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Se indaghi sul Pd diventi 'disonesto' o 'amico di Silvio'

Il giornalista del Fatto Ferruccio Sansa racconta le disavventure in cui è incappato ogni volta che ha scritto sui democratici

Se indaghi sul Pd diventi 'disonesto' o 'amico di Silvio'
"Dopo vent'anni di lavoro una cosa posso dirla: il fastidio che mi hanno pricurato le inchieste sul centrosinistra non hanno uguali". A narrare parte delle sue disavventure è un giornalista del Fatto Quotidiano Ferruccio Sansa, contravvenendo per una volta a quelle regole da buon cronista che impongono un racconto dei fatti da un punto di vista mai proprio e sempre estraneo. Questa volta però c'è da dire, c'è da raccontare come vanno le cose e cosa succede se un giornalista che fa il suo mestiere si imbatte negli intrallazzi del centrosinistra. La macchina del fango, allora, è dappertutto, bipartisan: è uno strumento nelle mani di chiunque abbia un po' di potere, a destra come a sinistra. 

Il caso Antonveneta
- Sansa racconta delle disavventure in cui è puntualmente incappato ogni volta che ha lavorato a inchieste sui leader del Pd. Ai suoi articoli non è mai seguita una smentita da parte dei diretti interessati, ma insulti, calunnie e telefonate ai piani alti. Un modo di attaccare questo più sottile, discreto ma non certo meno subdolo. E così, racconta che quando esplode lo scandalo Antonveneta, "Per giorni descriviamo i legami della Lega con il re delle scalate bancarie (Giampiero Fiorani, ndr). Non succede nulla. Poi ecco che arriva la prima notizia su un esponente del centrosinistra : il contratto di leasing dello yacht di Massimo D'Alema è stato stipulato con una società legata alla Banca di Lodi". Ebbene, Sansa racconta di aver incontrato D'Alema, ma che - casualità - subito dopo quel colloquio "arriva al giornale una telefonata che annuncia, in caso di pubblicazione, una denuncia per violazione del segreto bancario".   

La cementificazione della Liuguria - Sansa racconta anche dei retroscena dell'inchiesta sulla passione dei politici liguri per il mattone. Qui vengono "i guai seri". Nessuna smentita, querela o replica agli articoli, ma telefonate ai piani alti in cui si reclamava per "un articolo pieno di falsià" oppure si metteva il bastone tra le ruote della sua  carriera. "Mi venne offerto un posto di rielievo in un grande giornale (...) -racconta il giornalista-  avevano fatto arrivare il messaggio che l'incarico non era gradito al partito".  E poi le calunnie con "l'immancabile voce che ero omosessuale" o i cordiali saluti a "l'amico di Berlusconi. Vergogna, vattene".       

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Commenti all'articolo

  • SBonfiglio

    31 Luglio 2011 - 14:02

    Chiunque che sia venuto in possesso di informazioni come quelle su un leasing può pubblicarle dove gli pare. Semmai è la banca che ha stipulato il leasing che non doveva fare uscire quei dati. E' proprio vero che l'ignoranza fa 90...

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  • numetutelare

    31 Luglio 2011 - 10:10

    sono decenni che la sinistra é dura e pura..... dura di comprendonio e pura come i liquami

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  • tempus1

    30 Luglio 2011 - 19:07

    resta inspiegabile però che poi "arriva al giornale una telefonata che annuncia, in caso di pubblicazione, una denuncia per violazione del segreto bancario...". Come sono irascibili 'sti sinistri.

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  • italodemocratico

    30 Luglio 2011 - 18:06

    Se indaghi sul Pd diventi " disonesto" o " amico di silvio " se invece indaghi sul Pdl, sei di sinista, stalinista, e omosessuale, trans.

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