Cerca

Tremonti Il doppio Giulio non ci convince Procura Roma apre fascicolo sulla caserma

Il ministro parla con Corriere e Repubblica sul caso Milanese. Non basta: deve parlare agli italiani / BECHIS

Tremonti Il doppio Giulio non ci convince Procura Roma apre fascicolo sulla caserma
"Mi sentivo spiato, controllato, pedinato". Per queste parole di Giulio Tremonti, dette in un colloquio con Massimo Giannini di Repubblica a proposito della sua permaneza nella caserma della Guardia di Finanza, la Procura di Roma aprirà quasi certamente un fascicolo processuale. Il ministro dell'Economia ha spiegato che proprio per quella inquietudine ha accettato l'offerta del suo ex consigliere Marco Milanese di trasferirsi come ospite nella casa di via Campo Marzio, nel centro di Roma.

Leggi l'articolo di Franco Bechis su Libero di sabato 30 luglio

L’unica cosa che aveva regalato finora agli italiani era una battuta o poco più. Un comunicato di poche righe nel giorno più difficile, e uno scherzoso «mi sono dimesso… da inquilino», con cui Giulio Tremonti aveva pensato di archiviare la vicenda della casa romana sbucata fra le pieghe del caso Milanese. C’è voluta la punzecchiatura del suo amato  Corriere della Sera (il quotidiano con cui collaborava) e il richiamo di una firma illustre come quella dell’ambasciatore Sergio Romano che stigmatizzava quella casa pagata in nero dal ministro che insegue gli evasori per convincere Tremonti a qualche passettino in più.
 Il ministro dell’Economia ieri ha scritto una breve lettera al quotidiano diretto da Ferruccio De Bortoli e l’ha accompagnata per non fare torto al rivale in edicola a una chiacchierata informale con il vicedirettore di Repubblica, Massimo Giannini. Al Corriere ha raccontato di essere un ricco professionista e rivelato di ricevere come tutti i ministri 2.390 euro al mese di stipendio in contanti. Quindi per uno come lui non è stato un problema dare 4 mila euro mensili in contanti a titolo di rimborso spese per la casa che gli aveva messo a disposizione il suo collaboratore Marco Milanese. Per Tremonti non si tratterebbe di nero perché «fra privati cittadini non era dovuta l’emissione di fattura o vietata la forma di pagamento». Il ministro spiega di avere raggiunto un accordo verbale con Milanese e di avere pensato all’inizio «a un diverso contratto, che ho poi subito escluso per ragioni personali». E sostiene di non avere fatto nulla di male. A Repubblica invece la versione fornita è assai diversa, e in qualche passaggio addirittura divergente. Per prima cosa Tremonti ammette: «Ho fatto una stupidata». Poi aggiunge una spiegazione choc (che peraltro era già stata rivelata da Libero qualche settimana fa): «In quella casa  ci sono andato per banale leggerezza. Il fatto è che prima ero in caserma, ma non mi sentivo più tranquillo. Nel mio lavoro ero spiato, controllato, pedinato».
Nel lungo colloquio Tremonti aggiunge di essersi sentito spiato perfino in hotel e che per questo dal febbraio 2009 ha deciso di «accettare l’offerta di Milanese. L’ospitalità di un amico, presso una abitazione che non riportava direttamente al mio nome, mi era sembrata la soluzione per me più sicura».
Basta tutto ciò a cancellare ombre? Francamente no. Anzi la duplice versione di Tremonti pare aggiungere ombra ad ombra. Per chiarire bisognerebbe andare avanti settimane con carteggi e colloqui confidenziali. E già in questo c’è la principale anomalia. Tremonti è il capo del fisco italiano. Negli ultimi due anni ha varato misure assai severe su evasione ed elusione fiscale. Il suo mandato all’Agenzia delle Entrate è stato recuperare ad ogni costo 10 miliardi di euro l’anno scorso (obiettivo raggiunto) e 20 miliardi nell’anno in corso. Non ci possono essere ombre sui comportamenti fiscali privati di chi obbliga tutti gli altri a una condotta rigorosa. Quando quelle ombre sono emerse sulla casa romana di Tremonti, il ministro non avrebbe dovuto attendere nemmeno un giorno. La soluzione più naturale sarebbe stata convocare una conferenza stampa ed accettare di rispondere a qualsiasi domanda fosse arrivata. In quel modo si sarebbe rivolto ai contribuenti italiani e non ai giornalisti di fiducia, che è ben altra cosa. Questa incapacità di parlare all’elettorato e a tutti gli italiani sta diventando un handicap grave nel centro-destra. Lo avesse fatto Tremonti avrebbe forse chiarito quel che al momento è ancora oscuro.
Che significa che fra privati può girare del nero? Non è forse privata la mia padrona di casa a cui pago l’affitto? Lo devo fare in contanti e lei semplicemente incassarlo nel disinteresse del fisco? Si poteva quindi non firmare un contratto con la mia padrona di casa per «ragioni personali» come quelle misteriosamente citate dal ministro dell’Economia? Se è così per Tremonti, deve essere così anche per tutti gli altri italiani.
Abbiamo letto su Repubblica qualche giorno fa Milanese negare qualsiasi rapporto di amicizia con il ministro: «Gli do del lei e lo chiamo professore». Due giorni dopo Tremonti spiega di essersi sentito più sicuro con «l’ospitalità di un amico». Le due versioni palesemente stridono. Quale è falsa?
Infine la domanda più rilevante: quanti anni ha passato il ministro a sentirsi spiato e perfino pedinato prima di riparare nel 2009 a casa Milanese? Quali sono le prove di un’accusa così grave? È stata denunciata alla magistratura? Ha chiesto di essere sentito dal Copasir? Ha dovuto prendere in questa situazione decisioni che altrimenti non avrebbe preso? Non sono domande inutili. Inutile è il rimpallo con i giornalisti amici. Che contano assai meno dei contribuenti italiani.

di Franco Bechis

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • wall

    01 Agosto 2011 - 14:02

    ....mi sono chiesto perchè pagare in contanti !! 7000 euro ad una persona che già leggevo indagata. Ministro o Minestra mi chiedo perchè non usi un bonifico per il pagamento di questo affitto ? Ministro quei 7000 euri dove li prendevi e a chi? Ministro quei 7000 euri dove da dove li facevi uscire ? Ministro quei 7000 euri ne farai rimborso spese ? Ministro quei 7000 euri non sembrano tanti per un affitto ? Ministro quei 7000 euri non potevi comprarti casa ? Ministro quei 7000 euri non potevi metterli a disposizione ? Ministro sei TU che HAI inserito tiket e varie e IRPEF sulla prima casa ..me ne ricorderò al momento del prossimo voto.

    Report

    Rispondi

  • riccardorama

    31 Luglio 2011 - 10:10

    La delusione è grande, ma la rabbia monta. Io ricevo continuamente accertamenti dall'ufficio delle entrate per piccoli errori di 5 anni fa, negandomi pure la possibilità di rateare, e lui elude, fa evadere e truffa la sua Agenzia. Ho capito che anche lui fa parte di una casta che deliberatamente ignora i probemi che causa e con arroganza trae vantaggio dal proprio potere. Credevo che avesse veramente individuato la causa prima dell'evasione fiscale e dell'illegalità diffusa in una certa parte del Paese, ma vedo che il quieto vivere ha la meglio. Forse il fatto che molti suoi colleghi provengono da quelle parti, lo consigliano di deviare la sua attenzione altrove e individuare la pagliuzza negli occhi altrui senza vedere la trave che ha davanti. Continuo a ripetere infatti che basterebbe che leggesse attentamente le poste di bilancio per operare una sana politica economica. Ma tant'è!!

    Report

    Rispondi

  • Borgofosco

    31 Luglio 2011 - 01:01

    Temo che l'articolo stia ponendo domande da inquisitore "nazistalinista". Non penso d'essere un novello Muzio Scevola se dico d'essere certo dell'integrità morale e della cristallina onestà del ministro dell'Economia. Tremonti ha molti difetti ma non è mai stato e mai sarà un disonesto. Inoltre dissento in maniera totale anche dalla sola ipotesi che sia reato il dividere l'affitto con un collega parlamentare o con altri che lo pagano in base ad un regolare contratto registrato. Semmai bisogna verificare se il proprietario dell'appartamento paga il dovuto al fisco. Se ciò non avvenisse... allora si che il Ministro delle Finanze non farebbe bella figura. Per quanto riguarda gli spioni....Silvio Berlusconi è da sempre controllato, spiato, "vivisezionato" e vilipeso impunemente . Perché ci si meraviglia se certi spioni "vessano" anche Giulio Tremonti, insinuando,nel "popolo bue"presunte colpevolezze del ministro?

    Report

    Rispondi

  • mau340

    30 Luglio 2011 - 23:11

    Quanti altri dittatorelli cialtroni volete ancora? che masochismo e che ignoranza immonda!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog