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Berlusconi "Lo so, Gheddafi mi vuole morto" Sul Corriere le paure del Cav, lui smentisce

Verderami sul Corsera svela il timore di Berlusconi. "L'ha giurata a me e alla mia famiglia". Palazzo Chigi nega: "Fervida fantasia"

Berlusconi "Lo so, Gheddafi mi vuole morto" Sul Corriere le paure del Cav, lui smentisce
"L'ho saputo da mie fonti certe. Quello mi vuole morto". Chi parla, riferisce Francesco Verderami sul Corriere della Sera, è Silvio Berlusconi. Quello, il suo ex amico nei guai fino al collo: Muhammar Gheddafi. Secondo il retroscenista del Corsera, il premier sarebbe seriamente preoccupato per la ritorsione del Colonnello, che si sente tradito per la partecipazione dell'Italia, fedele parner commerciale e diplomatico, alla guerra in Libia. Per questo il Cavaliere si è dimostrato nervoso, si sente "nel mirino" insieme a tutta la sua famiglia. "Sono in pericolo di vita, e purtroppo non solo io ma anche i miei figli. L'ho saputo da mie fonti certe che Gheddafi ha dato disposizione di farmi fuori. Lo dovete ammazzare, così ha detto". La ragione è semplice: "A Tripoli - si sarebbe confidato Berlusconi coi suoi - c'erano manifesti giganti che mi ritraevano con Gheddafi mentre ci stringevamo la mano. E lui ha preso il nostro intervento militare come un tradimento". A preoccupare il premier italiano è la permanenza del Raìs al potere, nonostante tutto. "Quello non si dimetterà mai", ripete Berlusconi. Parziale sollievo: la morte del comandante dei ribelli di Bengasi Younes non sarebbe firmata dalle forze di Gheddafi, ma un regolamento interno tra gli insorti. Cambia poco, però: "Quello che era il nostro amico, oggi è il nostro peggior nemico".

La smentita - Non si fa attendere la replica di Palazzo Chigi, che in una nota ufficiale smentisce quanto scritto dal Corriere della Sera:  "Anche stamane si rileva su molti quotidiani un florilegio di frasi e giudizi attribuiti al presidente Berlusconi, tutti quanti frutto della più fervida fantasia. Valgano per tutte le presunte rivelazioni su Gheddafi che il presidente Berlusconi non ha mai detto o confidato ad alcun". Il Corriere, da parte sua, ribadisce che quanto scritto è stato riferito all'autore da fonti vicine a Berlusconi nel Pdl e riportato fedelmente.

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  • ciannosecco

    01 Agosto 2011 - 16:04

    CIR E NOVARTIS: GLI AFFARI SVIZZERI DI CARLO DE BENEDETTI, L’EDITORE DEL QUOTIDIANO REPUBBLICA Se ancora c’è qualcuno che non conosce questo “simpatico” signore, è presto fatto. Trattasi di Carlo De Benedetti, uno degli imprenditori più potenti ed influenti del panorama economico italiano: nato a Torino il 14 novembre 1934 e naturalizzato svizzero, è meglio noto per essere l’editore – ovvero il proprietario – delle due testate giornalistiche l’Espresso e Repubblica; la sua creatura, la COFIDE, controlla la CIR – Compagnie Industriali Riunite – che si occupa di:•media (editoria, radio, television e internet) con il gruppo Espresso•sanità (residenze per anziani e centri di riabilitazione) con la società HSS – Holding Sanità e Servizi•energia (elettricità e gas) con la società Sorgenia•componenti auto (filtri e sistemi per sospensioni) con la società Sogefi•servizi finanziari (crediti non performing, private equity, venture capital) con le società Jupiter Finance, Ktesios e altre.L’ingegnere naturalizzato svizzero – come è svizzera la Novartis, nata dalla fusione tra Ciba e Sandoz – è entrato in rapporti economici con la multinazionale del farmaco nel 1999, quando rilevò dal gigante svizzero per 175 miliari di lire il controllo della Novartis nutrition (per capirci, le caramelle “Dietorelle”). Da allora gli affari tra COFIDE, CIR e la casa farmaceutica non si sono più fermati, complice anche il fatto che nel 2003 il gruppo CIR ha fondato la Holding Sanità e Servizi S.p.A.; che, come si può leggere nel sito “opera nel settore della sanità in Italia ed è attiva in particolare nella gestione di residenze sanitarie assistenziali e di strutture di riabilitazione funzionale e psichiatrica.” O, più approfonditamente, con un obiettivo a lungo termine che “è quello di creare in un gruppo di medie dimensioni operante a livello nazionale nei servizi ospedalieri, nella riabilitazione e nei servizi di residenzialità socio-sanitaria per malati cronici.” Vale a dire, un settore con una fortissima domanda di medicinali speciali e dedicati.Si dirà: che c’azzecca tutto questo con la questione della bufala “suina”? È presto detto. Fino ad oggi gli unici due giornali che si sono occupati della questione dell’ “impunità” legale concessa dal governo italiano alla Novartis per i danni da vaccino sono Il Sole 24 Ore e il Corriere della Sera online. Sulla Repubblica, manco un rigo. Zero. Eppure la notizia è di quelle non da poco. Alla Novartis, profitti per 184 milioni di euro; al nostro Stato, ovvero a noi, le perdite derivanti dai risarcimenti danni da vaccino. Non sarà mica che l’editore e politico De Benedetti ha preferito non “disturbare” COFIDE, CIR e i loro compari di affari? E pensare che questo signore passa per essere uno di sinistra. Sinistra per modo di dire, par di capire.Alla fine il rigo auspicato è arrivato. Il 14 dicembre 2009 Repubblica ha pubblicato un corposo articolo inchiesta sulla “bufala” dell’influenza suina. “Annegata” nel testo, è stata anche riportata la notizia dell’ “impunità” legale concessa a Novartis dal governo italiano.L’ accordo, siglato il 21 agosto,a farmaco non ancora approvato, ha alcune clausole molto particolari. Un codicillo a pagina 10, ad esempio, sgrava l’ azienda svizzera di tutti i rischi pecuniari derivanti da eventuali effetti collaterali del prodotto. Caricandoli, in sostanza, sulle spalle dei cittadini italiani. «Il ministero – recita l’ intesa – è tenuto a indennizzare, manlevare e tenere indenne Novartis da qualsiasi perdita che Novartis sia tenuta a risarcire in conseguenza di danni a persone e/o cose causati dal prodotto». Salvo, deo gratias, «quelli di fabbricazione»…(qui la fonte)Peccato però che l’articolista si sia dimenticato di aggiungere che i danni derivati da difetti di fabbricazione debbono comunque essere riconosciuti dal produttore: ovvero da Novartis. In caso contrario, niente risarcimenti anche qui.Comunque sia, chi scrive resta del parere che, per quanto riguarda Repubblica, la notizia non sia stata data come si deve. Sicuramente si poteva far meglio e certamente lo si doveva fare: soprattutto alla luce dei rapporti che “sembrano” legare il colosso Novartis (per la sua sede italiana) al centrosinistra: in particolare al PD, partito del quale lo stesso Carlo De Benedetti si è autoproclamato iscritto n° 1.

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  • biribixi

    31 Luglio 2011 - 17:05

    Terrorizzato dalle minacce di Gheddafi, braccato dai giudici e da Di Pietro, incavolato per aver dovuto pagare sull'unghia 1000.000.000.000 di vecchie lire al rivale De Benedetti, depresso per la paura che Ruby e company spiattellino troppo, arrabbiato per le critiche sempre meno velate della Lega, di Tremonti e di tutti i suoi ex-elettori, il premier inesistente ha pensato bene di nascondersi in giro per le mete turistiche à la page, protetto dai suoi gorilla e con il solito codazzo di Apicella e aspiranti ragazzine al seguito. Ha detto che la politica gli fa schifo: in questo la penso come lui ma io non posso farci niente. E lui che poteva farci qualcosa l'ha affossata. E non parla più di sondaggi, per una volta. Cavaliere, vuole un consiglio? Chieda asilo politico ad Antigua e, la prego: non torni più. Non avvertiremo (o forse in meglio) la sua assenza.

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  • bisnonna!

    30 Luglio 2011 - 20:08

    A volte mi godo il mio giardino,altre volte scrivo ma ...mi bannano. Vai sull'articolo: De Benedetti allontana la 7.Dimmi poi se eri a conoscenza della notizia che ho scovato. Ciao, bello mio.

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  • autores

    30 Luglio 2011 - 20:08

    ma l'Iran di Mahmud Ahmadinejād non e' dalla parte di Gheddafi. Mahmud Ahmadinejād e' anche ben disponibile alle stragi in Iran. Il Presidente di Iran aveva detto che per fare l'accusa delle stragi in Iran vuole delle prove ma il nemico non ha obbligo alla prova di cui Ahmadinejād favorisce alla strage in Iran. Tutto cio' sta dalla parte degli U.S.A. anche Gheddafy. Probabile che i rivoltosi Libici e della Libia in Libia non hanno intenzione di disarmo futuro neanche dopo alla guerra. Questo significa che loro assomigliano alla Palestina.

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