Cerca

Penati Dopo i pizzini, anche il file misterioso Dagli affari dell'ex Falck in arrivo sorprese

Spunta un file sospetto sul computer dell'architetto Sarno, indagato per la riqualificazione dell'ex area industriale a Sesto / MORIGI

Penati Dopo i pizzini, anche il file misterioso Dagli affari dell'ex Falck in arrivo sorprese
Spunta anche un file intitolato “Documento finanziamento sig. Penati” tra il materiale sequestrato dieci giorni fa nello studio di Renato Sarno, l’architetto indagato, assieme a una ventina di persone tra cui lo stesso Filippo Penati, nell'inchiesta della procura di Monza su un presunto giro di tangenti per operazioni immobiliari sulle ex aree Falck e Marelli e per la gestione del Sitam.
Sarno, professionista quotato e stimato al punto da aver ricevuto in passato incarichi anche dall’ospedale San Raffaele, avrebbe anche contribuito, attraverso la fondazione Fare Metropoli,  al finanziamento della campagna elettorale del 2009 di Penati, all’epoca candidato per ottenere il secondo mandato di presidente della Provincia di Milano. Nel maggio 2009 aveva versato, a favore dell’allora candidato presidente, oltre 40mila euro.


Ma quel file catalogato come “finanziamento Sig. Penati”, trovato in uno dei computer nel suo ufficio assieme ai documenti contabili, come “il libro giornale dal 2006 al 2010”, “i mastrini dal 2001 al 2010”, è ora comunque al vaglio degli inquirenti e degli investigatori per accertare se eventualmente possa fornire nuovi spunti utili alle indagini.
Allo stesso modo, i magistrati stanno esaminando le altre carte di lavori e progetti sequestrate all'architetto: cartelline con dentro “varia documentazione” di colore blu o azzurro denominate “Caltagirone”, “Torri Sesto S.G. Soc. Pace (Intini)”, “H.S.R. San Raffaele”, “Serravalle” e “287 Penati Rev.1 Rev.2”, “287 Penati Di Martino Rev.1 aggiornamento Asl”, “287 Penati Di Martino”.
Sarno, secondo la Procura,  risulta aver avuto nel 2008 un ruolo tecnico nella stesura del contratto preliminare di compravendita dell’immobile nell’ex area Falck tra Bruno Binasco, l’amministratore del gruppo Gavio a cui sarebbe legato, e Piero Di Caterina, l'imprenditore sestese che sotto forma di una sorta di “finta caparra” si sarebbe visto restituire, su mandato di Penati, circa due milioni di euro di presunte «dazioni di denaro» che, a suo dire, avrebbe consegnato nel corso di alcuni anni «in cambio di favori» all’ex sindaco di Sesto San Giovanni.
Tra gli atti depositati dai pm monzesi c’è inoltre l’assegno della caparra di due milioni di euro, che risulta firmato però da Norberto Moser, 75 anni e allora amministratore delegato di Codelfa, società sempre del gruppo Gavio. Moser nella seconda metà degli anni Novanta fu indagato - e si costituì nel maggio del 1995 - e finì sotto processo per un’inchiesta della Procura di Aosta battezzata «scandalo delle cooperative militari».
Infine, oltre a Di Caterina e Giuseppe Pasini, i due imprenditori indagati che hanno denunciato alla magistratura il «sistema Sesto San Giovanni», sarebbe spuntato un nuovo testimone, Diego Cotti, ex genero di Pasini, che starebbe collaborando con gli inquirenti.

di Andrea Morigi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog