Cerca

Tremonti Sempre più indifeso e senza voce Giulio è la prima vittima dei mercati: si dimette?

Nessuno spende più una parola per il ministro. Così ci rimette l'Italia, nel mirino degli speculatori internazionali / DE DOMINICIS

Tremonti Sempre più indifeso e senza voce Giulio è la prima vittima dei mercati: si dimette?
Infastidito dalle vicende giudiziarie, frastornato dalle turbolenze sui mercati finanziari internazionali e preoccupato per il debito pubblico italiano messo sotto pressione dagli speculatori con gli interessi in pericolosa ascesa, Giulio Tremonti potrebbe prendere in seria considerazione l’idea di gettare la spugna. Chi ha parlato negli ultimi giorni - e nelle ultime ore - col ministro dell’Economia ricostruisce grosso modo in questi termini il suo stato d’animo. E ritiene   un po’ meno fantasiosa l’ipotesi delle dimissioni del Professore di Sondrio.
  Le manovre delle procure di Roma e Napoli su Marco Milanese pesano. Oggi la Camera deciderà sull’apertura delle cassette di sicurezza dell’ex braccio destro del ministro. Mentre ieri i magistrati della Capitale hanno annunciato l’apertura di un fascicolo. Il primo passo degli accertamenti sarà rappresentato dalla convocazione del ministro in procura.    

Tuttavia,  Tremonti resta in silenzio. Ieri  avrà certamente seguito l’andamento dei mercati. Con l’accordo sull’innalzamento del tetto del debito Usa che non è bastato a ridare slancio ai listini azionari.  Anzi. Le borse europee hanno subito un’altra giornata di passione e in particolare Piazza Affari ha fatto registrare l’ennesimo tracollo. Un avvio di settimana amaro reso ancor più difficile, per il ministro, dalla questione dei titoli di Stato. Lo spread (cioè la differenza sul premio di rendimento) tra i btp italiani e i bund tedeschi si è allargato ancora  arrivando al record  di 355 punti: vale a dire che il Tesoro del nostro Paese deve riconoscere agli investitori il 3,55% in più rispetto a Berlino. Un elemento cruciale per la gestione del debito pubblico, destinato a salire  se non ci sarà una riduzione del differenziale. I dati sul fabbisogno di ieri sono una mini consolazione: nello scorso mese di luglio si è  registrato un avanzo del settore statale pari  a circa 4 miliardi di euro, migliore rispetto al saldo positivo registrato nel mese di luglio del 2010, pari a 2,5 miliardi. Al netto del prestito erogato a favore della Grecia, l’avanzo del mese risulterebbe così pari a 5  miliardi. Sui mercati, comunque, tira una brutta aria. E potrebbe arrivare proprio da lì   qualche problema al ministro. Un paradosso: negli ultimi mesi in tanti hanno sostenuto che la posizione di Tremonti fosse stata blindata proprio dagli investitori e dagli analisti finanziari, per i quali l’inquilino di via Venti Settembre avrebbe rappresentato una vera e propria garanzia di affidabilità. Sullo sfondo, resta da interpretare il quadro politico. Il Professore di Sondrio è giudicato sostanzialmente indifendibile da tutti dentro la maggioranza. Tant’è che non c’è traccia di prese di posizione di rilievo a sostegno del titolare dell’Economia.
Il momento della verità potrebbe essere giovedì, quando governo e parti sociali si incontreranno per cercare di definire un’agenda comune sulla ripresa economica. Di fatto si tratta della risposta di Palazzo Chigi al lungo pressing di imprese, banche, sindacati, culminato mercoledì scorso in un documento congiunto per chiedere misure immediate ed efficaci.  Sempre per giovedì, è poi atteso nel pomeriggio l’incontro di Confindustria, Abi e sindacati con le forze politiche dell’opposizione. Che ieri è tornata ad attaccare: «Al governo è stata espressa la terza sfiducia di seguito. Quella delle parti sociali. Netta e senza appello, come mai era accaduto prima. Clamorosa soprattutto per le pregresse divisioni degli stessi firmatari del Patto economico-sociale reso noto qualche giorno fa» ha detto il vicesegretario del Partito democratico, Enrico Letta. Sulla stessa linea il presidente del Pd, Rosy Bindi, che ha insistito sulle dimissioni in blocco dell’intero esecutivo  di  Silvio Berlusconi.

Di là dalla polemica tra le forze politiche, i fari restano puntati su  Tremonti. Che, se non diserterà il vertice, potrebbe essere costretto a uscire allo scoperto, chiarendo la sua posizione. Rispetto ai mesi scorsi, il ministro arriva all’appuntamento assai indebolito. Finora è stato considerato insostituibile e taluni riconoscimenti sono arrivati financo dal centro-sinistra. Una solidità che si è  assottigliata. La speculazione c’entra fino a un certo punto. A  Tremonti, in questa fase, manca  il sostegno dei  “poteri forti”. Le pesanti critiche del Corriere della Sera  - il quotidiano della Rcs in mano ai big della finanza tricolore -   potrebbero essere lette, secondo alcuni osservatori, come la formale lettera di sfratto all’inquilino di via Venti Settembre.

di
Francesco De Dominicis

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • numetutelare

    03 Agosto 2011 - 07:07

    Noi italiani siamo incapaci di senso dello stato. Questo signore, antipatico finché si vuole ha permesso al l'Italia di essere credibile nonostante sia il paese dei taralli... Se si parla per faziosità o mper spirito di copntraddizione mi sta bene, noi siamo fantastici nello sport di Tafazzi, ma se abboamo un po' di conoscenza della finanza e di buon senso, sappiamo che se cade Tremonti noi ci rimettiamo...punto!!! Comunque non é colpa nostra alla fine, é il nostro parlamento tutto che non ha il senso dello stato... e la sinistra, veterana del potere amministrativo dell'apparato statale, ne ha meno di tutti!

    Report

    Rispondi

  • tonello55

    02 Agosto 2011 - 18:06

    Tremonti il grande genio(incapace) fa coppia con Bossi e Berlusconi. Si sono inventati solo sanzioni a partire dalla patente a punti. Hanno rovinato gli italiani.E pensare che sono uno di quegli stupidi che gli ha dato il voto dal '93 fino alle ultime politiche, mentre alle europee mi sono astenuto. Questi tre signori dovevano tagliare le spese dello stato, ma nella confusione hanno tagliato solo le nostre spese senza parlare delle grandi riforme e delle liberalizzazioni. Possa il Signore liberarci di Tremonti, Bossi e Berlusconi......ma forse non c'è bisogno, alle prossime elezioni ci pensiamo noi, basta scegliere un altro guru!

    Report

    Rispondi

  • monmar

    02 Agosto 2011 - 13:01

    a me il fatto che stia zitto mi sta bene. Forse non ha quella gran faccia di "tolla" che contraddistingue il capo e i colleghi, che, colti con le mani nel sacco o quantomeno irresponsabilmente ignari di quel che succede loro intorno, gridano al complotto......

    Report

    Rispondi

  • franziscus

    02 Agosto 2011 - 11:11

    così potranno mettere al tuo posto un altro che non avrà nessuno scrupolo ad aprire i cordoni della borsa e riempire le tasche con gli ultimi quattrini ai suoi quattro compagneros di partito e affini. Infatti tutti gli italici idioti sono ansiosi di andare in rovina e farsi fregare anche gli ultimi spiccioli che hanno in tasca. Ci farà bene di mangiare un giorno si e uno no, perchè come, si sa, un poco di digiuno allunga la vita.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog