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Tentazione patrimoniale: Berlusconi, non farlo

Oggi il premier riferisce in Parlamento sulla crisi: alla Camera alle 17.30, in Senato alle 19.30. In ambienti vicini al Cav rispunta l'idea indecente, ma sarebbe una follia. I modi per risalire sono altri: tagli e riforme. Silvio deve sorprenderci

Tentazione patrimoniale: Berlusconi, non farlo
Gira come una trottola impazzita. E dalla “semplice” tentazione si è progressivamente passati alle  ipotesi  più concrete: il governo starebbe valutando seriamente - e in tempi rapidi - l’introduzione di una tassa patrimoniale. Con i mercati finanziari traballanti e i conti pubblici sempre meno al sicuro, l’esecutivo di Silvio Berlusconi, insomma, potrebbe mettere sul piatto la cosiddetta «botta secca». Allungando le mani nelle  tasche degli italiani - un po’ come fece Giuliano Amato nel ’92 - per cercare di proteggere le casse dello Stato. Una cura choc che, in teoria, è destinata a  colpire cittadini e imprese a 360 gradi.
Secondo fonti di Libero, la discussione sulla patrimoniale potrebbe essere all’ordine del giorno del summit straordinario in programma domani a palazzo Chigi. Anzi. L’incontro - come riferiscono alcuni esponenti delle associazioni di categoria convocate  a Roma dal Cavaliere - servirebbe proprio per preparare il terreno con il mondo delle imprese e con i rappresentanti dei lavoratori.
Ufficialmente non ne parla nessuno, né in ambienti di governo né nelle file della maggioranza parlamentare. Fatto sta che all’Agenzia delle Entrate - braccio operativo del ministero dell’Economia - cominciano a ritenere assai vicina la stangata fiscale. La questione, in effetti, è stata sfiorata ieri mattina nel corso di una riunione tra il direttore delle Entrate, Attilio Befera, e alcuni manager bancari. I quali, preoccupati per le conseguenze sui bilanci degli istituti di credito e per gli effetti sui depositi dei clienti, hanno sondato il terreno con il capo dell’amministrazione finanziaria proprio sullo spauracchio patrimoniale. «Mi pare inevitabile» si sarebbe  lasciato sfuggire Befera pressato dai banchieri.
Non è certo l’agenzia delle Entrate a prendere questo tipo di decisioni. Che spettano al titolare dell’Economia, Giulio Tremonti, e  all’intero consiglio dei ministri. Ma al quartier generale del fisco tricolore c’è di sicuro un buon termometro: del resto da quelle parti passa buona parte del gettito tributario del nostro Paese.
Dall’Abi alla Confindustria, dalla Cgil alla Cisl, sindacati e associazioni, dunque, si preparano alla batosta.  Altro che crescita e sviluppo, come auspicato nel documento firmato  dalle 17 organizzazioni la scorsa settimana. Tuttavia, da un punto di vista  tecnico  non c’è granché   sul tavolo. Nel mirino finiranno come al solito case, redditi e risparmi. Almeno tre fronti sui quali dovrebbero essere chiamati a ragionare gli esperti di via XX Settembre, soprattutto per realizzare primi calcoli sul gettito da ricavare. L’eventuale intervento potrebbe toccare anche tutti  e tre i settori, oppure puntare solo su uno, sulla falsariga del prelievo notturno sui conti correnti del ’92.  Amato si inventò un salasso pari al sei per mille delle somme depositate in banca. L’ex premier è tornato alla carica e ha recentemente rilanciato l’idea di una nuova edizione della patrimoniale: un maxiprogetto da circa 600 miliardi di euro da utilizzare per abbattere il debito pubblico di un terzo (oggi oltre quota 1.900 miliardi) che colpirebbe ogni cittadino, in media, con un prelievo di 30mila euro. In realtà il piano Amato prevede di stangare solo il 30% degli italiani, cioè circa 20 milioni di persone. E il  tributo che porterebbe all’80% il rapporto debito/Pil,  svettato - a causa della bufera economica -  al 120,3%.  
Ipotesi e cifre forse esagerate e magari nemmeno  necessarie. In ogni caso la manovra sui conti pubblici varata in tempi record nelle scorse settimane non è servita ad affievolire gli attacchi ai mercati finanziari. E allora ai 48 miliardi di euro messi in conto per  raggiungere il pareggio di bilancio entro il  2014 potrebbero essere accostati  ulteriori interventi di inasprimento fiscale.
Il partito della patrimoniale è cresciuto negli scorsi mesi e in maniera trasversale. Luigi Abete, presidente di Assonime e Bnl, si è spinto addirittura a immaginare un intervento sistematico: una sorta di “patrimoniale ordinaria” per racimolare un bottino da 9 miliardi l’anno.
Più che il dettaglio finanziario, va analizzato a fondo il quadro politico. Sia Tremonti sia Berlusconi si sono sempre dichiarati nettamente contrari a prelievi forzosi di questo tipo. Il programma del centro-destra e in particolare quello del Popolo della libertà non prevedono misure da Stato di polizia tributaria. Lo stesso  inquilino di via XX Settembre, venerdì scorso,  ha definito l’idea «una follia, un errore». Mentre a maggio il primo ministro aveva rassicurato il Paese sostenendo che «finché noi avremo responsabilità di governo non ci sarà alcuna imposta patrimoniale».
C’è da dire che, rispetto a qualche mese fa, il quadro sia su scala internazionale sia sul piano interno è drasticamente cambiato. I mercati finanziari sono in preda a una bufera e i titoli di Stato del nostro Paese sono sempre più cari per le finanze pubbliche (il Tesoro paga  circa il 4% in più di rendimenti rispetto a Berlino). I tecnici   parlano di una «situazione non semplice» e sostengono che la patrimoniale potrebbe essere «un segnale» per gli investitori e per i mercati internazionali. Una specie di «extrema ratio, se la situazione precipitasse». Tuttavia resta qualche perplessità sull’incapacità di questo governo di individuare  - a distanza di quasi 20 anni - misure alternative per tenere a galla i conti pubblici italiani.

di Francesco De Dominicis

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    03 Agosto 2011 - 19:07

    Mica é fesso, non si autotassa, lui. Finito il discorso ci si chiede 'ma che ha detto'' NULLA. Altro che Patrimoniale. E' il patrimonio del niente.

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  • micene123

    03 Agosto 2011 - 18:06

    via senato via le provincie spese quirinale azzerate sindacati e vaticano pagano le tasse come tutti in 6 mesi bilancio positivo.

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  • rbrtrossi017

    03 Agosto 2011 - 16:04

    Una patrimoniale? Bene vorrà dire che molti Italiani lasceranno l'Italia...

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  • giuliab09

    03 Agosto 2011 - 16:04

    ma leggendo uno di questi commenti non riesco ha non rIflettere su quanta gente è oppressa da un odio brutale, talmente bestiale da augurare la morte ad un altro essere umano, provO quasi pena peR questo , che poi visto la data, si può definire giovane, ma che tristezza avere un peso così forte nel cuore, deve vivere con un fArdelLo che gli ottenebra i sensi e probabilmente non è e non è stato amato neanche dalla famiglia......OPPURE CI SONO anche PERSONE alterarate daI PARADISI ARTIFICIALI E NO9N SANNO PIù QUELLO CHE DICONO, E QUELO CHE FANNO ED ANCHE PER QUESTI PROVO UNA GRANDE PENA...

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