai più tradizionali “Amici della bicicletta”, di cui m’informa l’ulivista emiliana Carmen Motta. Chiudo il discorso con una nota d’altri tempi, quasi romantica, segnalando l’iniziativa dell’azzurro Paolo Russo, che con passione rilancia il gruppo parlamentare “Amici delle bocce”. Nel senso dello sport, naturalmente. Appuntamenti molto apprezzati da noi deputati sono poi le degustazioni di prodotti tipici: arrivano i rappresentanti di questa o quella regione, invitati dagli onorevoli da lì provenienti, e servono - in genere al ristorante di Montecitorio - i piatti e i vini della zona. Sono sempre affollate, le degustazioni, e la scena si ripete pressoché uguale: ci sono queste persone, spesso si tratta di gente di paese che del Parlamento ha coltivato un’immagine quasi mitica. E si trovano lì, spaesati, ad osservare un’orda di affamati che si getta a peso morto su salame o tortellini o Franciacorta, e poi magari c’è qualcuno che si avvicina al bancone, «che delizia questo vino, ma non ne ho avuto nemmeno una bottiglia», e loro con espressione paziente ad allungargli - anzi, ad allungarci - la bottiglia. Scene mica tanto diverse da quelle che vedevo durante le mie trasmissioni, quando invitavo il pubblico ad assaggiare le ricette offerte dal paesino di turno.

Ma sì dài, che gli italiani sono così, quando si mangia va sempre bene, e non si vede perché noi deputati dovremmo essere l’eccezione. D’altronde che cosa vi aspettate, che tutti si corra per esempio alla “Prima manifestazione d’indipendenza dalla lingua inglese”, organizzata dall’associazione “Esperanto” cui è stata concessa per l’occasione la sala stampa della Camera, “intervengono tra gli altri il deputato europeo Alfredo Antoniozzi e l’onorevole Bruno Mellano”? No, meglio la bresaola. E poi ci sono le notti, le “notti romane”, con le terrazze e i salotti e le foto su Dagospia, il famoso sito internet di gossip. Ora, non vorrei sbriciolare un mito, ma le “notti romane” sono una gran noia. Certo che le feste ci sono, per noi Verdi il punto di riferimento è l’avvocato Paola Balducci. Lei è una bella signora molto gentile e ospitale, ha una splendida casa in zona Botteghe Oscure, la sua terrazza è leggendaria. Mi viene in mente uno di questi ritrovi, l’allenatore personale della Balducci le aveva suggerito di puntare sulla carne anche per questioni di dieta, e allora era tutta una griglia e bistecche grandi così, all’americana, e infatti se non ricordo male c’erano piatti guarniti con bandierina a stelle e strisce, ma lì non c’era da protestare contro nessuna base militare yankee, né i vegetariani avrebbero avuto da dire. In genere, però, i party più chic sono riservati ai pezzi grossi - della politica, della finanza, dello spettacolo -, gli onorevoli di bassa lega se riescono s’intrufolano, poi si mettono nell’angolo e allargano le narici per annusare il profumo del potere. Il più delle volte, invece, noi peones ci si organizza per passare serate al limite della tristezza. I Verdi escono coi Verdi, magari andiamo alla Locanda del Pellegrino, e poi leghisti con leghisti, quelli di An con altri di An. O anche i
gruppi territoriali, lombardi con lombardi, napoletani con napoletani e così via. Si va nel solito ristorante dove ti trattano coi guanti - «buonasera onorevole, cosa le porto onorevole». E si cerca di coinvolgere un ministro o al limite un sottosegretario - tanto nel governo Prodi sono cento e più, qualcuno si trova -, perché arrivare al locale con l’auto blu fa tutta un’altra scena, senza contare che si risparmiano i soldi del taxi. Si finisce quasi sempre a spettegolare su tizio e caio, col risultato che il giorno dopo, saputo che quello che fa l’amico in realtà sparla di te a più non posso, cerchi di ostacolarlo in ogni sua iniziativa politica, così, per antipatia personale. Ed è vero, a fine serata c’è anche chi si rifugia dall’amante più o meno giovane, o raccatta un po’ d’amore a pagamento, al limite si svena e investe su una bellissima “escort” contattata via Internet, salvo poi sbandierare conquiste e performance improbabili manco fosse Mastroianni.

Ma le orge in stile rockstar o i festini con le più disinibite vallette del momento, bè, scusate la delusione, ma per quel che mi riguarda sono più che altro letteratura d’accatto. In pornostar e dintorni, in effetti, una volta mi sono imbattuto. Mi telefona il capo ufficio stampa del partito, Giovanni Nani, e si lamenta, «Poletti, basta con questi scherzi», io casco dalle nuvole, «ma quali scherzi?». E lui seccato mi dice che insomma, c’è il manager di questa pornostar, Federica Zarri nota anche come Diana Busòn, che lo perseguita perché lei dice di voler entrare nei Verdi, e siccome è lombarda credeva c’entrassi io. Si apre così un gioioso dibattito, pornostar sì pornostar no, con il nostro Camillo Piazza, appassionato di balli sudamericani e che già aveva organizzato una manifestazione con diverse attrici hard per salvare il fiume Lambro dall’inquinamento, a sostenere l’ingresso di Federica nel partito, «perché, che male ci sarebbe? ». Ma la discussione s’interrompe bruscamente: veniamo infatti a sapere dai giornali che la  arri ha cambiato idea, intende aprire un Circolo della Libertà. La volgar battuta nasce spontanea: cazzi loro. E giù risatacce.

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Commenti all'articolo

  • Filippo52

    01 Agosto 2011 - 17:05

    non servono le parole con questi politici, intanto se ne infischiano,,,,,,,,scendere in piazza....non c'e' altro da fare......e non pagare piu' niente, vediamo poi i soldi dove li prendono......

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  • pinet47

    01 Agosto 2011 - 12:12

    Purtroppo, non ci libereremo mai da questi fancazzisti parassiti, perchè le leggi le fanno loro e fanno in modo e maniera di aumentarsi sempre l'appannaggio e i posti a loro disposizione! Ci vorrebbe un bel ripulisti e ripartire da zero!

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  • imahfu

    31 Luglio 2011 - 22:10

    ''Sì, cara, e se l'anno prossimo ti trovassi un posto in Parlamento?'' (intercettazioni udite su un noto quotidiano) Non vedo la differenza tra il farci pagare la mangiatoia dei papponi, e far pagare da enti pubblici il costo della galanteria e i fornitori (Lele, Fede e Trantino). Ma non é solo quello: il Ponte chi lo paga ?Non serve a nulla ma costa l'ira di Dio? E alla Maddalena per il G8 ? Chi avrebbe pagato il nucleare fasullo? L'Italia é in vendita: una novantina di perforazioni in mare portate da 12 a 5 miglia, patrimonio storico al miglior offerente, protezione ambientale annullata, la manutenzione non si fa più su nulla. Lasciamo perdere. Il Sole 24 Ore parla di un governo ormai cadente che non trova neppure il sostituto di Tremonti. Processo breve/lungo e corto. Viene il dubbio che si parli di organi di altro genere. L'Italia ha perso credibilità ed ora se la vede brutta ma il Premier se ne sta all'ombra. Il Re Sole preferisce l'ombra, ovviamente l'ombra di se stesso

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  • romypi

    31 Luglio 2011 - 12:12

    A questi ladroni, che per mestiere cercano di rubare il più possibile, li darei uno stipendio con un tetto max di 7000 euro al mese, anche se mi sembra troppo, e gli stessi previlegi che ho io....., solo così vedresti che chi rimane vuol veramente bene all'italia e agli italiani.

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