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Le dieci domande a Bersani che parla e non risponde

I misteri della Milano-Serravalle, i soldi al partito, le dimissioni di Penati. Cosa sa il leader Pd? / BELPIETRO SU LIBEROTV

Le dieci domande a Bersani che parla e non risponde
Bisogna dare atto a Pierluigi Bersani che da quando è scoppiata la cosiddetta questione morale del Pd, la sua linea non è stata quella del silenzio. O meglio: di fronte alle accuse a carico di Tedesco, Pronzato e Penati, sulle prime il segretario è stato muto come un pesce, ma visto il clamore alla fine ha scelto di parlare. Una lunga lettera al Corriere della Sera, un’altra a il Fatto quotidiano, infine una conferenza stampa per annunciare addirittura una class action contro quella da lui definita una macchina del fango, cioè noi. Riconosciamo che il capo del partito democratico non è stato a perder tempo o, per usare il linguaggio colorito che lo ha reso popolare, a smacchiare i leopardi.



Pur non essendo stato zitto, il leader del maggior partito d’opposizione sulle questioni sollevate dalle inchieste della magistratura in realtà non ha detto quasi niente. Di certo non è entrato nel merito della faccenda che riguarda uno dei suoi uomini di fiducia, quel Filippo Penati che fino a meno di un anno fa era il capo della sua segreteria, dopo essere stato il coordinatore nazionale della mozione che lo portò al vertice del Pd. Bersani ha detto che il Pd ha le mani pulite e non ha nulla da nascondere? Bene, ne siamo lieti. Ci permetta  allora di porgli alcune domande atte a chiarire ancor meglio le vicende e le accuse che riguardano l’ex vicepresidente del consiglio regionale della Lombardia. Lo facciamo nel modo più chiaro possibile, sperando che il desiderio di approfondire una delle più controverse operazioni in cui Penati è coinvolto non ottenga in risposta una nuova minaccia di querele.
Ovviamente ci riferiamo al discusso acquisto del 15 per cento della Serravalle, la società autostradale che la provincia  di Milano guidata da Penati comprò sei anni fa, regalando a un imprenditore privato, Marcellino Gavio, un utile netto di quasi 180 milioni di euro.  L’aggettivo discusso lo usiamo non per spirito di polemica, ma perché effettivamente la decisione all’epoca suscitò molte polemiche e anche una denuncia: innanzi tutto perché alcuni giudicarono il prezzo esorbitante, eppoi  in quanto quasi contestualmente Gavio partecipò con 50 milioni alla scalata dell’Unipol  a Bnl, quella che, per intenderci, fece dire all’allora segretario Ds  Piero Fassino: «Abbiamo una banca!»
Ma veniamo alle domande.
1 - Innanzitutto gradiremmo sapere, a distanza di quasi  sei anni, come giudica quell’operazione. È convinto che sia stata una buona scelta usare i soldi della provincia di Milano per comprare le azioni di Gavio? Non sarebbe stato meglio, ed economicamente più conveniente, acquistare quelle detenute dal  comune di Milano, che pure erano in vendita?
2 - Come è noto Gavio aveva comprato meno di due anni prima quelle stesse azioni a 2,9 euro. Penati le comprò, indebitando la provincia, a quasi 9. Lei che è stato ministro delle Attività produttive e si picca di capirne di economia, a distanza di anni il prezzo pagato dal suo ex capo della segreteria politica come lo giudica? Equo?
3 - È mai stato a conoscenza che Banca Intesa aveva fissato il  valore di quelle azioni a un massimo di 5 euro?
4 - Prima della decisione della provincia di comprare il 15 per cento della Serravalle lei ne discusse mai con Penati? Partecipò a incontri con l’ex presidente della provincia e un consulente a lui vicino?
5 - Nel corso degli anni, le è mai venuta la curiosità di chiedere a quello che poi sarebbe diventato il coordinatore della mozione che le fece vincere il congresso del Pd perché avesse cambiato idea su Gavio? Cioè perché dopo aver dichiarato che l’imprenditore era un «ostacolo alla legalità in Serravalle» (Corriere della Sera  di ieri) decise di comprare le azioni a 8,973 euro?
6 -  Quando lei decise di nominare Penati coordinatore della mozione congressuale, ci fu qualcuno che la sconsigliò?
7 - Quando Penati si dimise da capo della sua segreteria a causa della sconfitta di Stefano Boeri alle primarie di Milano, non le parve strana quella decisione, dato che Penati non aveva una diretta responsabilità nella scelta di Boeri e non aveva alcun ruolo ufficiale nella scelta dell’architetto come candidato del Pd? Perché dimettersi se nessuno quelle dimissioni le aveva richieste?
8 - Le risulta che Bruno Binasco, ossia il braccio destro di Marcellino Gavio oltre che l’uomo accusato di aver pagato 2 milioni all’intermediario di Penati,  abbia finanziato in passato i Ds con contributi in chiaro? O che lo abbia fatto lo stesso  Gavio?
9 - Le risulta che Binasco, Gavio o società a loro riconducibili abbiano  dato contributi in chiaro a fondazioni vicine a esponenti dei Ds prima e del Pd poi?
10 - Tralasciando eventuali aspetti penali, che non è detto esistano e sui quali comunque tocca alla magistratura esprimersi, non le pare che ci sia un conflitto di interessi tra il partito, i suoi finanziatori e gli amministratori, che da Gavio e soci comprarono le azioni?
Lei forse dirà che le nostre sono domande provocatorie. Ci creda, non è così. Abbiamo solo cercato di mettere in fila alcune questioni, utilizzando voci e indiscrezioni che girano a Milano. Non  conoscendone però il fondamento abbiamo pensato che l’unico a poterci illuminare fosse proprio lei. In nome dei propositi di trasparenza e onestà da lei stesso enunciati. Restiamo in attesa delle sue risposte. Ci stia bene.

di Maurizio Belpietro

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Commenti all'articolo

  • mabo20131938

    27 Maggio 2014 - 02:02

    E naturalmente, "il morto, interrogato, non rispose"!

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  • kumachan

    30 Luglio 2011 - 18:06

    Lo sa perche` parti delle province venete sono finite sott`acqua? Perche` il PD ha messo a capo i suoi tangentomani che non sapevano nemmeno quale pulsante premere per far partire le idrovore! Non e` una battuta. Hanno dovuto cercare ed andare a prendere a casa un pensionato! Ed ora che lo avevano trovato la frittata era gia`fatta. Forse se aveste preso uno che non accettava di pagare la "LIBERA" tangente non sarebbe successo perche` si sarebbe chiesto: "Ma su centinaia di persone ne abbiamo una che sappia far funzionare le idrovore visto che siamo un consorzio di bonifica?". Qualcuno ha suggerito che lei sia un dipietrista, se fosse vero le consiglio di leggersi i virgolettati di dipietro a riguardo, per quanto DP si trattenga (visto che parla di un alleato) le parole sono chiarissime. La prossima volta che (speriamo mai) lei o un suo familiare dobbiate operarvi in un ospedale pubblico si informi se li` viga un minimo di criterio di bravura o di tangentomania. Il regolamento del PD, che lei si puo` leggere da solo, OBBLIGA alla tangente tutti i "nominati", nessuno escluso. Le dispiace dirmi in quale parte del regolamento PDL si obblighi o si "inviti" a tale pratica?

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  • blu521

    30 Luglio 2011 - 17:05

    E ti pareva. Riposo? No? Vabbè,come vuoi; buone ferie

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  • kumachan

    30 Luglio 2011 - 17:05

    Premetto che ho gia` risposto alle sue identiche parole "bruno osti 27/07/2011 alle 16.03" su http://libero-news.it/news/791366/Pd__la_questione_immorale__impone_il_pizzo_pure_ai_suoi.html. Almeno ha avuto il buon senso di non ricopiare anche il suo: "Sono liberi di accettare o no di partecipare. Non sono estorsioni". Secondo lei, se lei offrisse denaro per una prestazione sessuale non e` induzione alla prostituzione perche` la donna (o uomo) e` libero di accettare? Se le offrono 120mila euro statali come presidente USL in cambio di 30mila euro al PD, non e` tangente perche` si e` "liberi" di rifiutare? Lei si qualifica o squalifica da solo. Almeno il cioccolataio mette dei paletti condivisibili indipendentemente da chi sia l`elettore e/o l`eletto. Ribadisco (per la nona volta) che degli "eletti" e cosa facciano coi loro soldi non ce ne frega niente! Almeno sino a quando oltre ad essere eletti non diventino pure "nominati". Sono quelli messi a capo di ASL/acquedotto/ANAS/trasporti/commissione per la fiera del carciofo/Ansaldo/AgenziaSpazialeItaliana e Consorzio di Bonifica Dese Sile tra i tanti. Lo sa perche` parti delle province venete sono finite sott`acqua? [continua]

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