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Bossi si tiene i Ministeri: "Costituzione non li vieta"

Dicasteri al Nord, scontro Colle-Lega. "Conflitto con l'articolo 114". Senatùr replica: "Li lasciamo lì". Ma il premier sta col Quirinale

Bossi si tiene i Ministeri:  "Costituzione non li vieta"
Se Berlusconi sta col Quirinale sul fronte del trasferimento dei Ministeri al Nord, Umberto Bossi non molla e replica a chi rileva incompatibilità con la Carta: "La Costituzione non parla di dove devono stare i ministeri". Lo scontro è aperto, a nulla è valso l'intervento del premier per allentare le tensioni. Eppure, il Senatùr rassicura sul rapporto col presidente della Repubblica che "non si romperà - aggiungendo poi con ironia -. Semmai si potrebbe rompere se gli richiediamo indietro gli immobili che si è preso dalla villa reale di Monza". Bossi conferma che la Lega "terrà conto delle osservazioni di Napolitano - ma, aggiunge - la Lega farà come gli altri Paesi europei, se non lo facessimo sarebbe come dire che in Inghilterra sono scemi, e invece fanno meglio di noi".

 La querelle sui ministeri -
Dal Colle viene pubblicata la lettera con cui il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si era detto "preoccupato" per la decisione del governo di aprire tre sedi distaccate dei dicasteri a Monza: "Sono in conflitto con l'articolo 144 della Costituzione, la capitale è a Roma". Questa mattina il leader della Lega Umberto Bossi aveva sbottato: "Napolitano non si preoccupi, i ministeri restano al Nord". E Berlusconi? Poche righe dal premier, ma sostanziose: "Durante il Consiglio dei minisstri - si legge in un comunicato ufficiale - il presidente Berlusconi ha rivolto un pressante invito a tenere in debito conto le osservazioni formulate dal Presidente della Repubblica sulle recenti istituzioni di sedi periferiche di strutture ministeriali ed ha quindi chiesto a tutti i Ministri di tenere comportamenti conseguenti". Si attende, ora, la controreplica di Bossi.


La carica di Bossi - Proprio il Senatùr, finito il CdM, aveva infatti commentato a modo suo i rilievi del Quirinale. "Il presidente Napolitano non si preoccupi. I ministeri li lasciamo lì". Nessuna retromarcia, quindi, nonostante le obiezioni giuridiche formulate dal Quirinale che ha rilevato un conflitto con "l'articolo 114 della Costituzione", quello per intenderci che proclama Roma capitale della Repubblica. Ma non c'è storia per la  Lega, anche perché "siamo convinti che il decentramento è non solo una possibilità ma anche una opportunità per il Paese". Nel corso del Cdm nella mattinata di giovedì, è stata illustrata la lettera ma Bossi al riguardo ha detto che "non c'è stato alcun dibattito". Resta ancora da chiarire dunque la natura delle sedi ministeriali a Monza, se si tratti cioè di uffici di rappresentanza o di vere e proprie sedi distaccate, come vorrebbe il Carroccio.  

Capitolo Tremonti - Sulla bufera dell'appartamento romano di via XX settembre che sta investendo il ministro dell'economia il Senatùr si tiene ancora fuori.  "Non voglio entrarci", ha detto Umberto Bossi che così conferma la fiducia a Giulio Tremonti, uno "che sicuramente controlla sempre che non crolli il soffitto sopra la testa". Il ministro "non si è accorto di una buccia di banana", ma non ha nulla da temere. Rischia la cadrega? Alla domanda, la replica è netta: "Sicuro che no. E' una buccia di banana, una stupidaggine non è un fatto gravissimo. E' una superficialità".

Capitolo Milanese - A poche ore dalla pronuncia della Giunta per le autorizzazione della Camera, che ha detto sì con voto unanime  all'acquisizione da parte della Procura di cassette e tabulati, sul tavolo ora c'è l'arresto del deputato del PdL. Dopo il caso Alfonso Papa, il voto della Carroccio non è più tanto scontato ma il Senatùr non si sbilancia. "Ci penseremo il 15 settembre", ha risposto a chi gli chiedeva cosa deciderà la Lega.

Il Colle: "I Ministeri al Nord sono anticostituzionali" - Il trasferimento di tre dicasteri nella Villa Reale di Monza "confliggerebbe con l'articolo 114 della Costituzione -ha scritto nella lettera inviata a Berlusconi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano- , che dichiara Roma Capitale della Repubblica, nonché con quanto dispongono le leggi ordinarie attuative già precedentemente citate". Napolitano, inoltre, ha anche voluto chiarire il senso della missiva: "Ho ritenuto doveroso - ha scritto- , onorevole Presidente, prospettarle queste riflessioni di carattere istituzionale al fine di evitare equivoci e atti specifici che chiamano in causa la mia responsabilità quale rappresentante dell’unità nazionale e garante di principi e precetti sanciti dalla Costituzione"

I rilievi del Colle - Napolitano punta il dito anche sulla strada battuta per trasferire i ministeri a Monza, senza passare per il voto parlamentare. Alla lunga trafila di una legge di modifica costituzionale, il governo ha preferito emanare un
decreto (non ancora pubblicato sulla Gazetta Ufficiale). "Va rilevato che a fronte della scelta, non avente connotati di particolare rilievo istituzionale, di aprire meri uffici di rappresentanza, non giova alla chiarezza una recente nota della Presidenza del Consiglio, che inquadra tale iniziativa nell' ambito di 'intese già raggiunte sugli uffici decentrati e di rappresentanza di alcuni ministeri sia al Nord che al Sud, come già in essere per molti altri ministeri, così preludendo ad ulteriori dispersioni degli assetti organizzativi dei Ministeri tanto da consentire la prefigurazione, da parte di esponenti dello stesso governo, di casuali localizzazioni in vari siti regionali o municipali delle amministrazioni centrali", ha sottolineato il Capo dello Stato. Il punto, per il Capo dello Stato, è che non si tratta di  avvicinare l’amministrazione pubblica ai cittadini, scalta questa "condivisibile" ma che "non può spingersi al punto di immaginare una capitale diffusa o reticolare disseminata sul territorio nazionale".



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  • nicki

    29 Luglio 2011 - 09:09

    archiviato il progetto del federalismo , quasi fallito , la lega s'inventa un 'altro progetto , che porta nessun beneficio per il popolino ma poltrone per i leghisti che contano!!!

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  • z.signorini

    29 Luglio 2011 - 09:09

    Credo che gli effetti del bunga bunga si vedano dopo mesi, su Berlusconi. Ultimamente un giorno è da carne, un giorno da pesce e un giorno da bunga bunga. Silvio non ha capito una cosa, il popolo di destra vuole serietà tutte le puttanate dette e fatte fini ad ora e tutto quello che doveva fare e non ha fatto fino ad ora (lasciamo perdere la scusa dell'economia che molte cose potevano essere fatto senza questioni di economia) il PDL e la lega le pagheranno alle prossime elezioni. Ma credo che il peggio sia che moltissima gente non vada più a votare perché siamo rappresentati da una classe di demenziali, ladri, bugiardi volta faccia, smidollati (TUTTI I POLITICI DESTRA, SINISTRA, CENTRO, PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA incluso).

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  • gado53

    29 Luglio 2011 - 09:09

    Il nostro presidente e' lautamente pagato per questo, difendere il potere. Gente come lui vive sulle spalle del contribuente da sempre. Non puo sputare nel piatto dove mangia. Dai Umberto, non mollare

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  • lore_luc

    29 Luglio 2011 - 09:09

    Non basta "Roma ladrona" ???

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