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La Borsa sotto attacco: -1,8% Dipende tutto da Berlusconi

Piazza Affari apre male, risale ma è un'illusione: gli speculatori scatenati in chiusura. Il premier tra poco parla alla Camera. Punterà tutto sulla solidità di bilancio e sulla crescita con i fondi per il Sud. Niente patrimoniale

La Borsa sotto attacco: -1,8% Dipende tutto da Berlusconi
Silvio Berlusconi parlerà alla Camera e al Senato dopo la chiusura di Piazza Affari. E' troppo delicato il momento per richiare che le polemiche politiche compromettano o inquinano ancora di più i mercati: una reazione fredda da parte del Parlamento potrebbe infatti mandare in fumo qualche miliardo di euro in pochi minuti. Il premier lo sa e ha scelto la cautela: alle 17.30 (e non alle 15) si presenterà a Montecitorio per parlare di crisi, economia e finanza, tra crescita e bilancio. Alle 19.30 sarà il turno di Palazzo Madama. Allora si avrà anche il quadro più preciso della giornata borsistica, iniziata malissimo (con Milano in territorio negativo e lo spread Btp-Bund oltre i 390 punti) e proseguita in mattinata in rialzo. L'impressione, però, è che siano rimbalzi tecnici più che prove di fiducia. La controprova la si avrà nel pomeriggio e soprattutto domani mattina, dopo il discorso del Cavaliere. Ma è meglio non farsi illusioni: chi pensa che la causa della slavina finanziaria dei titoli italiani sia da attribuire al premier finge di non ricordare che è continuata, anzi si è accentuata, dopo le buone notizie del salvataggio della Grecia, dell'approvazione della manovra di Tremonti e dell'accordo sul debito che ha scongiurato il default Usa. Nell'attesa, si assiste alla giornata da follia di Piazza Affari, con Milano per qualche ora positiva dopo una partenza col segno meno davanti prima del tracollo finale: gli speculatori trascinano l'indice Ftse Mib a -1,8 per cento.



Progetti concreti
- Ma cosa dirà Berlusconi? C'è chi teme possa annunciare una idea (folle) tornata a galla in ambienti vicini al governo: quella di una patrimoniale, una "botta secca" in grado di portare liquidità alle casse dello Stato (impoverendo però le famiglie). Difficile, quasi impossibile. Il premier preferisce lasciare quelle tentazioni a Visco, Amato e alla "sinistra delle tasse". Più logico che il discorso del Cav sarà essenzialmente una rassicurazione sulla solidità del governo, sulla tenuta dei conti e un rilancio dell'economia. L'ultima freccia al suo arco è l'approvazione in mattinata da parte del Cipe del Piano per il Sud: 9 miliardi di cui 7 al Meridione per la realizzazione di infrastrutture e per la crescita. Il segretario nazionale del Pdl Angelino Alfano ha parlato di "Successo personale di Berlusconi", mentre il governatore della Puglia Nichi Vendola ha definito l'operazione "il primo vero assegno staccato per il Mezzogiorno". Insomma, una carta da giocare pesante per riconquistare Camera e Senato, i mercati e soprattutto gli italiani. 

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Commenti all'articolo

  • Filippo52

    03 Agosto 2011 - 19:07

    da adesso per mandare un paccocelere1 o 3 che sia, bisogna dare il codice fiscale, bah, speriamo che non ci chiedino anche di dare un po' di sangue........

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  • nevenko

    03 Agosto 2011 - 17:05

    con quella specie di gente che circola dall'altra parte non ci resterebbe che andarsene via!Bersani!smettila di fare lo gnorri e parlaci delle mazzette miliardarie e milionarie che riguardano il tuo partito!E' meglio che sia tu a fare non UNO ma TRE' passi indietro!!!

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  • imahfu

    03 Agosto 2011 - 17:05

    Pizzichi e baci non fanno pertugi. La nota vecchia canzone napoletana puo' insegnare che una situazione italiana con le chiacchiere non si aggiusta. Gli effetti di tanta, troppa inerzia dureranno in un mondo che non vedrà piu' l'allegria del danaro facile. C'é Cina, India, Brasile a dividere il nostro danaro facile di una volta. Se ci salviamo avremo perso comunque troppo e tentiamo svendendo l'Italia. Chi vuole costruire un grattacielo a Milano in Pzza Duomo o a Roma in Pzza San Pietro, si faccia avanti . Se paga...

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  • frankzappa

    03 Agosto 2011 - 17:05

    Caro Prodi, dopo averci trascinato nel baratro con il compare Padoa Schioppa, è arrivat l'ora, dopo tre anni in cui ti affanni a dire "tutto bene". Immagino se fosse stato al governo Berlusconi con Tremonti cosa avrebbero detto a sinistra. p.s. non saremo come la Spagna ma oggi per un caffè mi hanno chiesto 1 peseta. A Torino.

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