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Il "sistema Sesto" nei pizzini Penati trema per il libro nero

Nell'agenda di Di Caterina tutti i movimenti di denaro tra Anni 90 e il 2007. C'è quel miliardo di lire destinato a "Penati/Vimercati"

Il "sistema Sesto" nei pizzini Penati trema per il libro nero
Carta canta, e conta. Per Filippo Penati l'inchiesta di Monza sulle tangenti nell'ex area Falck di Sesto San Giovanni riserva ogni giorno brutte sorprese. Oggi è il turno dei pizzini, del suo grande accusatore Piero Di Caterina, l'imprenditore che dopo aver pagato mazzette per anni agli amministratori della ex Stalingrado d'Italia ha deciso di vuotare il sacco. Dieci anni, tra fine anni Novanta al 2007 (quando Penati era presidente della Provincia di Milano e non più sindaco di Sesto, e ha messo becco nella Milano-Serravalle, altro filone sotto esame), in cui Di Caterina ha annotato puntigliosamente nomi in codice dei politici e altri imprenditori, affari, numeri, costi, ricevute. Tutto da decifrare, ma già in mano agli inquirenti, i pm Walter Mapelli e Franca Macchia. Si tratta di scambi di denaro mai troppo corposi, tra i 2.000 e i 7.000 euro, ma in ballo c'è, per esempio, il famoso tangentone da un miliardo di vecchie lire che Di Caterina ha catalogato alla voce Penati/Vimercati.


Teste che rotolano - La Procura sta cercando di capire se quei soldi sono arrivati effettivamente a Penati, e soprattutto che fine abbiano poi fatto. Il sospetto è che oltre ad essere stornati al partito di Sesto siano andati a finanziare pure le casse provinciali dei Ds. Il libro mastro delle tangenti di Di Caterina è accuratamente aggiornato, scritto a mano, con tanto di estratti conto e cedolini. Una trentina di fogli che rischiano di far cadere un bel po' di teste. Si tratta di capire solo chi siano quei Big Bruno (forse Binasco, pezzo grosso della Gavio che controlla la Milano Serravalle?), Antonella e Presidente cui fa riferimento Di Caterina nel suo libro nero. Anzi, rosso.

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Commenti all'articolo

  • bruno osti

    02 Agosto 2011 - 18:06

    presumo che tu sia a conoscenza di nomi, fatti, circostanze, date da sottoporci, così da renderci eruditi, vero?

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  • alvit

    02 Agosto 2011 - 08:08

    Ricordatevi, che quando uno e' ladro, ladro rimane, sia che sia di destra o sinistra. Forse fa piu' impressione uno di sinistra, perche' si ritengono, puri, incorruttibili, giusti, intelligenti. La destra, a dire dei difensori di questi ciarlatani, sono considerati tutti ladri, ma forse, se questi sinistri, avessero un po' di tempo da dedicare allo studio della loro ideologia e dei loro leader, dall'inizio, capirebbero che sono vissuti nel marciume, nel delitto, nel fango. Le risorse che hanno sempre avuto, sono dovute allo sfruttamento delle persone, nelle coop alimentari, in quelle edili, assicurative ecc... Lo sanno bene nell'Emilia Romagna, ma chi avrà il coraggio di denunciare, perderà il lavoro e sarà additato e perseguito moralmente. Fate i conti di quanto avete rubato e approfittato per essere ancora sulla breccia.

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  • giggino1977

    02 Agosto 2011 - 00:12

    Come mai non ci sono intercettazioni riguardo questa vicenda ? Un po' di sputtanamento ci voleva... E che diamine ! Bollono solo i telefoni di Silvio e dei suoi amici ? Ho forse solo le procure rosse dispongono di tale strumento ?

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  • GMTubini

    01 Agosto 2011 - 19:07

    T'avevo dedicato un bel commentino, ma a quanto pare non è garbato al moderatore. Comunque, caro Andonio, sappi che se fossi palermitano o napoletano non me ne vergognerei di certo. Mi vergogno molto di più ad avere dei corregionali (?) bischeri come te!

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