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Così Silvio cede a Napolitano: "Parlo in aula, senza drammi"

Lui e Bossi erano contrari, ma il Cav mercoledì in Parlamento: "Governo solido, conti a posto. Che c'è da dire?" / DAMA

Così Silvio cede a Napolitano: "Parlo in aula, senza drammi"
Silvio Berlusconi sarà domani in aula, alla Camera, per spiegare le soluzioni che il governo intende opporre alla crisi economica. Stesso motivo per cui giovedì il presidente del Consiglio incontrerà, a Palazzo Chigi, le parti sociali.
Giornate intense che il Cavaliere si sarebbe decisamente risparmiato. Berlusconi non vedeva la necessità di un ulteriore passaggio parlamentare («Il governo è solido, i conti sono in ordine, cosa c’è da aggiungere?»), mentre all’incontro con i sindacati avrebbe mandato, come suoi rappresentanti, il sottosegretario Gianni Letta e il ministro del Welfare Maurizio Sacconi. Poi? Poi Silvio ha cambiato programmi. Improvvisamente. E ha deciso di interrompere la convalescenza (venerdì scorso è stato sottoposto a un intervento chirurgico al tunnel carpale, ha la mano fasciata e gli fa ancora un po’ male) e di rientrare a Roma, abbandonando l’idea, accarezzata, di unire il riposo post-operatorio alle ferie estive.

Dietro il cambio di programma del capo del governo non c’è l’insistenza con cui l’opposizione chiede, da giorni, che il governo venga in Parlamento a riferire, no. L’invito a presentarsi a Montecitorio è arrivato da un livello più alto. È stato Giorgio Napolitano - pare -  a sollecitare, via Letta, il numero uno di Palazzo Chigi perché eserciti la sua leadership in questi giorni difficili, specie dopo l’uscita pubblica delle parti sociali (sindacati, Confindustria, ecc.) che, scorsa settimana, hanno chiesto alla politica  un «patto per lo sviluppo», risposte più incisive alla crisi e «discontinuità». L’invito del Quirinale si è fatto ancora più pressante ieri, in concomitanza con il nuovo tonfo della borsa di Milano (-3,8 per cento) e con il record assoluto toccato dallo spread, il differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi: 352 punti.

Colle e Palazzo Chigi hanno due diverse visioni della realtà. Più allarmata quella del Capo dello Stato: Napolitano osserva preoccupatissimo la curva discendente dei mercati, teme che gli speculatori non mollino la presa neanche ad agosto e, pertanto, ha rinviato le proprie vacanze a Stromboli. Più rilassato l’approccio di Berlusconi che tende a non drammatizzare i ribassi dei mercati: «Io non sono preoccupato, anche se c’è un po’ di speculazione, pazienza, il governo ha già fatto il suo dovere approvando la manovra in tempi rapidissimi, diamo un’immagine solida in Italia e anche all’estero».

Silvio invita i suoi interlocutori alla calma. In Aula? Non arriverà con proposte choc, non ce n’è bisogno: «Non ci sono grandi annunci da fare, terrò un discorso per rassicurare i mercati e per rilanciare le riforme». Dunque, nessuna manovra d’agosto, il percorso di rientro dal deficit rimane quello stabilito e diviso in tranches (crescenti) da qui al 2014. Quello che è stato fatto, secondo il Cavaliere, già basta. Anche se - è la voce che gira - sarebbe sempre il Quirinale a premere perché il governo provveda in tempi rapidi a un nuovo intervento sui conti pubblici, dato che gli effetti del decreto di luglio non basterebbero a tirare avanti fino alla fine del 2011.

Berlusconi? Frena. Domani, dal suo intervento, non bisogna aspettarsi grandi novità sul fronte dei tagli, neanche quelli alle Province: «Eliminarle non porta  soldi, ma solo enormi casini» e il gioco, sostiene Silvio, non vale la candela. Niente fuochi d’artificio. Ed è questo il motivo per cui i berluscones si dividono sull’opportunità di un nuovo passaggio pubblico del premier in assenza di cose nuove da proporre per ammortizzare la scossa dei mercati. Favorevoli a che il Cavaliere si esponga in prima persona sono, per esempio, il segretario del Pdl Angelino Alfano e il ministro Sacconi. Dubbiosi, invece, il titolare dell’Economia Giulio Tremonti e il leader leghista Umberto Bossi. Ieri i due erano insieme a via Bellerio quando Berlusconi ha comunicato loro la novità, la partecipazione al dibattito parlamentare sulla crisi. Tremonti ha fatto sapere di essere contrario a una uscita pubblica sull’argomento, ma in questa fase, si sa, l’autorevolezza del superministro è un po’ messa tra parentesi. Silvio ha tirato dritto per la sua strada. Che poi: come si fa a dire di no a Napolitano?
Prudenza consiglia al premier di rinunciare anche a vacanze transoceaniche. La tentazione era quella di mollare tutto un paio di settimane e riparare ai Caraibi, ad Antigua. Ma la congiuntura economica non consente fughe dall’altra parte del mondo. E allora per Silvio pochi giorni di ferie e a distanza ravvicinata.      

di Salvatore Dama

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Commenti all'articolo

  • moranma

    02 Agosto 2011 - 19:07

    cosa dirà domani Berlusconi? "tutto va bene madama la marchesa!!!" forse a lui, ma non agli italiani, ma il conto, tutto il conto, verrà presto presentato....ma a lui continuerà comunque ad andare bene!!

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  • moranma

    02 Agosto 2011 - 19:07

    meno male che Silvio c'è!! ma mi faccia il piacere!fino a ieri la crisi non c'era e l'Italia ( anche a detta del ministro dell'economia) era la nazione che meglio aveva affrontato la crisi....meno male, bel risultato. La credibilità di questo governo a livello internazionele è pari allo zero e la prova sono i mercati!!! Qualsiasi cosa al posto di questo governo non può che essere meglio....se siamo ancora in tempo!!

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  • ginko

    02 Agosto 2011 - 14:02

    Il fatto quotidiano che Napolitano sia preoccupato per l' economia e la borsa non deve preoccupare perchè trattasi di lavoro di sponda nel biliardo rosso tra gli allarmisti catastrofisti di mestiere e il Colle per tenere sotto pressione il Governo. Infatti quando al potere c'era monsieur gaffeur, l'ex dirigente comunista non batteva mai ciglio e non ansimava nè per le innumerevoli "fiducie con pannoloni", nè per l' economia che moriva stritolata dalle solide mani di Visco e Padoa Schioppa. Attivista come un attacca manifesti di vent' anni Napolitano non perde giorno per pontificare su tutto e sull' economia in particolare muovendosi con disinvoltura fra i luoghi comuni del tagliare ma anche rilanciare, che certificano l' incompetenza economico-finanziaria. Il fumo non ha mai prodotto arrosto per cui forse è bene che resti alle competenze dei piani quinquennali che conosce e ricorda molto bene.

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  • ubik

    02 Agosto 2011 - 14:02

    ricordo che volevi abolire il canone rai, era una delle cose intelligenti che dicevi. Perchè non lo hai abolito? Ci hai presi per i fondelli...

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